L'inizio di luglio è una tappa cruciale per la sortita di Apple nel settore dello streaming video.  Lanciata ufficialmente il 1° novembre 2019, Apple Tv+ con la fine di giugno si deve infatti confrontare con la fine, o per lo meno un significativo ridimensionamento, delle promozioni che finora hanno portato audience a serie come The Morning Show o Mythic Quest. Secondo una ricerca di MoffettNathanson, citata dalla Cnbc, il 2021 è iniziato con il 62% degli abbonati ad Apple Tv+ che accedevano alla piattaforma gratis. Il mese prossimo, però, tutto cambierà.

Quale futuro per Apple Tv+ dopo le promozioni?

Prima di tutto Apple ha annunciato che dal 1° luglio gli acquirenti di prodotti hardware (iPhone o Mac che sia) non avranno più un anno di abbonamento gratuito ad Apple Tv+ ma "solo" tre mesi (proposta migliore rispetto a quelle di gran parte dei player dello streaming, da Netflix a Disney+ ma per goderne bisogna spendere centinaia se non migliaia di euro). In luglio, inoltre, vanno in scadenza i primi abbonamenti promozionali alla piattaforma che Apple ha prorogato in due occasioni causa Covid-19 (prima al 28 febbraio scorso e quindi al 30 luglio).

Da luglio Apple "regala" solo tre mesi di tv gratis

Probabile che non si assista a una fuga in massa. In primis per il prezzo. L'abbonamento mensile ad Apple Tv+ è di 4,99 dollari (4,99 euro in Italia). Non certo un salasso e in molti non si ricorderanno neppure di disdire l'abbonamento, con i pagamenti che si attiveranno automaticamente dopo la scadenza delle promozioni. La proposta della piattaforma, per quanto irrisoria rispetto alla concorrenza (in totale sono meno di un centinaio le serie di Apple, contro le migliaia offerte da Netflix o Hulu), ha comunque attratto un suo pubblico fedele e nuovi titoli in arrivo (su dati la fantascienza di Fondazione, tratta dalla pluripremiata saga di Isaac Asimov) dovrebbero garantire la permanenza degli utenti.

Apple vuole davvero fare concorrenza a Netflix?

La domanda principale però è quanto è davvero cruciale Apple Tv+ per Cupertino e, soprattutto, il colosso californiano vuole davvero fare la concorrenza a Netflix? Non proprio. Il suo modello, caso mai, è quello di Amazon.com, anche se a differenza del gigante del gruppo di Seattle con Prime Video l'approccio è ancora più autarchico. Apple finora si è limitata a proporre sue produzioni. Non è entrata in negoziati per acquistare contenuti di altre aziende. Apple Tv+ è l'ennesimo tassello per rafforzare l'ecosistema di Cupertino che va dall'iPhone a tutta una serie di servizi e prodotti hardware collegati. Offrire un'esperienza unica all'utente passa dall'hardware, al sistema operativo, ai pacchetti (Apple offre la tv in bundle con cloud, musica, fitness, notizie e così via).

Bacino superiore a Netflix anche in caso di fuga

Apple non fornisce i numeri scorporati di Apple Tv+ ma considerando che il gruppo ha venduto oltre 200 milioni di iPhone a livello globale nel corso del 2020 è facile fare il conto di quanti utenti possa avere lo streaming video. A quella cifra, oltre tutto, vanno aggiunti anche tutti gli iPad e i Mac che godono della stessa promozione e quindi è evidente che al momento attuale si tratti di un bacino potenziale ampiamente superiore a quello di Netflix (208 milioni i suoi utenti), anche in caso di fuga. Secondo un sondaggio di MoffettNathanson solo il 30% è sicuro di rinnovare l'abbonamento ad Apple Tv+ quando diventerà a pagamento. Il 29% non ha intenzione di farlo e il 41% non ha ancora deciso.

(Raffaele Rovati)