Berlino chiama Taipei e lancia l'allarme sull'impatto della carenza di chip per il settore dell'automotive. Tema delicato per la Germania, con colossi come Volkswagen, Daimler e Bmw, ma che ovviamente riguarda tutto il mondo. A sentire il colpo di un'offerta inadeguata di semiconduttori (componentistica sempre più indispensabile per la produzione di veicoli) sono già state anche Ford Motor e Fiat Chrysler Automobiles (Fca), come pure le giapponesi Toyota Motor, Nissan Motor e Subaru. Il problema, noto da tempo, nasce da una combinazione di fattori: la carenza di chip inizialmente era il frutto della guerra commerciale lanciata da Donald Trump contro Pechino ma si è aggravata con l'epidemia di coronavirus e con il boom della domanda di prodotti tecnologici (pc, ma anche consolle da gioco, televisori) da parte dei consumatori costretti in casa per le misure di contenimento dei contagi da Covid-19.

La Germania studia sostegno a produzione semiconduttori in Europa

Reuters ha citato una lettera inviata da Peter Altmaier, ministro dell'Economia tedesco, alla collega di Taiwan Wang Mei-hua, in cui si chiede chiaramente che il governo dell'isola cinese faccia pressione sulle sue aziende del settore perché collaborino nel superare l'impasse. "Sarei lieto se potessi affrontare la questione e sottolineare a Tsmc l'importanza di disponibilità aggiuntiva di semiconduttori per il settore dell'auto tedesco", ha scritto Altmaier, citando ovviamente Taiwan Semiconductor Manufacturing Company, colosso della produzione di chip conto terzi, con cui per altro l'industria automobilistica tedesca sta già trattando direttamente. Per ridurre le dipendenze dai fornitori asiatici ed evitare problemi simili in futuro Berlino sta anche pianificando di aumentare il sostegno pubblico alla produzione di semiconduttori in Germania e in Europa, ha dichiarato a Reuters una portavoce del ministero dell'Economia di Berlino.

Nel 2020 solo il 3% dei chip di Tsmc sono andati all'automotive

Da parte sua Taiwan ha ovviamente espresso la volontà di collaborare, nei limiti del possibile. Fonti governative citate da Reuters hanno infatti sottolineato che domenica la ministra Wang ha parlato con gli alti dirigenti di Tsmc sulla questione. L'azienda da parte sua ha spiegato che "ottimizzerà" il processo di produzione dei chip per renderlo più efficiente e dare la priorità alla richiesta della Germnia. "Se la produzione potrà essere aumentata ottimizzando la capacità, collaborerà con il governo per considerare i chip automobilistici come applicazione primaria", ha dichiarato Tsmc. Per l'azienda di Taiwan, nota Reuters, nel 2020 il settore ha rappresentato comunque appena il 3% delle vendite contro il 48% dei chip utilizzati negli smartphone.

(Raffaele Rovati)