Aprire una partita Iva e sostenere tutte le spese che comporta (tasse, commercialista etc…) è molto impegnativo. Per cui, prima di aprire un’attività o prima di iniziare a svolgere la libera professione, è necessario farsi due conti.

Tuttavia, se il vostro obbiettivo è quello di lavorare in totale autonomia e diventare “il capo di voi stessi”, è possibile guadagnare online anche senza dover aprire una partita Iva.

Leggete i paragrafi che seguono e capirete com’è possibile!

Partita Iva e le sue spese annuali

Molte volte si hanno dei progetti lavorativi ma, poi, quest’ultimi vengono accantonati immediatamente perché, giustamente, spaventa l’ipotesi di aprire una partita Iva.

Aprire una partita Iva significa dover pagare, durante il corso di un anno, tante tasse ed affrontare tante spese, per cui, prima di fare un passo così importante, sarà utile studiare un business plan per comprende quali saranno i costi ed i vostri ricavi stimati nell’arco di un tot di anni. Solo così sarà possibile capire se, l’idea imprenditoriale che avete, è valida o meno.

Guadagnare online senza disporre di partita Iva: si può?

Lavorare e guadagnare online senza avere una partita Iva, è possibile! Ci sono dei lavori che lo permettono ed ora, andremo a vedere nel dettaglio quali sono.

Quali sono i lavori online che possono essere svolti senza partita Iva?

Vediamo ora quali sono i lavori che non necessitano di partita Iva per guadagnare online.

Ne prenderemo in esame cinque.

Ad ogni modo, se poi vorrete approfondire tali tematiche, vi invitiamo a seguire il video di Nicholas Bianconi – MBAcademy. Un contenuto davvero interessante che aiuta a capire meglio gli aspetti più tecnici delle tematiche spiegate qui di seguito.

  • Trading finanziario:

Per fare trading non è necessario possedere partita Iva. Lo si può fare in tutta tranquillità presso la propria abitazione e quindi, in modalità Smart Working (per tutta la vita!), e non è necessario avere una posizione fiscale.

Il trading ha una ritenuta fissa del 26% sui profitti. Nel caso voi perdiate, visto che non percepirete nessun guadagno, non dovrete pagare nulla, nessuna tassa.

Anche se si superano i 5.000 euro l’anno, la partita Iva non è necessaria! Non serve rilasciare fatturazione, non è necessario avere un commercialista, nulla. Una volta trattenuto il 26% sul vostro guadagno, siete apposto!

  • Self Publishing:

Per chi non lo sapesse, per “self publishing” s’intende l’auto pubblicazione di libri in formato e-book, in formato cartaceo ma anche audio libri. Il programma di self publishing più famoso, è sicuramente quello proposto da Amazon ma, ovviamente, ne esistono anche tanti altri.

Con il self publishing non è necessario avere una partita Iva perché, questa tipologia di prodotti, ha un sistema fiscale particolare. Non c’è quindi la necessità di avere una società per fare lo scrittore e, tra l’altro, la tassazione sui libri è molto bassa: ovvero, è pari al 4%. Se pensiamo, moltissimi articoli che troviamo ad esempio al supermercato, arrivano al 22%.

I proventi che incasserete saranno considerati “royalties” e, in Italia, su di essi, manifesta una ritenuta del 20% su questi profitti.

Per cui, se volete intraprendere questo percorso lavorativo, fatelo! Non pensateci su due volte! Non è una attività così tanto tassata come avviene invece, per altre realtà commerciali.

Ultima cosa da specificare: con il self publishing non è che la partita Iva non serve perché magari si è all’inizio del percorso, no! La partita Iva non serve a prescindere, anche se guadagnerete 100.000 euro l’anno.

  • Trading Sportivo:

Attività simile al trading “classico”, con il trading sportivo sostanzialmente, si vende e si acquista quote su scommesse sportive.

E’ possibile farlo nelle piattaforme che si occupano di trading sportivo appunto, e, iniziare a percorre questa strada potrebbe svelarsi una buona possibilità di guadagno online senza però, avere la necessità di essere possessori di partita Iva.

A differenza del trading “classico”, il trading sportivo non prevede alcuna tipologia di tasse da pagare anche perché, alla fonte, viene già trattenuta una percentuale. Quello che guadagnerete è completamente vostro!

