Negli articoli visti fino a questo momento abbiamo avuto modo di vedere perché ognuno di noi dovrebbe avere un profilo LinkedIn e come poterlo ottimizzare nelle sue componenti essenziali. Tuttavia, il nostro lavoro non finisce qui: tutt'altro!

Abbiamo più volte ripetuto che utilizzare questo social media come un semplice curriculum online è estremamente riduttivo. LinkedIn è di fondamentale importanza per creare il nostro personal branding ma, prima di arrivare a ciò, è necessario fare un passo indietro.

Con l’espressione Personal branding si fa riferimento a quel complesso di strategie messe in atto per promuovere se stessi, le proprie competenze ed esperienze, la propria carriera alla stregua appunto di un brand. (insidemarketing.it)

Sentiamo sempre più spesso parlare di networking, concetto strettamente legato - soprattutto negli ultimi tempi - al social di cui stiamo parlando. Iniziamo col dare una definizione a questo termine: 

Networking significa creare, sviluppare contatti e relazioni e si basa su un legame di reciprocità in cui si dà e si riceve, si tratti di tempo, competenza o di informazioni. Chiunque può crearsi una rete e svilupparla a più livelli, moltiplicandoli e consolidandoli nel tempo. (jobiri.com)

Con network facciamo quindi riferimento ad una rete di persone, conoscenze virtuali oppure reali, con le quali si instaurano rapporti volti alla condivisione di idee ed opinioni - con un focus sulle attività professionali-. Rapporti basati sulla stima ed il sostegno reciproco. Su LinkedIn, lo sappiamo bene,  la nostra rete di contatti corrisponde ai collegamenti che chiediamo e che ci vengono richiesti. 

Su LinkedIn, le persone che fanno parte della tua rete sono chiamate collegamenti. La tua rete è costituita dai tuoi collegamenti di 1°, 2° e 3° grado e dagli utenti iscritti ai tuoi gruppi di LinkedIn. ( linkedin.com)

Questo ci porta a definire un primo punto fondamentale: costruire il nostro personal branding necessita di persone con cui poter condividere quello che facciamo o che vorremmo fare. Di conseguenza non è opportuno richiedere collegamenti a tutti, indiscriminatamente, solo per far numero: questo non ti permetterebbe di coltivare i rapporti e costruire intorno a te una rete di valore. 

Come possiamo scegliere la nostra rete di contatti? É più semplice di quello che si possa pensare.

Non so se ricordi, ma in precedenza abbiamo parlato dell'obiettivo che dovremmo tenere a mente quando apriamo il nostro profilo LinkedIn e ad ottimizzarlo. Bene, lo stesso obiettivo dovrebbe essere ciò che ti permetterà di scegliere chi dovrebbe far parte della tua rete di contatti. Quindi, tenendo sempre a mente il vostro obiettivo potrete scegliere:

  1. persone che conoscete nella vita reale;
  2. potenziali colleghi ( in questo caso facciamo riferimento ad aziende per le quali avete lavorato in passato o per la quale lavorate nel presente);
  3. lavoratori di altre aziende (che rispecchino sempre l'obiettivo che vi siete prefissati);
  4. Recruiter (persone che, attraverso un personal branding ben coltivato, potranno risultare interessati dal vostro profilo).

Non dimentichiamo inoltre che, sulla base di ciò che abbiamo inserito nel nostro profilo, LinkedIn ci consiglierà dei contatti che potremmo aggiungere alla nostra rete.

Ma, una volta appurato cosa significa fare networking, potresti avere ancora qualche dubbio o remora. Sai, è capitato anche a me. Esporsi, contattare persone e rilasciare commenti a volte potrebbe essere motivo di vergona per un carattere particolarmente timido o per chi non percepisce a fondo l'importanza di questa attività.

Ricorda sempre che fare networking non vuol dire tartassare la gente di messaggi privati o commenti sotto i loro contenuti - simil spam.

Tutt'altro!

E soprattutto non vuol dire contattare gente per vendere prodotti o servizi: questo si che è oltremodo insopportabile.

Ci sono sempre buone ragioni per fare un networking che sia degno di questo nome e farlo per giuste motivazioni.

