Intel ha fornito nuovi dettagli sulla sua strategia di turnaround. Strategia focalizzata sulla produzione di semiconduttori che ha sua valenza, considerando l'attuale crisi dei chip, ma che è decisamente in controtendenza visto che la maggior parte delle principali rivali del colosso californiano ha da tempo abbandonato la manifattura per limitarsi alla progettazione dei processori. La strategia, oltre tutto, passa per l'alleanza con Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (Tsmc), che ha seguito un percorso opposto rispetto a Intel, visto che il gruppo di Taipei è tra i leader globali nella produzione di chip conto terzi. All'annuncio di Ponte Vecchio, processore sviluppato da Intel insieme a Tsmc per riconquistare quote nel sempre più cruciale mercato dei chip per data center, la reazione di Wall Street non è stata particolarmente convinta.

Dall'alleanza con l'altra rivale Tsmc la rivincita di Intel su Nvidia

Intel ha chiuso infatti con un risicato guadagno dello 0,48% giovedì al Nasdaq, contro il rally del 3,98% di Nvidia che, è bene ricordarlo, nella sua ascesa, di business ma anche a Wall Street, è arrivata oggi a capitalizzare 493 miliardi di dollari, più di quanto fanno insieme Advanced Micro Devices (Amd), Micron Technology e, appunto, Intel (212 miliardi il valore di Borsa del colosso fondato nel 1968). Nvidia come pure Amd negli ultimi anni hanno eroso quote di mercato a Intel, in tutti i segmenti, dai server ai pc. Non solo per meriti loro. Intel ci ha messo del suo. Nel 2020, per esempio, il colosso di Santa Clara (che rimane leader mondiale a livello di ricavi) aveva dovuto ammettere il ritardo nell'introduzione dei nuovi a chip con tecnologia a 7 nanometri, che invece Amd già distribuiva da tempo. 

La scommessa di Intel è Ponte Vecchio. Prodotto con Tsmc

Defaillance che è oggi uno dei principali motivi dell'alleanza con Tsmc. Il nuovo processore per data center Ponte Vecchio, infatti, viene realizzato utilizzando sottocomponenti chiamati tile (letteralmente tessere o piastrelle), prodotti da Tsmc con tecnologie a 5 e 7 nanometri, montati su una base costruita invece da Intel. L'assemblaggio finale del chip viene realizzato negli stabilimenti di Intel stessa. Per quanto riguarda le schede video, segmento tradizionalmente controllato da Amd e Nvidia, la nuova Alchemist sarà prodotto invece direttamente da Tsmc con tecnologia a 6 nanometri, versione aggiornata dal gruppo asiatico di quella a 7 nanometri.

Intel ammette di avere lasciato regnare liberamente Nvidia per anni

La scommessa per Intel non è da poco. Ponte Vecchio debutterà su un supercomputer che Intel sta creando per lo U.S. Department of Energy (il ministero dell'Energia di Washington). Raja Koduri, senior vice president in Intel di Accelerated Computing Systems and Graphics, ha ammesso che sono passati anni da quando Intel riusciva a sfidare davvero Nvidia nell'accelerazione dei software per l'intelligence artificiale, mercato che ha alimentato gran parte dell'espansione del settore negli ultimi tempi. Koduri, però, è convinto che Ponte Vecchio sia più veloce dei prodotti di Nvidia in alcune task (funzioni). "Per un decennio li abbiamo lasciati regnare liberamente. Adesso basta", ha sottolineato Koduri.

(Raffaele Rovati)