Lo scorso mercoledì 20 gennaio 2021 si è tenuto l’evento che segna la cinquantanovesima inaugurazione presidenziale.

Al resolute desk dello Studio Ovale della Casa Bianca sale Joe Biden, il nuovo presidente degli Stati Uniti d'America.

Una cerimonia maestosa svoltasi nel lato ovest del Campidoglio a Washington DC, un tripudio di estasi e applausi.

Tra l’esposizione di ben 200.000 bandiere americane piazzate sul National Mall, i selezionatissimi ospiti hanno avuto l'onore di osservare in prima fila il giuramento solenne.

Tra tutti i dettagli che hanno fatto di questa inaugurazione una delle più seguite, a rubare la scena non sono state le scarpe costose, gli abiti monocromatici dai tessuti preziosi o le performances sceniche dei politici più conosciuti o delle artiste del caso.

A rubare la scena è stato il senatore per lo Stato del Vermont, Bernard Sanders.

Il suo abbigliamento casual in mezzo a tanta eleganza ha attirato l’attenzione di moltissimi osservatori e istantaneamente, si è trasformato nel nuovo “meme” del momento in appena mezzo minuto.

Ma chi é in realtà Bernard Sanders?

Di cosa si occupa?

Come reagisce a questa sua involontaria trasformazione virtuale?

Chi è Bernard Sanders:

Bernard Sanders, per gli amici del web ribatezzato come “Bernie”, non è solo un qualunque soggetto di una certa età che se ne è rimasto seduto in una seggiolina di legno dell’Inauguration Day a godersi lo spettacolo.

Bernard Sander non è solo un politico statunitense perché già da tempo è un componente della Camera dei Rappresentanti.

Socialista democratico affermato, diventa esponente indipendente affiliato al Partito Democratico.

Propugnatore del modello nordico, si laurea in Scienze Politiche all’Università di Chicago.

Sin da subito promuove azioni a sostegno dei diritti civili delle minoranze etniche, dei disoccupati, degli omosessuali opponendosi alla guerra in Iraq e alla pena di morte.

Qual'è il suo "credo":

Favorevole all’adozione di misure di redistribuzione dei redditi, Sanders diffonde ormai da 50 anni il suo “vangelo” predicando la:

”necessità di correggere gli eccessi della società americana, ridurre le disuguaglianze e garantire istruzione e sanità pubbliche.”

Un programma di capitalismo sociale che provoca un certo fermento tra il pubblico e grande consenso in chi lo appoggia.

Un qualcosa di pericoloso per chi ne intravede una corsa verso la rivoluzione socialista.

Eppure il messaggio che Sanders vuole dare è davvero semplice:

ci sono due Americhe, quella dei milionari che vogliono mettere le mani sulle istituzioni per tutelare i propri interessi e quella della gente comune, dei lavoratori e delle classi svantaggiate che hanno bisogno di protezione

ed è per quest’ultime che Sanders alza la voce e rende la propria presenza nota ai media e al grande pubblico.

Inoltre, le sue proposte di rottura fanno spesso presa anche tra i sostenitori dell’altro grande populista della politica USA: Donald Trump.

Da senatore a soggetto d'imitazione:

Un uomo anziano isolato dal contesto presidenziale, compostamente seduto su una seggiolina pieghevole indossando le sue calde muffole.

Il simbolo del ritorno alla normalità dopo tutte le cose spiacevoli accadute nel 2020.

Sta di fatto che, in qualsiasi modo si voglia interpretare la sua presenza, Bernard Sanders è diventato a tutti gli effetti il “Bernie” di milioni di imitazioni che spopolano in tutti i social network.

Da Facebook a Instagram, da Twitter a Youtube, il meme di Bernie seduto a braccia incrociate, con abiti dismessi, guanti arcaici e mascherina chirurgica fa impazzire il web.

Lo troviamo accanto al personaggio comics di Deadpool, al posto della Venere di Botticelli, seduto sulla sedia di Van Gogh o tra i grandi del Consiglio Jedi.

Lo troviamo seduto tra Mattarella e Conte, accanto a Jack e Rose mentre si godono il loro momento romatico a bordo del Titanic, in compagnia di Forrest Gump o tra i protagonisti di Game of Thrones.

Bernie è ovunque, è onnipresente e ci strappa un sorriso.

