"Cercare lavoro è un lavoro". La frase cult di chi incoraggia il disoccupato a non deprimersi ulteriormente, il mantra di chi cerca impiego senza darsi pace. E, in effetti, si può essere solo d'accordo con quest'affermazione.

Dallo scrutinio degli annunci al passaparola, dalla stesura del curriculum alla cura dei propri social, lettere di presentazione comprese: tutte le operazioni richiedono molto tempo e una verifica costante per riuscire a ottenere lquel po' di attenzione che introduce la fase successiva, il colloquio.

Sul web, di bacheche con migliaia di offerte lavorative ce ne sono a bizzeffe. Spesso gli stessi siti hanno anche un'applicazione (omonima) per gestire tutto comodamente dal proprio cellulare.

Prima della rivoluzione di LinkedIn, esistevano già diversi siti dove chi aveva intenzione di cambiare lavoro o di rimettersi in gioco poteva scorrere le varie richieste.

Ora anche questi siti, per non restare indietro, hanno sviluppato le loro applicazioni per aiutare freelance, disoccupati e lavoratori che desiderano un nuovo impiego. Analizziamo allora quelle che facilitano la ricerca e la possibilità di ottenere un contatto diretto.

AlmaGo, l'app istituzionale, e altre app semplici da usare

Il ministero e le università hanno elaborato un'applicazione per aiutare i disoccupati, giovani studenti soprattutto, nella ricerca del lavoro. Gli annunci presenti nel servizio solitamente non appaiono nei risultati di ricerca delle altre applicazioni, pertanto meglio dare un'occhiata qui alle opportunità offerte.

L'applicazione AlmaGo di AlmaLaurea, il consorzio interuniversitario istituito nel 1994 dalle università italiane in collaborazione con il MIUR (il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca) e con le imprese e gli enti che offrono i servizi, è sicuramente uno dei primi strumenti di ricerca per laureandi, neolaureati e laureati.

Le opportunità di lavoro offerte sono prevalentemente stage o tirocini (curricolari o extracurricolari), selezionati in base al proprio percorso di studi. Disponibile per iOS e Android, AlmaGo permette di partecipare agli eventi di recruiting, di aggiornare il proprio CV e di tenere monitorate le nuove opportunità.

Nella lista di applicazioni che offrono uno strumento di ricerca molto rapido ed essenziale, invece, troviamo CornerJob, Trovit e CareerJet.

Questi servizi hanno in comune un sistema di filtri che permette di cercare il lavoro a seconda del nome dell'azienda a cui desideriamo inviare la propria candidatura, in base al ruolo che vogliamo ricoprire o alla parola chiave.

In alcuni casi è possibile selezionare fin da subito anche la zona geografica in cui vogliamo lavorare, il tipo di contratto (stage, a progetto, a tempo determinato o indeterminato, ecc.) e la data di pubblicazione dell'annuncio. Sono app molto semplici e intuitive.

Indeed, InfoJobs e Subito

Nel corso di questi anni sono comparse molte app e tutte di facile fruizione. Tra le più conosciute, oltre a quelle appena citate, troviamo Indeed, disponibile per dispositivi iOS e Android. Come il portale web, anche l'applicazione raccoglie gli annunci provenienti da migliaia di bacheche e siti aziendali.

Possiamo orientare e snellire la ricerca filtrando i risultati in base al ruolo ambito, al luogo e al RAL annuale che desideriamo.

Tra i vantaggi di Indeed, c'è quello di poter caricare il CV e di aggiornarlo direttamente sull'app, di scrivere e salvare lettere di presentazione che possiamo rielaborare per le nuove candidature, di recensire le aziende per aiutare altre persone nella ricerca.

InfoJobs è un'altra interessante applicazione sviluppata a partire dal sito esistente. Dopo aver creato il proprio profilo e caricato il CV, possiamo consultare migliaia di annunci di lavoro.

InfoJobs permette all'utente di sapere se ha più probabilità di essere contattato rispetto ad altri candidati per mezzo della funzione compatibilità. Per candidarsi alle offerte occorre solamente un clic e poi si possono seguire gli sviluppi direttamente sul telefono.

Nel circuito network di InfoJobs compare Subito, la celebre piattaforma di annunci che permette di concludere piccoli affari (come la compravendita di oggetti usati), grandi (tra cui la vendita di immobili) o di trovare l'inizio della propria carriera.

L'applicazione, sia per iOS che Android, consente di effettuare la ricerca nella categoria e nella posizione geografica desiderate. Nei risultati è poi possibile conoscere meglio l'azienda, il tipo di contratto e stipendio, e mettersi in contatto con l'autore dell'annuncio.

Monster, Freelancer, Addlance e Glassdoor: professionisti e aziende in contatto

Tra le app utili nella ricerca di lavoro, vengono in aiuto anche Monster, Freelancer, Addlance e Glassdoor, ognuna con le sue caratteristiche.

Con Monster (l'app, anche qui, è sia per dispositivi iOS che per Android) possiamo richiedere, in base al nostro profilo, di venire informati per email quando si aprono dei posti di lavoro compatibili con la nostra ricerca. Un notevole risparmio di tempo. Inoltre, possiamo sapere anche quante volte è stato letto il curriculum. Una conferma sull'efficacia del nostro profilo.

