Se il mercato aspettava al varco le cosiddette Faang, ovvero Facebook (oggi Meta Platforms), Apple, Amazon.com, Netflix e Google (Alphabet), finora a uscire vincitrice dalla tornata di trimestrali (in attesa dei risultati di Cupertino e del colosso dell'e-commerce di Jeff Bezos), è inaspettatamente proprio la società di Mark Zuckerberg. Facebook nel 2022 è stata la peggiore della Faang a Wall Street ma ora rialza la testa. Il titolo Meta ha infatti toccato un rimbalzo del 19% in after market, dopo avere presentato una trimestrale migliore delle attese in termini di profitti. A fine sessione mercoledì aveva segnato un ulteriore crollo del 3,32% al Nasdaq, per una contrazione superiore al 48% da inizio anno.

Meta (Facebook) vola al Nasdaq ma preoccupa la frenata dei ricavi

La holding di Facebook ha comunicato i primi tre mesi del 2022 profitti netti in declino da 9,5 miliardi, pari a 3,30 dollari per azione, a 7,5 miliardi, e 2,72 dollari, sopra però ai 2,52 dollari del consensus di FactSet. I ricavi sono saliti del 7% annuo a 27,9 miliardi, contro però i 28,3 miliardi stimati dagli analisti. Si tratta della crescita più debole in decennio per Facebook e questa non è una buona notizia. Anche perché Zuckerberg ha ammesso che i venti contrari verosimilmente condurranno a un rallentamento negli investimenti. Il che non è proprio quello che ci si aspetterebbe visto la promessa rivoluzione del metaverso.

Colpa della frenata dei ricavi di Facebook è più di TikTok che di Apple

Zuckerberg, per altro, ha attribuito il rallentamento sopratutto alla diatriba con Apple, sulle modifiche al sistema operativo degli iPhone che avrebbe reso più difficile monetizzare la pubblicità online. Il fondatore di Facebook ammette però che i suoi social network (nella holding c'è ovviamente anche Instagram) hanno un problema concreto: TikTok. E questo nonostante Facebook abbia registrato una crescita dei daily active user (Dau, utenti giornalieri attivi) del 5% annuo a 1,95 miliardi (erano 1,93 miliardi a fine 2021). Il che allontanerebbe i timori degli investitori sul declino nell'engagement da parte del social network.

Facebook vola al Nasdaq anche grazie a crescita per utenti giornalieri

"La crescita è un buon segno per Facebook, soprattutto dopo il quarto trimestre del 2021, quando aveva registrato il suo primo calo in assoluto per il Dau. Tuttavia è anche chiaro che Facebook sta ancora lottando per attirare nuovi utenti e sta diventando sempre più difficile per Instagram riprendere il gioco", ha sottolineato Evelyn Mitchell, analista di Insider Intelligence citata da MarketWatch. "La maggior parte della crescita degli utenti giornalieri e mensile nel primo trimestre è arrivata infatti dal resto del mondo, non da Usa e Canada, che vengono monetizzati a un tasso più sostenuto", ha aggiunto. (Raffaele Rovati)