Dal 1997 il nostro modo di pensare al concetto di relazione fra terzi e tutela della privacy non potrà essere più lo stesso.

Non ci saranno più le belle lettere scritte a mano, gli utili dibattiti faccia a faccia e le esperienze fatte in prima persona ma solo una presenza fisica limitata, un'ipocrisia nascosta dietro ad una tastiera.

Una riservatezza quasi sconosciuta.

Perchè partiamo da questa data? Il motivo è intuibuile. Proprio in quest'anno è possibile risalire alla storia del primo social network: "SixDegrees.com".

Frutto della mente geniale di Andrew Weinreich, diventa la prima piattaforma virtuale in grado di permettere la creazione di relazioni fra persone di tutto il mondo.

Esso si rifà alla "teoria dei sei gradi di separazione",formulata nel lontano 1929, secondo la quale:

"Ogni persona può essere collegata a qualunque altra persona o cosa attraverso una catena di conoscenza e relazioni con non più di cinque intermediari"

Questo social network fa un po' da padre adottivo a tutte quelle reti sociali che verranno inventate di lì a poco tempo e che diventeranno talmente virali da sconvolgere la vita reale.

Potremmo dire, quindi, che in un'epoca in cui la digitalizzazione diventa il nuovo pane quotidiano della società moderna, ci ritroviamo sempre più a dover fare i conti con una realtà in costante mutamento, incontrollabile e inarrestabile.

Sicuramente molto più complessa e rischiosa sopratutto per quanto concerne la protezione della nostra identità  e della nostra riservatezza sia in ambito interpersonale, sia in quello strettamente giuridico.

Cos'è il social network e come funziona:

Il social network è una rete sociale che nasce agli inizi del XXI secolo.

Presenta di per sé una propria densità e grazie alla diffusione del web, si evolve e si espande di giorno in giorno ed è costituita da gruppi di individui connessi tra loro da diversi legami sociali, che possono intendersi come una conoscenza casuale o stretti legami parentali e rapporti di lavoro.

Il social network si materializza attraverso piattaforme digitali disponibili in rete che consentono alle singole persone e alle grandi realtà aziendali di farsi conoscere e promuoversi agli altri.

Quali sono i social network più utilizzati:

I social network più conosciuti e utilizzati presentano caratteristiche diverse e competono nel web marketing mondiale per numero di utenti e indici di maggiore fruizione del servizio.

Per esempio, Facebook e YouTube concorrono alla fruizione di contenuti visivi ( video e immagini).

Instagram, molto più giovane e informale, predilige la programmazione personificata di griglie dove postare le proprie foto al fine di aumentare i propri followers.

Twitter è sicuramente il più rapido e la sua forza sta nellì'immediatezza e nella condivisibilità ( attraverso i tweet ) dei contenuti, forse per questo è il più ricercato da un target maturo e a forma istituzionale.

Toltamente fuori tema è LinkedIn, un social professionale dedicato maggiormente alla ricerca di lavoro, creazione CV e ai collegamenti con i potenziali clienti delle aziende B2B.

Cosa accade quando entriamo nella vita virtuale:

Come abbiamo detto, i social network offrono numerosi vantaggi per lo sviluppo della rete sociale ogni singolo individuo ma le barriere tra la vita reale e quella virtuale si assottigliano così tanto da sembrare impalpabili.

Essi giocano su questo:

"L'impressione di avere uno spazio nostro, di appartenere ad una piccola comunità ci distrae e spesso ci spiange ad esporre troppo la nostra vita privata e quindi a rivelare informazioni estremamente confidenziali facendo venir meno il nostro diritto alla privacy"

Inoltre è necessario ricordare che ogni qualvolta si inseriscano dei dati sensibili che riguardano la nostra persona, tali dati non rimarranno finiti, ma potranno durare nel tempo e rimanere memorizzati incappando nel rischio di diventare a loro volta:

"un'arma per rovinare la  reputazione o addirittura distruggerla"

Il caso del social network di Tik Tok casca proprio a fagiolo.

Che cos'è Tik Tok:

Vi sorprenderà sapere che il famoso Tik Tok non appartiene alla lunga lista di conquiste americane.

A tutti gli effetti è un server cinese, ideato a scopo educativo dall'imprenditore Zhang Yiming e lanciato nel settembre 2016 con il nome di Musical.ly.

Nel 2018, a seguito di varie considerazioni di origine economica, diventa titolare del nome con cui lo conosciamo oggi spopolando negli store di Google Play e Apple come la nuova applicazione del secolo, gratuita e di notevole interesse soprattutto tra i giovani.

Gli utenti, chiamati ufficilamente tiktokers, scaricando questa applicazione hanno la possibilità di entrare a far parte di una comunicazione totalmente differente da quella di Facebook o di Instagram.

Diventano "esperti" del proprio "settore di competenza" creando video di durata compresa tra i 15 e i 60 secondi, ai quali possono aggiungere filtri ed effetti particolari per conquistare il pubblico e modificare la velocità di riproduzionea seconda delle loro preferenze.

Si trasformano così, in autori orginiali e perchè no, anche popolari.

Perchè Tik Tok si posiziona tra i preferiti:

Tik Tok si differenzia dagli altri social network non solo per le tematiche in sé, quanto più per la selezione del target a cui indirizzare il proprio servizio: i millennials.