Freelancer è l'applicazione dell'omonimo sito pensato per freelance e aziende che ricercano figure specifiche per i propri progetti. Le offerte di lavoro arrivano da tutto il mondo, sono impieghi prevalentemente digitali (i più richiesti appartengono al settore informatico) e si ha subito un'idea precisa sul budget messo a disposizione.

Restringendo la base d'azione al solo territorio italiano, incontriamo Addlance. Nata nel 2015, la startup ha sviluppato sito e app per creare, come riportato da Millionaire:

la prima piattaforma tutta italiana che mette in contatto aziende (soprattutto piccole e medie imprese) con freelance (copywriter, esperti di content marketing e Seo, designer, fotografi, traduttori, sviluppatori di software e di App...).

Ciò che interessa, del sistema Addlance, è la possibilità di ricevere delle referenze da parte del cliente e, a propria volta, nel caso del professionista, di lasciare la propria valutazione in merito alla collaborazione con quel cliente.

Con Glassdoor, invece, la ricerca si arricchisce delle recensioni e delle opinioni di dipendenti ed ex dipendenti sulle aziende. Se, dunque, leggiamo una proposta interessante, possiamo il tipo di feedback lasciato da chi ha lavorato per quella realtà. In questo modo, è possibile comprendere qualcosa di più sul luogo di lavoro, il tipo di attività o l'atmosfera tra colleghi, e decidere con più certezza se candidarsi o continuare la ricerca.

Inoltre, sempre su segnalazione da parte dei dipendenti, sono indicate le fasce di stipendio annuale per ogni ruolo presente nell'azienda. 

LinkedIn: come fare network

Sempre più spesso, per trovare lavoro, non è più sufficiente inviare il proprio curriculum corredato di lettera di presentazione. Occorre fare network.

LinkedIn è l'esempio perfetto di un'applicazione con tante funzionalità ancora poco utilizzate dai professionisti italiani. Molti si fermano semplicemente alla sezione "offerte di lavoro", limitandosi a sistemare il proprio profilo, caricando CV e portfolio, senza interagire.

Tuttavia ogni utente ha a disposizione una propria bacheca dove postare i propri contenuti. Contenuti che devono essere significativi per la sua vita professionale e utili per gli altri utenti. Una specie di vetrina con cui le aziende e i potenziali clienti possono conoscere meglio il candidato e scegliere se contattarlo oppure no. 

Nella community professionale, poi, è importante crearsi uno spazio in cui presentare la propria "immagine", ma, soprattutto, conta essere autentici.

LinkedIn non è un social come gli altri. Serve a tessere relazioni professionali, perciò occorre curare la propria rete di contatti senza inciampare in metodi tanto fastidiosi quanto poco etici (qualche esempio: spam nei messaggi, richieste fuori luogo, commenti spudoratamente promozionali sotto ai post altrui, ecc.).

Essere attivi, commentare i post e gli articoli degli altri utenti apportando il proprio pensiero in maniera costruttiva, aiuta a far crescere attorno a sé un'opinione positiva, autorevole, e falicita la possibilità di entrare in contatto con nuovi clienti e aziende interessate al proprio profilo.

Un consiglio che può tornare utile: dopo aver inviato la richiesta di collegamento, è meglio scrivere anche un messaggio personalizzato con una breve presentazione o il motivo per cui abbiamo voluto collegarci (anche un apprezzamento per il lavoro altrui può dare il via a nuove collaborazioni).

Questo video Youtube di Arcangelo Caiazzo vi suggerirà alcuni metodi essenziali per essere notati su questa piattaforma social:

Facebook: i gruppi e le offerte di lavoro

I social sono molto di più di una vetrina o un diario di bordo. L'unico difetto: sono tanti da gestire e richiedono molto tempo, perché sono diversi.

Se LinkedIn richiede troppo sforzo perché non si ha abbastanza dimestichezza con le sue funzioni, anche Facebook può essere estremamente utile nella ricerca del lavoro.

Dal 2017 il social network, vedendo il rivale LinkedIn ingrossare le proprie fila di utenti, fa in modo che le aziende inseriscano qui le loro offerte di lavoro. Gli utenti hanno così il via libera e possono candidarsi inserendo direttamente il proprio CV su Facebook.

Una funzione decisamente utile, che permette a entrambi (aziende e candidati) di conoscersi meglio, anche grazie alle rispettive bacheche.

Ma, oltre a questa funzionalità, su Facebook possiamo entrare a far parte di grandi gruppi (anche su LinkedIn c'è questa possibilità) o di gruppi più specifici per rimanere informati sulle ultime novità del nostro settore, risolvere dubbi, confrontarci, creare nuovi contatti e ricevere proposte di lavoro esclusive.

Lo scopo del gruppo è infatti quello di semplificare il passaparola, la condivisione. Ed è attraverso la pubblicazione di contenuti di valore che viene a crearsi un clima di fiducia e di affiatamento all'interno di un gruppo di persone con gli stessi interessi (in questo caso professionali), anche se i componenti non si conoscono al di fuori di questa rete.

Da questi interventi positivi, gratuiti, nasce uno scambio reciproco di informazioni che, molto di frequente, si concretizza in richieste di collaborazioni e progetti importanti