Le Linee Guida pubblicate da Google per i Quality Raters ci danno grosso modo un’idea di quelli che sono i parametri generali su cui si basa l’algoritmo del motore di ricerca per valutare un contenuto e assegnargli una posizione nella SERP.

La guida è divisa in tre parti. La prima parte, che anche la più conosciuta, si sofferma sui parametri che determinano per Google un contenuto di qualità in senso stretto, il ben noto EAT.

Le altre due parti sono dedicate a due argomenti altrettanto importanti, ma spesso dimenticati, e cioè i Needs Met e l'ottimizzazione per i dispositivi mobili di una pagina o di un sito.

Questi elementi servono ai Quality raters per determinare quanto è affidabile la SERP, ad esempio se i risultati ottenuti rispondono ai bisogni della query e se i siti restituiti siano tutti mobile friendly.

Si può avere un basso livello di Need Met, se i contenuti di una pagina non corrispondono alla keyword del titolo. Ancora, si verrà penalizzati da Google anche con un buon contenuto se il sito non è ottimizzato per gli smartphone

Perciò, chi vuole scrivere contenuti SEO al giorno d’oggi deve tenere in considerazione anche questi due parametri oltre al più conosciuto Google EAT, che giudica la qualità di una pagina in senso stretto.

L’era della SEO mobile e i Needs Met

Le Linee guida Google per i Quality raters, un documento di circa 170 pagine, illustra quali sono gli schemi seguiti, almeno in parte, dall’algoritmo di Google per posizionare una pagina nella SERP

La seconda parte della guida è tutta dedicata all’ottimizzazione dei siti web per i dispositivi mobili, che nel 2021 costituisce un parametro base su cui Google valuta la qualità di una pagina ai fini del risultato di ricerca.

Smartphone e tablet sono a oggi giorno i principali strumenti con cui gli utenti accedendo ad internet e le pagine web devono perciò essere ottimizzate per una corretta visione sui dispositivi mobili. Ma, oltre all’aspetto grafico Google avverte che la SEO mobile deve tenere conto anche della diversa tipologia di ricerche che si effettuano con lo smartphone rispetto al PC.

Più della metà del traffico internet si svolge ormai tramite smartphone, è quindi ovvio che Google sia interessata a fornire risultati nel motore di ricerca, che siano i migliori per gli utenti che li visualizzano con dispositivi mobili.

Partendo, come sempre, dal testo firmato Google, quando si analizza una pagina web si deve comprendere che ormai gli utenti possono chiedere allo smartphone qualsiasi tipo di operazione, semplice o complessa.

Ad esempio, un compito semplice potrebbe essere quello di cercare chi sia il regista di un film, mentre un’azione più complessa quella di verificare gli orari del cinema più vicino, acquistare i biglietti e, perché no, consultare le indicazioni stradali per raggiungere il posto.

Per ricevere un buon giudizio da Google un sito web deve non solo avere contenuti di alta qualità, ma deve essere anche tecnicamente ottimizzato per i dispositivi mobili e rendere realizzabili operazioni complesse con questi.

Le tecniche e l'importanza della Mobile SEO sono ben spiegate nel video YouTube di Semrush.

I Needs Met contro i furbetti della SERP

Nell'enunciare cosa siano i Needs Met, la guida spiega che Google, sia con l’algoritmo che con i valutatori umani, giudica quanto i risultati della SERP siano utili e soddisfacenti per gli utenti dei dispositivi mobili.

Attenzione, perché questo tipo di valutazione non coinvolge solo i risultati di ricerca in senso stretto, nel senso che con le valutazioni Needs Met Google non valuta solo quanto sia “buona” la SERP, ma anche quanto i contenuti rispondano alle parole chiavi date in titoli e sottotitoli.

Insomma, Google va alla caccia di quelli che provano a fare i furbetti della SERP scegliendo parole chiavi “vincenti” nel titolo, ma non in connessione con il contenuto.

Alle SERP possono essere assegnati 5 livelli di valutazione in base a quanto sono stati raggiunti i bisogni degli utenti di tablets e smartphone:

  • Fully Meets (FullyM): i bisogni si considerano totalmente soddisfatti se la query e i risultati di ricerca, soddisfano pienamente gli utenti mobili, cioè quando non hanno bisogno di effettuare altre ricerche;
  • Highly Meets (HM): molto utile per la maggior parte degli utenti, ma alcuni potrebbero aver bisogno di altre ricerche;
  • Moderately Meets (MM): molto utile solo per alcuni, ma utile per la maggioranza. In generale gli utenti sentono la necessità di ampliare la ricerca;
  • Slightly Meets (SM): utile ad un piccolo numero di visitatori con smartphone o tablets. C’è una correlazione tra la Query e la SERP, ma questa non è soddisfacente e la maggior parte degli utenti ha bisogno di altri risultati;
  • Fails to Meet (FailsM): non soddisfa in alcun modo le esigenze degli utenti e tutti o quasi tutti effettueranno altre ricerche, per avere risultati aggiuntivi.

Come scrivere contenuti SEO in chiave Needs Met

Ad essere valutati e analizzati non sono solo le SERP e le query ma anche i singoli risultati, cioè le singole pagine web

Partendo dal titolo e dal piccolo sommario che si scrive come riassunto per la SERP, per finire con i contenuti veri e propri delle pagine web. Gli autori di contenuti SEO devono perciò non solo curare ogni parte del testo e fare in modo che sia accattivante e che attiri click, ma anche fare in modo che essa abbia affinità con le keywords e con il contenuto principale della pagina.

D’altronde come i responsabili di Google hanno più volte ripetuto, alla fine il vero obiettivo dell’algoritmo e cercare contenuti che siano i migliori.

Ricordiamo che il criterio dei Needs Met va valutato nell’ottica mobile friendly, vuol dire che i bisogni degli utenti devono considerarsi soddisfatti partendo dal presupposto che le pagine saranno visualizzate con smartphone e tablet.

Riepilogando, chi scrive contenuti SEO al giorno d’oggi deve non solo tener conto di Google EAT e di tutti gli elementi che fanno di un contenuto un contenuto di qualità, ma deve anche fare in modo che il sito sia tecnicamente adatto e che risponda alle esigenze degli utenti che usano i dispositivi mobili.

Consigli per un SEO writing di qualità nel 2021

Concludendo, possiamo dire che la lettura delle linee guida Google per i Quality raters ci ha fornito informazioni utili sulla tecnica di scrittura SEO. Questo perché Google impiega queste figure professionali allo scopo di migliorare l’algoritmo e, quindi, le loro valutazioni si basano sui medesimi parametri dell’algoritmo.

Ovvero i Quality raters interagiscono con due aspetti fondamentali, da un lato valutano lo stesso motore di ricerca, giudicando quanto sia accurato nel restituire i risultati di una query. D’altro lato, giudicano i singoli contenuti web, valutandone non solo la qualità, ma anche quanto l’interfaccia grafica sia ottimizzata per gli smartphone e quanto essi rispondano alle esigenze degli utenti che usano i dispositivi mobili.

Inoltre, aspetto più interessante per i SEO writers, l’algoritmo valuta la corrispondenza tra le keywords del titolo e il contenuto di una pagina. Questo significa che non serve a nulla posizionare nel titolo la parola chiave che sia più facile da piazzare e con un più alto numero di ricerche, se soggetto e qualità del contenuto non sono all’altezza dei titoli.