Nvidia potrebbe essere la prossima vittima tra le Big Tech a Wall Street. A sostenerlo è Barron's che, prima ancora della fine dell'effetto lockdown sulla performance del colosso dei chip, cita un fattore particolare, un cambio radicale nelle tecnologie del le criptovalute. Già in occasione della presentazione dei risultati del quarto trimestre dell'esercizio 2022 (chiuso a fine gennaio, per vedere quelli del primo trimestre 2023 bisognerà attendere il 25 maggio), la reazione di Wall Street non era stata particolarmente buona. Nvidia continua a macinare record su record ma sono sempre più gli analisti che ritengono il titolo sopravvalutato.

Big Tech, Nvidia prossima vittima anche a causa delle criptovalute

Lo scorso anno Nvidia ha guadagnato il 125% al Nasdaq, in quello che è stato il rendimento migliore per una large cap del settore tecnologico. Tuttavia la corsa che ha permesso all'azienda di Santa Clara di sorpassare già due anni fa la storica Intel come produttore di chip a maggiore valutazione di Borsa (ancora oggi il confronto è impari: circa 540 miliardi per Nvidia, meno di 200 miliardi per Intel) potrebbe essere davvero giunta al capolinea. E certo non per il fallito tentativo di acquisire la britannica Arm. Anche senza i chip dominanti in ambito mobile la leadership di Nvidia non sembra in discussione.

Nvidia rischia di restare vittima di politiche pricing schede grafiche

Anche il boom pandemico ha il suo peso nelle prospettive di Nvidia. E non sono buone. Negli ultimi anni Nvidia aveva giocato sull'impennata della domanda per le sue schede grafiche, tradizionalmente utilizzate dai gamer ma anche sempre più richieste dai miner di criptovalute. A questa tendenza, poi, si era aggiunto l'effetto lockdown, con l'esplosione degli acquisti da parte di consumatori desiderosi di stare al passo con la tecnologia visto che erano confinati tra le mura domestiche causa Covid-19. Poi sono arrivate, dirette conseguenze, crisi dei chip e della supply chain. Oggi, però, trovare gli ultimi modelli di schede grafiche non è più un'impresa. Gli scaffali tornano a riempirsi e la voglia delle persone di spendere si sta riducendo.

Dopo il boom della domanda Nvidia sarà vittima di eccesso d'offerta?

Nvidia ha tratto profitto da questo boom di domanda con un pricing che oggi non sembra più motivato. Secondo Jon Peddie, analista del settore citato sempre da Barron's, i prezzi attuali sono insostenibili. I consumatori non compreranno più schede grafiche "a prezzi ridicoli di 1.300 dollari" e anzi Peddie prevede che i modelli di fascia alta torneranno sul livello storico di 500-700 dollari. E le criptovalute? Una delle principali critiche rivolte al Bitcoin (quella che ha spinto Elon Musk a fare dietrofront sulla vendita di Tesla con la moneta digitale) è l'esagerato consumo di energia necessario per il mining.

Ethereum manda in pensione il mining e Nvidia ne resterà vittima 

Per circa un decennio i "minatori" di criptovalute hanno usato le schede grafiche di Nvidia. Lo hanno fatto per "estrarre" Bitcoin come pure per Ether, la seconda valuta digitale più diffusa. Nei prossimi mesi, la rete blockchain di Ethereum (su cui si basa Ether, ma anche stablecoin e Nft) dovrebbe migrare da un modello "proof-of-work" a "proof-of-stake", annullando di fatto la necessità del mining basato su schede grafiche. Il passaggio è stato rinviato probabilmente fino all'autunno ma quando questo accadrà sul mercato arriverà una valanga di schede grafiche Nvidia usate dai miner. Si passerà da un eccesso di domanda a un eccesso di offerta. E i record di Nvidia potrebbero subire un brusco stop. (Raffaele Rovati)