  1. Fare networking è importante per scambiarsi informazioni e consigli: che sia su un lavoro svolto, un progetto realizzato o un'azienda che ci interessa.
  2. Fare networking ci permette di aiutare gli altri e poterci sentire soddisfatti di noi stessi;
  3. Fare networking, soprattutto, ci può aiutare a trovare lavoro.

Dopo aver visto cosa significa networking e quali sono i motivi per i quali dovremmo iniziare a praticare questa attività, rimane una domanda fondamentale: come possiamo farlo?

LinkedIn ci presenta diverse modalità, che avremo modo di analizzare approfonditamente.

Abbiamo già avuto modo di accennare alle richieste di collegamento e a quanto sia più utile avere nella nostra rete di contatti persone in linea con il nostro obiettivo e con le quali poter costruire un rapporto di valore

Un collegamento si definisce di valore quando:

  1. ha come destinatario una persona che potrebbe incarnare il tuo interlocutore ideale;
  2. può permetterti di conoscere un partner di lavoro o un potenziale cliente;
  3. può risultare utile per coltivare il tuo personal branding oppure scambiare news interessanti per il tuo settore;

Si ritiene che una buona base da cui partire, per poter iniziare e sfruttare al meglio tutte le potenzialità che offre LinkedIn, sia all'incirca intorno ai 200/300 collegamenti di 1° grado, ovvero quelli a cui abbiamo chiesto una connessione (e l'hanno accettata) o che, al contrario, abbiamo accettato nella nostra rete. 

Fondamentale è anche ricordare che attraverso un collegamento di 1° grado che entra nella nostra rete, si apre la possibilità che i nostri contenuti siano visibili ai collegamenti di 1° grado dello stesso, che per noi risulteranno essere collegamenti di 2° grado.

Cosa vuol dire questo?

Che saper sfruttare al meglio le richieste di connessioni ci pone in contatto con una rete potenzialmente vastissima, da cui potrebbero nascere interessanti interazioni e - perché no - opportunità di lavoro. Io stessa, ad esempio, sono venuta a conoscenza di profili su LinkedIn che divulgano contenuti di immenso valore e l'ho fatto tramite l'apprezzamento espresso a questi stessi post da parte dei miei collegamenti di 1° grado.

A questo link sarà possibile approfondire, attraverso la guida dello stesso LinkedIn, le differenze che intercorrono tra i vari tipi di collegamento.

Una volta definiti i contatti che potrebbero essere destinatari della nostra richiesta di collegamento, dobbiamo sapere che sono delle pratiche che permettono di ottimizzare anche la tua richiesta di connessione e che magari hai già avuto modo di vedere.

Parliamo, nello specifico, dei messaggi personalizzati che possono accompagnare una richiesta di collegamento e che incrementano la possibilità che la tua richiesta possa essere accettata. Trecento sono i caratteri che hai a disposizione nel tuo invito, in cui dovresti sintetizzare chi sei e come potresti offrire valore all'altra persona.

Vien da sé che non potrai preparare un invito standard da mandare a tutti i tuoi potenziali collegamenti, ma ognuno di essi dovrà essere in linea con il destinatario che - come abbiamo visto - potrebbe essere un tuo cliente, un ex collega o magari un recruiter. 

Conclusioni

Nell'articolo di oggi abbiamo avuto modo di scoprire il significato di networking, questa pratica così tanto apprezzata negli ultimi anni, quali sono le ragioni per le quali dovresti iniziare a praticarlo fin da ora.

La prima modalità attraverso cui è possibile fare networking su LinkedIn è legata alle richieste di collegamento: sappiamo ora che la pratica di inviare richieste ed accogliere nella nostra rete chiunque è sconsigliabile. Costruire una rete di valore vuol dire scambiare opinioni, idee e consigli con persone che hanno i nostri stessi interessi, che potrebbero aiutarci e a cui potremmo noi stessi fornire aiuto.

Per tale motivo è importante saper scegliere chi deve far parte della nostra rete di contatti e, attraverso le richieste di collegamento personalizzate, sappiamo ora come ottimizzare questa funzione di LinkedIn.