Perché forse è proprio questo che fa un “meme”: nella sua forma umoristica strappa un sorriso e resta impresso nella mente, viene condiviso e quindi, non “muore” mai.

Che cos'è un meme:

Il meme è di per sè il frutto di :

“una rielaborazione creativa di scene di film, serie o programmi tv, opere artistiche diventate cult nell’immaginario che si diffonde rapidamente in rete e diventa virale”

Si potrebbe dire che il meme è soprattutto  un’idea, uno stile che si diffonde rapidamente nella cultura di massa spesso per imitazione e diventa famoso immediatamente.

L’origine del termine “ meme” però ha natura antica.

Viene coniato da Richard Dawkins come:

“ tentativo di spiegare il modo in cui le informazioni culturali si diffondono”

in un libro scritto prevalentemente per rispondere a questiti biologici-evoluzionistici.

In uno dei suoi capitoli Dawkins definisce una prima caratteristica del meme spiegando che :

“in termini più specifici, un meme sarebbe un’unità auto-propagantesi di evoluzione culturale, analoga a ciò che il gene è per la genetica, quindi un elemento di una cultura o civiltà trasmessi da mezzi non genetici, soprattutto per imitazione”

Nell’era di internet e dei social network, il meme ha avuto un così forte picco di diffusione da diventare forse il metodo di propaganda e trasmissione di cultura e imitazione più in voga.

La diffusione dei memi tramite internet vengono proprosti la prima volta da Mike Godwin nel 1993 in un articolo su Wired.

Vent’anni più tardi, Dawkins arriva a definirli come :

“quelli che vengono deliberatamente modificati dalla creatività umana, essendo quindi diversi sia dai geni biologici sia dai memi pre-internet.”

Egli sostiene che sia avvenuto un cambiamento enorme poiché l’idea di meme si è modificata ed evoluta in una nuova direzione arrivando a godere di una proprietà che i memi normali non hanno : posseggono l’abilità di lasciare un’impronta nei media attraverso i quali poi si propagano.

Questo li li rende non solo tracciabili ma anche analizzabili.

Un motore di ricerca può essere infatti uno strumento utile per misurare la diffusione memetica di una frase poiché:

“un meme può essere parte di un’idea, così come può essere una lingua, una melodia, una forma, un’abilità, un valore morale o estetico; può essere in genere qualsiasi cosa possa essere imparata e trasmessa ad altri come un’unità”

I meme e dove trovarli:

I meme che troviamo spesso su internet sono creati dagli utenti stessi e possono essere immagini con modi di dire, personaggi famosi abbinati a frasi ironiche, spezzoni di video tagliati e rimontati con una colonna sonora particolare.

La quantità e la diversità di meme che si possono incontrare è ogni giorno differente e realmente vasta, rende quasi impossibile non “buttarci l’occhio”.

Il caso del meme di Bernie è la prova che i meccanismi delle nuove tecnologie e dei nuovi prodotti inventano modi creativi per catturare l’attenzione del fruitore.

Ormai condivisibili, i meme fanno parte del modo di comunicare nella virtualità di tutti i giorni attraverso l’uso di hastag, blog, email, messaggini whatsapp, gif e quant’altro.

Cosa ne pensa Bernie:

Cosa ne pensa Bernard Sanders?

Vi sorprenderà sapere che, sebbene la veneranda età e l’indiscutibile serietà che il suo dovere verso l’America comporta, il diretto interessato non si scompone.

Anzi, se la ride e con tono tranquillo dichiara:

“ me ne stavo soltanto seduto lì, attento a quel che succedeva, tentando di tenermi al caldo”

Non è forse un’esempio di spensieratezza in un mondo che, visto il periodo, l’ha quasi del tutto dimenticata?

Non è un esempio di soggetto che elude silenziosamente parte dei criteri di ciò che ci viene imposto ?

Cose che l'occhio non vede:

In molti hanno constatato che:

“ le muffole non sono solo qualcosa di arcaico e di semplice ma qualcosa che va contro al simbolo di combattimento reso dai guantoni di Trump”

Fateci caso. Tutti i partecipanti alla cerimonia sono eleganti, perchè Sanders non lo è?

Tutti portano la mascherina all’ultimo grido, perchè Sanders sceglie la più semplice?

Magari lui nemmeno ci ha fa caso, ma se la pubblicizzazione del suo meme fosse un’invito ad andare controcorrente?