  • Matched Betting:

Il Matched Betting è una attività di scommesse sportive forse ancora poco conosciuta in Italia. Non è sicuramente “nata ieri”, anzi! In altri Paesi funziona benissimo già da tantissimo tempo, mentre qui, in Italia, sta cominciando a prendere piede da qualche anno a questa parte.

Il Matched Betting è una tecnica matematica che funziona in questo modo: è necessario piazzare due scommesse, in una stessa partita, ma con due risultati completamente opposti. Così facendo, andrete ad eliminare la componente di rischio che porta con sé una singola scommessa.

Tenete presente che, il Matched Betting non è: un gioco d’azzardo, illegale o una attività rischiosa.

Il Matched Betting non è un vero e proprio business, soprattutto se si pratica solo ed esclusivamente per se stessi. Ma, sicuramente, permette di guadagnare qualcosa online e arrotondare che certo male non fa.

Se praticando questa tipologia di attività vi accorgerete che vi piace molto, potreste pensare di diventare, addirittura, dei veri e propri consulenti di Matched Betting. In questo caso, il consiglio che vi diamo è quello di seguire dei corsi per approfondire la tematica e per andare a perfezionare la vostra tecnica.

In caso voi vogliate diventare consulenti però, la partita Iva diventa necessaria. Per cui, la raccomandazione che vi facciamo è: se vi interessa la tematica e volete provare, fatelo senza problemi. Nessuno vi vieta poi di fare quel salto in più e, diventare, in un secondo momento, consulenti. Prima però, cercate di capire se il Matched Betting è una attività che fa per voi o meno. E questo, lo potete fare senza alcun tipo di investimento economico iniziale o senza l’obbligo di essere seguiti da un commercialista.

  • Network Marketing:

Il network marketing è una attività da prendere assolutamente in considerazione. In Italia, nel nostro Paese, a livello fiscale, è molto agevolato.

Per iniziare a fare network marketing non è necessario avere fin da subito una partita Iva. Quest’ultima, la dovrete aprire solo se, nell’arco di un anno, andrete a superare i 5.000 euro di fatturato.

Certo, in quel caso sarà necessario ma, intanto, la soglia dei 5.000 euro vi permetterà di iniziare questo lavoro a cuor leggero sapendo che, se non vi piace, potrete tranquillamente rinunciarci senza aver investito né denaro per quanto concerne un ipotetico capitale iniziale né denaro per l’apertura della partita Iva.

Rivendere oggetti e guadagnare online: serve la partita Iva?

Un altro punto da chiarire è sicuramente questo: ma se possediamo degli oggetti e li vogliamo vendere su ebay, piuttosto che sul portale di subito.it, è obbligatorio possedere una partita Iva?

La risposta potrebbe essere sì ma anche no. Vendere oggetti su questi portali è possibile e lo potete fare anche senza partita Iva, tuttavia, devono essere oggetti di seconda mano.

Se in casa possedete, ad esempio, un paio di scarpe che avete acquistato ma poi vi siete accorti, una volta provate per bene a casa, che non vi piacciono, sicuramente potete scattare una foto e venderle online.

Se però volete acquistare degli oggetti per poi rivenderli, come se foste dei rivenditori, in questo caso no. Non è possibile! Ricordatevi che, quando si commercializza dei prodotti, si diventa automaticamente “dei commercianti” e, per fare ciò, è necessario disporre di una posizione fiscale ben definita e pagare tutte le tasse che, lo Stato Italiano, prevede.

Per cui, se volete eliminare da casa vostra gli oggetti nuovi o semi nuovi che non utilizzate più, non avere partita Iva va benissimo, se invece avete intenzione di ricavarne un guadagno e quindi rivendere oggetti, in questo caso, dovrete farvi seguire da un commercialista.

E questo perché?

Il motivo è molto semplice. Quando si vende un vecchio cd che abbiamo nel cassetto, non è un guadagno. E’ piuttosto un “recupero economico” per un oggetto che non vi serve più, non ci andate di certo a guadagnare denaro. Terminata la transazione, basta, è finita là.

Quando invece si vende su una piattaforma, come ad esempio Amazon, degli oggetti, lo si fa in modo continuativo e questo comporta un guadagno online con relativi ricavi. Si trasforma cioè, in un lavoro a tutti gli effetti e si ha bisogno di dichiarare le proprie entrate economiche.

Capite bene, che si tratta di due situazioni completamente opposte.