Netflix fa meglio delle attese di Wall Street nel terzo trimestre, in termini di utile, ma la società di Los Gatos è costretta a confermare che i tempi d'oro dello streaming, quelli segnati da tassi di crescita in doppia cifra per i nuovi utenti, sono ormai un ricordo. L'effetto lockdown, che aveva fatto accelerare ulteriormente l'espansione del business, è ormai alle spalle e il settore può di fatto considerarsi maturo e quindi deve confrontarsi con una nuova realtà. Nel terzo trimestre Netflix ha registrato 4,4 milioni di nuovi abbonamenti. Si tratta di un risultato migliore rispetto ai 3,5 milioni della guidance societaria e che arriva, soprattutto, dopo i poco più di 1,5 milioni del secondo trimestre, livello più basso mai registrato. Per l'attuale periodo le previsioni sono invece di una crescita di 8,5 milioni di utenti, appena sopra agli 8,4 milioni del consensus.

Il terzo trimestre di Netflix è oltre il consensus ma la corsa è finita

"Il quadro generale è che nessuno è veramente sicuro. Non si può uscire dalla follia del Covid-19 ed essere fiduciosi sui prossimi due anni. Quindi spingeremo davvero forte", ha dichiarato il co-fondatore, co-chief executive e chairman Reed Hastings. Netflix, riporta MarketWatch, punta a tornare alla crescita media degli abbonati di circa 27 milioni registrata negli ultimi anni ma non sembrano così certi di riuscirci. D'altronde la pandemia di coronavirus, concretizzatasi in un boom per la domanda di streaming, è arrivata insieme a una crescita esponenziale della concorrenza, da Disney+ a Discovery. Una concorrenza che Netflix non aveva quando ha consolidato il suo ruolo di pioniere dello streaming.

Netflix raddoppia i profitti ma la corsa per ricavi e utenti rallenta

Tornando ai risultati, nei tre mesi allo scorso 30 settembre Netflix ha sostanzialmente raddoppiato i profitti netti, da 790 milioni a 1,45 miliardi di dollari. Su base rettificata l'eps è rimbalzato da 1,74 a 3,19 dollari, ben oltre i 2,56 dollari del consensus di FactSet. I ricavi, invece, sono cresciuti di poco più del 16% annuo a 7,48 miliardi, sostanzialmente in linea con le attese del mercato. Risultato certo non disprezzabile ma che si confronta con i rimbalzi del 31% e del 28% registrati rispettivamente nei pari periodi di 2019 e 2020.

Il 2021 comunque un successo per Netflix grazie al record di Emmy 

Il 2021, comunque vada a finire, non è certo da buttare per Netflix. E non a caso nella lettera agli azionisti la società ha messo l'accento sul successo di proporzioni storiche ottenuto dalle sue produzioni nell'ultima edizione degli Emmy, i premi della televisione Usa. Netflix ne ha conquistati 44, pareggiando il record segnato nel lontano 1974 dalla Cbs. Allora, però, la concorrenza era composta da soli altri tre network (Abc, Nbc e Pbs), mentre oggi Netflix deve combattere con la più ampia platea di canali in chiaro, a pagamento, di piattaforme di streaming (buona, per tra l'altro, anche la performance di Apple Tv+ che con una produzione decisamente più limitata ne ha conquistati 10 di Emmy).

Finita la corsa Netflix offre un nuovo indicatore per gli investitori

E il futuro? Mentre è costretta a gestire la frenata della sua crescita Netflix offre agli investitori un altro modo di guardare al suo pubblico. Entro fine anno inizierà a comunicare le ore visualizzate per i singoli titoli, invece dell'attuale numero di account che hanno guardato almeno due minuti di uno show. Per Netflix si tratta di "un indicatore leggermente migliore del successo complessivo dei nostri titoli". Cambio di passo che arriva dopo le indiscrezioni uscite nei giorni scorsi, grazie allo scoop di Bloomberg, che avevano rivelato un po' di più delle statistiche utilizzate da Netflix per valutare il successo delle sue produzioni. (Raffaele Rovati)