Nvidia ha chiuso con un rally del 5,01% lunedì, conquistando la vetta del Nasdaq (e segnando la quarta migliore performance dell'S&P 500). Il titolo del produttore di chip torna buy a Wall Street grazie all'inatteso assist di Broadcom nel controverso deal da 40 miliardi di dollari sulla britannica Arm. Colossi del calibro di Google e Microsoft avevano espresso la loro contrarietà per l'acquisizione ma era stata per prima Qualcomm a dichiarare il suo dissenso alla U.S. Federal Trade Commission (Ftc, l'autorità di antitrust di Washington), che aveva chiesto feedback all'interno della sua indagine sull'operazione. Oltre a Broadcom, aveva riportato The Times nel weekend, supporto a Nvidia è arrivato da altri due big dei chip come Marvell Technology e la MediaTek di Taiwan.

Nvidia buy grazie ad assist di Broadcom su deal Arm

"Broadcom supporta la proposta di acquisizione di Arm da parte di Nvidia perché Nvidia ha assicurato al settore che aumenterà l'investimento complessivo nella tecnologia di Arm e che continuerà a rendere tale tecnologia disponibile al settore su base equa, ragionevole e non discriminatoria", ha dichiarato Hock Tan, chief executive di Broadcom. Arm è considerata la Svizzera dei chip, visto che la sua filosofia è di totale neutralità: cede in licenza la sua tecnologia (dominante nei terminali mobili ma con un futuro molto prossimo ormai anche su pc e server, vedi M1 di Apple o gli sviluppi della stessa Nvidia) a chiunque gliela chieda invece di stare a competere con i singoli produttori di semiconduttori. Per Qualcomm, e altri big dei chip, è troppo elevato il rischio che Nvidia voglia modificare questo principio di neutralità.

Nvidia in rally. Assist anche da Marvell e MediaTek

"Vediamo diversi vantaggi da una combinazione con Nvidia, tra cui un'accelerazione delle roadmap per i core Cpu di fascia alta e l'abilitazione di una più ampia adozione di progetti basati su Arm nel settore. A fronte di un'implementazione di solide politiche di licenza che garantiscano un accesso equo e tempestivo e giuste condizioni, Marvell sostiene la transazione", ha replicato Matt Murphy, numero uno di Marvell. Secondo Rick Tsai, chief executive di MediaTek, invece "l'industria dei semiconduttori trarrà vantaggio dalla combinazione di Nvidia e Arm". "Riteniamo che la fusione consentirà a MediaTek e ad altri partecipanti del settore di portare sul mercato prodotti più competitivi e completi", ha aggiunto.

Primo ostacolo al deal su Arm per Nvidia è la Cina

Tutto fatto quindi? Non proprio. Secondo Atif Malik, analista di Citigroup citato da Barron's, gli interventi dei tre produttori di chip fanno salire dal 10% al 30% la possibilità di via libera regolatorio. Se dalla Gran Bretagna è verosimile che arrivi il semaforo verde (per i molti impegni presi da Nvidia nei confronti di Londra), l'ostacolo più difficile da superare rimane la Cina. “Mentre gli Usa continuano a essere aggressivi contro una Cina vincente nella corsa tecnologica, prevediamo meno probabilità che Pechino voglie sostenere un accordo che rischierebbe di farle perdere l'accesso alla tecnologia di Arm", ha sottolineato Malik.

(Raffaele Rovati)