Qualche giorno fa, abbiamo già provato a fornire una definizione di “Startup”, trovando in quella offerta dal team di Startup Geeks una delle più esaustive e plausibili, ovvero di Startup come di una “impresa ad alto tasso innovativo che vuole risolvere un problema che prima non aveva soluzione”.

Una startup, dunque, deve saper creare qualcosa di innovativo, di mai visto prima e in qualche modo utile. Deve saper trasformare un’idea originale in un prodotto o servizio che riesca a raggiungere il grande mercato, e per farlo deve dapprima creare una domanda, un problema, appunto, e offrire al tempo stesso la migliore soluzione a quella mancanza.

Un’idea innovativa per una startup di successo nasce da un problema che hanno in tanti e che in tanti vogliono risolvere”, sostengono i ragazzi di Startup Geeks, e in effetti è così. 

Trovare un’idea per aprire una startup non è certamente facile, eppure basta guardarsi intorno per scoprire che la nostra realtà, anche quella più prossima, nasconde ancora tanti, troppi problemi. Ci sono così tante cose che non vanno che sembra più difficile riuscire a individuare qualcosa che sembra andare per il verso giusto che il contrario. La difficoltà, piuttosto, risiede nel trovare una soluzione a quel problema che sia al tempo stesso abbastanza innovativa e convincente da conquistare il mercato, e spesso l’innovazione non convince. Spaventa. 

Eppure, per tante startup che falliscono nel loro tentativo di innovare, ci sono tanti altri esempi di realtà che ce l’hanno fatta e che oggi rappresentano società affermate nei loro settori di riferimento. In questo articolo, dunque, abbiamo raccolto alcune delle idee più innovative del momento supportate da alcuni esempi pratici di startup che si sono mosse in quella direzione. Iniziamo subito!

Idee per startup di successo, la tecnologia al servizio della lotta alla violenza di genere

“Non importa quanto sia sicura un’abitazione o un posto di lavoro, nell’esatto momento in cui una donna esce dalla porta di casa, la sua sicurezza viene lasciata lì. Con due donne su tre che riferiscono di non sentirsi al sicuro fuori casa e una donna su tre che ha subito violenze fisiche e/o sessuali nel corso della propria vita, questo problema ha un disperato bisogno di essere affrontato”.

Così nasce Safely, un’applicazione pensata per combattere la violenza di genere e aiutare le donne a sentirsi - ed essere - al sicuro

La startup è stata fondata due anni fa da Justin Nesvanulica e Ross Fastuca, mentre l’applicazione è stata lanciata appena qualche mese fa e ha sin da subito raccolto migliaia di installazioni. 

Safely trasforma lo smartphone di una donna (o comunque di una persona) in una sorta di salvagente, creando una intima rete di sicurezza - di “guardiani”, volendo usare il termine che viene impiegato dall’app stessa - fatta di amici, familiari e servizi di emergenza che possono monitorarne la posizione e ricevere una notifica qualora qualcosa dovesse mai succedere.

Dopo aver scelto i propri Guardiani, l’utente può impostare un “trigger” rapido attraverso il quale allertare i propri contatti. Ad esempio, è possibile inviare una richiesta di aiuto quando lo smartphone rileva di aver rimosso gli auricolari oppure scuotendolo con forza.

Dal momento in cui viene attivata la modalità di allerta, lo smartphone registrerà la posizione GPS dell’utente, nonché tutto ciò che sta succedendo attraverso la fotocamera. I Guardiani ricevono la notifica di allerta sia tramite app che SMS e da quel momento in poi possono accedere alla posizione GPS e alle immagini dal vivo registrate dallo smartphone della potenziale vittima

I Guardiani possono poi chiamare i servizi di emergenza direttamente dall’app Safely, indipendentemente dal paese in cui si trovano. 

Quello della violenza di genere è un problema ancora disgustosamente attuale. Anche se la tecnologia non rappresenta la principale risposta a questo problema, che è così radicato da costituire uno degli elementi caratteristici della cultura patriarcale, sfruttare la tecnologia per realizzare degli strumenti attraverso i quali le persone possono difendersi (o almeno tentare di farlo), costituisce sicuramente un’arma importante nella lotta alla violenza di genere

Idee per startup di successo, costruire un mondo più sostenibile - ma con stile!

Ogni anno, la Terra produce miliardi di tonnellate di risorse naturali e ad un certo punto, in un futuro non troppo lontano, si esauriranno. Gran parte del problema, e una delle cause trainanti del cambiamento climatico, è la nostra incapacità come comunità globale di promuovere una cultura del riutilizzo e del riciclaggio.

Secondo alcuni studi, alle discariche e alla deforestazione si deve l’emissione del 25% di tutti i gas serra rilasciati nell'atmosfera, mentre le emissioni dell'industria della plastica potrebbero raggiungere più di 2,75 miliardi di tonnellate all'anno. Perché questi dati sono importanti? Ebbene, perché lo scopo principale tanto della deforestazione quanto delle industrie di produzione della plastica consiste nel creare nuove risorse. 

Ma se, anziché produrre nuove risorse, diventassimo più bravi nel riutilizzare e riutilizzare quelle che già abbiamo? Prendiamo come esempio l'industria della moda. 

A livello globale, ogni anno l’industria della moda produce 1,2 miliardi di tonnellate di emissioni di carbonio. Quindi, facendo qualcosa di molto semplice come riparare, riutilizzare o riciclare gli indumenti, potremmo evitare che milioni di tonnellate di carbonio raggiungano l'atmosfera.

