La prima vera vittima nella guerra degli smartphone? A sorpresa non si tratta di Nokia, né di Motorola e neanche di Htc che pure, in un modo o nell'altro, hanno visto significativamente ridimensionata negli anni la loro presenza nel business dei terminali mobili. A cadere sul campo della rivoluzione tecnologica del nuovo millennio è uno dei protagonisti: la sudcoreana Lg Electronics. La sussidiaria attiva nell'elettronica di consumo del quarto maggiore chaebol (le conglomerata industriali familiari di Seoul) ha infatti annunciato la rinuncia a competere nel comparto degli smartphone. Annuncio che fa ancora più notizia perché Lg è stata uno dei pionieri dei telefoni intelligenti (la prima, per esempio, a introdurre fotocamere con obiettivi ultra-wide angle) e nel 2013 era arrivata a essere il numero tre del comparto (alle spalle della connazionale Samsung Electronics e della solita Apple).

Lg rinuncia agli smartphone. Era scesa al 2% del mercato globale

Lg manteneva ancora la terza posizione del mercato in Nordamerica, con una quota del 10% che però scende fino al 2% a livello globale, secondo i dati di Counterpoint citati da Reuters. Dati che mostrano come lo scorso anno Lg abbia consegnato 23 milioni di smartphone nel mondo, contro i 256 milioni di Samsung. Il gruppo sudcoreano ha annunciato che continuerà a fornire assistenza e aggiornamenti software per i suoi prodotti (per un periodo che varierà nelle diverse regioni) ma di fatto con la fine di luglio la sua divisione smartphone cesserà di esistere. La storia di Lg negli smartphone non è stata priva di defaillance sia in termini di hardware che di software. Passi falsi che hanno spianato ulteriormente la strada all'avanzata delle rivali cinesi. E secondo gli analisti Lg non ha mai dato dimostrazione di capacità di marketing adeguate per competere non solo con Apple e Samsung ma anche proprio con le aziende cinesi: prima Huawei e successivamente Oppo, Vivo, Xiaomi.

In sei anni 4 miliardi di perdite. Anche questo spiega il dietrofront

Lg negli ultimi sei anni ha ammassato quasi 4 miliardi di euro di perdite con gli smartphone ed eliminare una voce tanto negativa dal bilancio le permetterà di concentrarsi con maggiore forza su settori come componentistica per le vetture elettriche, connected device e smart home. Samsung, invece, continua a correre, anche se il suo business prosegue su diversi fronti: certo, ci sono gli smartphone, ma anche i televisori e gli elettrodomestici, tutti segmenti in cui Samsung vanta una leadership, in termini di risultati come pure di innovazione. Secondo il consensus di  Refinitiv SmartEstimate, citato da Reuters, Samsung dovrebbe comunicare un balzo del 45% annuo nell'utile operativo del primo trimestre, a 9.300 miliardi di won (7,02 miliardi di euro). A fronte di un comunque incoraggiante progresso del 12% per i ricavi. Sul listino, però, a prevalere è stata Lg, che ha chiuso in rally del 3,56% a Seoul (0,70% il guadagno di Samsung), segno che il mercato ha giudicato positivamente il dietrofront sugli smartphone.

(Raffaele Rovati)