L’universo delle Intelligenze Artificiali raggiunge vette sempre più alte e inesplorate. Oggi hanno l’etichetta “IA” tantissimi prodotti informatici, come le fotocamere dei nostri comuni smartphone, i motori di ricerca, i software che usiamo ogni giorno, i prodotti smart per la domotica, e via discorrendo.

Grazie ai concetti di Machine Learning le macchine elettroniche possono imparare molto da noi, imitando i nostri comportamenti e spingendosi anche nel campo creativo. Questo è il caso di alcuni nuovi e strabilianti programmi, capaci di creare immagini quasi da soli.

Ovviamente, non poteva mancare all’appello anche in questo settore Google, il colosso informatico che cerca di essere sempre all’avanguardia. Sta sviluppando un software di nome Imagen, che ha l’ambizione di convertire gli input testuali in immagini di elevatissima qualità. Anche nel caso di richieste creative e strambe.

Tutto ciò grazie alle Intelligenze Artificiali e sfruttando gli enormi database di materiali presenti su internet. Riuscirà ad essere efficiente ma anche etico e non indelicato? Farà meglio dei competitor che l’hanno anticipato? Vediamo in cosa consiste, e proviamo a scoprirlo.

Google crea Imagen: cos’è e come riesce a creare

Imagen è un progetto alquanto recente di Google, che ha l’obiettivo (non certo semplice) di creare immagini di altissima qualità partendo da una semplice descrizione di testo.

In parole povere, vuole darci la possibilità di scrivere qualcosa tipo “Un cane con un cappello da cowboy che naviga in un lago su una tavola da surf arcobaleno” e ottenere l'immagine di… con un cane, con un cappello da cowboy, che naviga in un lago, su una tavola da surf arcobaleno.

Tutto questo in una elevata qualità visiva, come se avessimo creato un’illustrazione apposita in ore e ore di lavoro tra disegno e colorazione. Tutto questo come se avessimo assunto un esperto fotografo ed egli avesse avuto a disposizione un set fotografico complesso, fatto di molti ambienti, molte persone e animali, molti sfondi. Tutto questo per davvero e a costo zero.

Un’impresa del genere è possibile incrociando il già menzionato machine learning ai sistemi di intelligenza artificiale. Il software dovrà procedere con le indicazioni scritte un passetto alla volta, combinandole in modo efficiente perché attinge da una moltitudine di immagini che gli hanno “somministrato” dal web.

Si tratta in pratica di dare quanti più dati, informazioni, immagini possibili “in pasto” a Imagen. Così funziona in questo settore: si riempie il software di un'enorme mole di dati affinché possa apprenderli e unirli tramite concetti in essi contenuti. In questo modo, quando scriviamo la nostra fantasiosa descrizione, il programma troverà la corrispondenza di ogni cosa, incrocerà migliaia di immagini e ci darà un risultato di qualità.

L'intenzione della grande G è di diventare un colosso anche nella generazione di immagini, un po' come già fa in vari settori inaspettati, come i servizi di archiviazione cloud Drive o i recentissimi smartphone Google Pixel.

Quando e come si potrà usare Imagen: tra problemi e competitor

Google ha reso disponibile una pagina web di presentazione per Imagen piena di immagini luccicanti, inaspettate e incredibilmente dettagliate. Ma se vi state chiedendo dove provare il software per avere una bella foto del cane sulla tavola da surf, la risposta è purtroppo negativa.

Il software è tuttora solo in fase di sviluppo, e non è ancora accessibile all’utilizzo da parte del pubblico. Non c’è neppure alcuna data di rilascio: dovremo attendere, non si sa fino a quando, per generare immagini di ogni genere.

In particolare, ci si sta soffermando sui possibili problemi etici di un software così potente. È vero, i primi pensieri vanno a immagini buffe o a ciò che potrebbe tornarci utile per le operazioni di ogni giorno, senza dovercelo disegnare (o creare) da soli.

Imagen però potrebbe ricevere comandi per nulla carini e simpatici, a volte anche pienamente sgradevoliillegali, e in quel caso Google non vuole che il software dia le sue usuali soddisfazioni. Inoltre, anche su input innocenti o ben intenzionati, è importante che il programma non sbagli e non restituisca immagini raccapriccianti, problematiche o che possano disturbare gli utenti.

Si tratta in realtà di una tematica delicata, che coinvolge in pieno l’etica. Finché parliamo di foto divertenti, paesaggi e oggetti, siamo tutti d’accordo. Ma quando alcune immagini potrebbero offendere alcuni gruppi di persone, Google sa che bisogna stare attenti, quindi lo sviluppo potrebbe andare per le lunghe.

Sul mercato ci sono attualmente alcuni competitor che hanno anticipato Imagen, come il conosciuto Dall-E Mini, abbastanza utilizzato per creare vignette e meme sul web. Naturalmente, però, le immagini create da questi software sono molto poco dettagliate, e infatti finora usate solo per divertimento.

Ci vorrà del tempo affinché l’AI raggiunga vette più alte, e come al solito, Google vuole essere la più forte. Ma vedremo se ci riuscirà: per adesso possiamo solo stare a guardare (o a pensare di volere un’immagine con un museo d’arte antica sommerso d’acqua in cui navigano robottini, come ci ha mostrato un’anteprima dell'azienda).