Apple ricomincia a correre e si dimostra più forte della crisi dei chip e dei problemi alla supply chain globale che stanno mettendo in difficoltà tutti i big industriali, non sono quelli tecnologici. Dopo il passo falso del quarto trimestre 2021, quando per la prima volta dal 2018 aveva registrato vendite sotto alle attese del mercato, l'esercizio 2022 inizia nel migliore dei modi, con una striscia di nuovi record. E la reazione di Wall Street è stata positiva, passando sopra persino al fatto che Apple non dia una vera guidance per l'attuale trimestre.

Apple è più forte della crisi dei chip e segna nuovi record trimestrali 

"Non forniamo stime di prodotto né di strozzature sui singoli prodotti. Tuttavia nel complesso vediamo un miglioramento nel trimestre di marzo in termini di riduzione delle strozzature rispetto al trimestre di dicembre", ha dichiarato il chief executive Tim Cook. "Ci aspettiamo di ottenere una solida crescita dei ricavi anno su anno e di stabilire un record di ricavi per il trimestre di marzo nonostante i notevoli vincoli nella supply chain", ha invece spiegato il chief financial officer Luca Maestri nella conference call con gli analisti, citata da MarketWatch. Abbastanza per spingere in rally del 5% Apple nel mercato esteso (la seduta di giovedì si era invece chiusa in declino dello 0,29% al Nasdaq).

Nonostante crisi dei chip Apple segna nuovi record di profitti e ricavi

Apple nei tre mesi allo scorso 25 dicembre ha sfondato per la prima volta quota 30 miliardi di dollari di utile e 120 miliardi di ricavi. I profitti netti sono infatti saliti da 28,76 miliardi, pari a 1,68 dollari per azione, a 34,63 miliardi, e 2,10 dollari, contro gli 1,90 dollari del consensus di FactSet. I ricavi sono invece cresciuti dell'11% annuo a 123,9 miliardi, contro i 119 miliardi stimati dagli analisti. Apple ha dimostrato di essere più forte della crisi dei chip soprattutto per quanto riguarda gli iPhone: le cui vendite sono salite del 9,2% annuo a 71,6 miliardi, contro i 67,6 miliardi del consensus di FactSet.

Non solo iPhone. Per Apple non è finito l'effetto lockdown sui Mac

Cupertino non è certo stata immune alla crisi dei chip ma ha potuto sfruttare al pieno uno dei suoi punti di forza, perfezionato nei decenni, ovvero il controllo ai limiti del maniacale della supply chain, dei rapporti con i fornitori, delle scorte di magazzino. Nessun problema di domanda per Apple che è riuscita a fare meglio delle attese anche nei computer. Le vendite di Mac sono rimbalzate del 25,1% annuo a 10,9 miliardi di dollari, contro i 9,9 miliardi del consensus di FactSet, dimostrando anche quanto l'effetto lockdown che aveva fatto volare il business nei computer per Apple non sia affato finito. (Raffaele Rovati)