La succursale Russa di Google potrebbe presto dichiarare bancarotta, dopo il sequestro da parte delle autorità di tutti i conti bancari, che ha impedito al colosso di pagare dipendenti e fornitori.

Cosa accadrà adesso anche si servizi collegati a big "G". Capiamo cosa sta succedendo. 

I servizi gratuiti come la semplice ricerca e YouTube, tuttavia, non sembrano aver subito il contraccolpo, stando a quanto dichiarato dal portavoce di Google giovedì. 

Bancarotta di Google in Russia: sequestrato un milione di rubli

Da mesi ormai la Alphabet INC subiva pressioni da parte delle autorità Russe in merito alla censura di alcuni contenuti definiti “illegali” dal Cremlino, incalzata a restringere l’accesso ad alcuni contenuti su YouTube. Dopo i continui rifiuti, le autorità hanno infine adottato la linea dura. Ha dichiarato il portavoce di Google

“Il sequestro dei conti in banca in Russia ha reso impossibile continuare le operazioni: non possiamo più assumere né pagare i dipendenti locali, pagare i fornitori e rispettare gli accordi presi con i nostri partner e stakeholder” 

Un canale televisivo russo aveva già fatto circolare la notizia che le autorità russe avevano sequestrato un miliardo di rubli – circa 15 milioni di dollari – a Google come sanzione per aver impedito l’accesso al suo canale YouTube, bannato per contenuti inappropriati. 

Tuttavia, è la prima volta che un colosso tecnologico come Google vede i propri mezzi di supporto completamente tagliati. Non è chiaro però se la bancarotta sia una diretta conseguenza dell’ultima, pesantissima azione delle autorità russe o se si tratta della proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso. 

Le avvisaglie già a marzo 2022

Secondo la guardia di finanza russa, infatti, si parlerebbe di altri due sequestri avvenuti da Marzo 2022: gli importi non sono specificati, né le motivazioni. L’ultimo è però un gesto estremamente plateale, che ha portato al sequestro non solo dei conti in banca, ma sembrerebbe anche di uffici e materiale. 

Il colosso si è dimostrato fin da subito contrario all’invasione della Russia sul territorio ucraino, ed ha immediatamente trasferito molti dei propri impiegati fuori dal paese – sebbene alcuni di loro abbiano deciso di rimanere, ed oggi si trovano senza lavoro. 

Una nota rilasciata dal registro dell’autorità russa Fedresurs giovedì riporterebbe l’intenzione di Google di dichiarare bancarotta fin da metà marzo prevedendo l’impossibilità di adempiere ai propri obblighi finanziari. Le cause non vengono esplicitamente dichiarate, ma secondo molti il motivo è da ritrovarsi nei sequestri effettuati dalle autorità russe. 

La Russia dovrà dire addio a Gmail, Chrome e Youtube? 

Ad oggi, Google ha interrotto operazioni commerciali e di vendita in territorio russo, ma non ha intaccato i servizi gratuiti tra cui Gmail, Maps, Android e Play Store, che per ora rimangono fruibili dai cittadini russi. 

Le autorità hanno comunque dichiarato di non voler bloccare i servizi ancora erogabili – nonostante le diverse minacce e multe raccontino un’altra storia. Secondo un portavoce “bloccare alcuni servizi sarebbe un danno enorme per tantissimi cittadini, e vogliamo evitarlo”. 

L’interruzione delle attività sarà graduale ma inesorabile: Google non può più sopportare le ingenti sanzioni imposte dalla Russia in merito alla censura di alcuni contenuti.

Da una parte, il Cremlino pretende obbedienza cieca, dall’altra Google non è disposta a rinunciare alla propria libertà di informazione anche in Russia. 

Anche perché, in realtà, la Russia fa per circa l’1% dei profitti totali di Google – ovvero circa 2.6 miliardi di euro all’anno.