Divenuto il nuovo "must have" della generazione Y, punta direttamente all'interesse degli adolescenti, mostrandosi come una piattaforma streaming in cui:

"far sì che chiunque nel mondo possa dare libera espressione alla propria immaginazione"

Sbizzarrirsi con la propria creatività e promuovere le proprie idee sembra essere una proposta davvero allettante, sopratutto se proviene da un'invenzione estremamente capace di mostrare loro un mondo dove vedere, sentire e mettersi in gioco sono le nuove priorità del futuro.

Tutto ciò che serve è creare un account dotato di foto e passowrd e poi...iniziare!

Già dalla schermata Home si possono intravedere le clip di altri utenti connessi ( scorrendo verso su e verso giù) oppure cliccare sul motore di ricerca e trovare i propri amici.

Tramite un'opzione dedicata gli utenti possono godere sin da subito delle mille opzioni di editing e iniziare a creare il proprio angolo di mondo.

Tra i punti di forza, Tik Tok è dotato di un software in grado di ricordare e catalogare le preferenze di chi si iscrive e proporre contenuti inerenti senza dover richiedere loro di seguire per forza gli altri utenti.

La reciprocità e e la creazione di un seguito scattano una volta caricato il prodotto finito.

Altre persone commenteranno o risponderanno a loro volta con altri prodotti video e audio registrati ovunque e in qualsiasi momento, con la possibilità di utilizzare milioni di canzoni di sottofondo e voci da doppiare per rendere più divertente, coinvolgente e accattivante ciò che si vuole mostrare.

In più, ogni settimana la piattaforma lancia una sfida, chiamata challenge, per rendere più intrigante la permanenza e conquistare nuovi utenti.

Ma se Tik Tok viene definita la nuova app del futuro, perché continua ad avere problemi in termini di riservatezza?

Come già sapete, ci sono sempre due lati della medaglia.

Il lato che ci interessa, evidenzia pesantemente le controversie sulla privacy.

Cosa significa il termine "privacy":

Il "Testo Unico sulla privacy" entrato in vigore dal 1°gennaio 2004 amplia di molto il percorso legislativo compiuto dall'Italia in merito alla difesa dei dati personali chiarendo che:

"la privacy non è solo il diritto a non vedere trattati i propri dati senza consenso, ma anche l'adozione di cautele tecniche e organizzative che tutti, comprese le persone giuridiche, devono rispettare per trattare in maniera corretti i dati altrui"

Il significato della parola privacy si è poi evoluto con il passare del tempo sino ad arrivare a noi come diritto imprescindibile dell'uomo.

Non va assolutamente confuso con il diritto al segreto, poiché sebbene sia finalizzato alla tutela della vita privata lascia conosciuta una parte di essa ad alcune persone.

"La privacy va intesa come qualcosa di insito in noi, che ci appartiene e che deve appertenerci sempre, anche quando ci disconnettiamo dalla vita reale ed entriamo in quella virtuale".

Le controversie in Tik Tok:

Molti sono quelli che alzano la voce in merito e puntano il dito contro l'applicazione di cui abbiamo appena trattato.

Il gruppo di hackivisti "Anonymous", per esempio, denunciano Tik Tok identificandolo come una violazione personale controllata dal governo cinese che vorrebbe agire per eseguire uno spionaggio di massa.

Ma anche a livello europeo non si scherza!

In molti paesi è stata chiesta una task force contro i rischi del social network perchè è importanche che:

" i cittadini europei sappiano come vengono usati i dati caricati e se effettivamente vengano controllati dal governo centrale cinese"

In India, poi, Tik Tok incoraggerebbe la pornografia e  mostrerebbe contenuti talmente inappropriati da portarlo al divieto forzato.

Il 29 giugno 2020 il Ministero dell'elettronica e della tecnologia dell'informazione bandisce Tik Tok perchè:

"rappresenta una minaccia alla sovranità e alla sicurezza del paese dopo lo scontro militare tra truppe indiane e cinesi"

Gli esperti però suggeriscono che il divieto in questione potrebbe ledere la libertà di parola e costituire un precedente molto problematico quindi la cosa va trattata con cautela.

Quali sono le principali violazioni:

Le principali violazioni che si contestano ai social network sono imputabili alla scarsa attenzione alla tutela dei minori, il divieto di iscrizione ai più piccoli e alla poca trasparenza e chiarezza delle informazioni rese agli utenti.

Le impostazioni predefinite non sono dunque, rispettose della privacy e il sistema di protezione è facilmente aggirabile con date di nascita false.

Il target più a rischio e quello più ingenuo e meno informato al riguardo è quello dei minori. Sono sempre loro a cui dobbiamo pensare.

Sfortunatamente l'informativa che dovrebbe trattare l'argomento della riservatezza non prende in esame la gravità della situazione:

"I tempi di conservazione dei dati rimangono indefiniti e i social network preimpostano il profilo come pubblico consentendo la massima visibilità e vulnerabilità dei contenuti in esso pubblicati"

Le possibili soluzioni:

Al fine di proteggere i nostri figli e di proteggerci, sarebbe utile da parte dei social creare un' apposita sezione caratterizzata da un linguaggio semplice e con alert frequenti che segnalino i rischi, o perlomeno, che ci tutelino in tutto e per tutto.

Nel caso in cui questo si tramuti in una falsa speranza e venga meno la nostra sicurezza, le autorità competenti e il Garante della privacy saranno sempre pronti ad intervenire in nostro soccorso.

Ma ricordate bene, perchè questo vi servirà sempre:

"il miglior difensore della tua privacy, sei innanzitutto TU"