In termini di produzione, l'industria della moda è responsabile dell'esaurimento delle risorse non rinnovabili: emette enormi quantità di gas serra e utilizza grandi quantità di energia, prodotti chimici e acqua. A peggiorare le cose, fibre sintetiche molto popolari come il poliestere, il nylon e l'acrilico sono microplastiche prodotte con l'aiuto del petrolio, il che significa che possono impiegare fino a mille anni per biodegradarsi. 

Il 57% dei tessuti globali finisce in discarica ogni anno, e quando i tessuti sintetici finiscono in discarica, questi impiegheranno un tempo eccezionalmente lungo per decomporsi, rilasciando circa tre o quattro volte la loro massa in metano. 

UPPAREL è il primo marchio al mondo di calzature e intimo “circolari”, nonché uno dei leader nel settore dell’upcycling tessile. Finora, l’azienda ha impedito che oltre centocinquanta mila chili di tessuti finissero in discarica: questi tessuti vengono fatti circolare finché possono fornire valore. I materiali così riciclati vengono reimpiegati per dare vita a indumenti unici, calzature super colorati, con fantasie vivaci e - soprattutto - ecosostenibili. 

“Dobbiamo prolungare drasticamente la vita del prodotto e impedire che i tessuti finiscano in discarica. […] Abbiamo iniziato con i calzini, ora stiamo riciclando tutti i tipi di tessuti in prodotti utili e di qualità e supportiamo organizzazioni e enti di beneficenza nel loro viaggio verso la sostenibilità e la circolarità.”

UPPAREL è oggi un’azienda riciclatrice tessile leader in Australia e il primo riciclatore tessile digitale al mondo. 

Idee per startup di successo, scoprire la natura (e il mondo) grazie alla tecnologia

Quante volte ci è capitato di osservare un fiore, una pianta o un particolare animale e non sapere con cosa stessimo avendo a che fare? 

Anche in questo caso, la tecnologia può tornarci utile. A dire il vero, esistono già degli strumenti che ci permettono di scoprire cosa abbiamo dinanzi gli occhi, offrendoci una serie di informazioni a riguardo. 

L’esempio più lampante è Google Lens, che riesce a identificare una serie di oggetti (anche opere d’arte e monumenti architettonici) semplicemente inquadrando tale oggetto con la fotocamera dello smartphone, offrendo poi le informazioni e i dettagli più importanti.

E se tecnologie del genere venissero impiegate in modo ancora più capillare e innovativo, per scoprire quali sono gli oggetti e le elementi che compongono la realtà che ci circonda?

Qualcosa del genere ha provato a farlo Ray Magee. Da amante della natura, Ray stava facendo un’escursione con la sua famiglia quando ha avuto l’idea di creare un’applicazione che fosse in grado di identificare fiori e piante e restituire all’utente una serie di informazioni essenziali.

Nasce così BloomCatch, un’app “che mette in contatto chi ama le piante con chi ama coltivarle”, il cui obiettivo è quello di aiutare le persone a identificare rapidamente le piante locali e fornire accesso a un’accurata esperienza orticola con il semplice tocco di un pulsante

La tecnologia alla base di BloomCatch risulta dalla miscela di uomo e macchina in cui un team di esperti viene supportato costantemente da algoritmi di apprendimento automatico e di riconoscimento delle immagini, necessari per effettuare delle identificazioni più accurate delle piante. 

L’app funziona in modo molto semplice: basta scattare una foto di una pianta per accedere a tutte le informazioni e i dettagli che il team di esperti è riuscito a raccogliere a riguardo, nonché direttive per la coltivazione della stessa. BloomCatch offre anche funzionalità social grazie alle quali è possibile mettersi in contatto con rivenditori locali, gruppi ambientalisti e altri amanti della natura. 

Idee per startup di successo, puntare sul food delivery e esperienze personalizzate

Di servizi di food delivery ne esistono a bizzeffe, ma se si rendesse il tutto più personale e personalizzato? Se a essere spedito a casa non è un comune “burger” ma un panino più sofisticato capace di soddisfare e sorprendere il palato di chi lo ordina?

Wine Valet fa esattamente questo, ma col vino. Alain e Sarah hanno viaggiato e degustato vini di tutto il mondo. L’idea di Wine Valet è nata proprio dopo aver assaggiato l’Hilberg Pasquero in un ristorante locale, un vino che la coppia avrebbe voluto condividere con gli amici. Da allora, i due giovani viaggiatori non hanno smesso di pensare a un futuro in cui questi vini locali potessero in qualche modo raggiungere le case degli australiani, e hanno trasformato quell’ossessione in realtà, in un’app.

L’app offre una selezione di vini di tutto il mondo, quelli meno “mainstreem” ma che più hanno saputo sorprendere il palato di Alain e Sarah, che possono essere acquistati in lotto o separatamente. 

Wine Valet permette anche di organizzare degli eventi, come una degustazione in giardino, invitando gli amici e offrendo uno spazio di comunicazione privato e in-app attraverso il quale organizzarsi e ordinare vino per l’occasione. 

"Riconoscendo che ognuno ha diversi profili di gusto, abbiamo sviluppato il nostro esclusivo sistema WineDNA, con l'aiuto dei migliori esperti di vino e guru della tecnologia. Saremo in grado di personalizzare la tua consegna mensile di vino, utilizzando oltre 80 diverse caratteristiche di gusto, assicurandoti di ricevere sempre la migliore corrispondenza possibile per il tuo gusto personale."

Pensate se una esperienza del genere possa in qualche modo essere ancora più personalizzata, grazie a uno studio dettagliato dei gusti di ciascun utente, proponendogli bevande o cibo (volendo anche delle box) “a sorpresa” che rispecchiano i gusti manifestati. Non sarebbe il solito servizio di food delivery, ma qualcosa di assai più innovativo.