Nvidia giovedì ha presentato risultati per primo trimestre dell'anno fiscale 2022 segnati, nessuna sorpresa in questo, da un nuovo record di ricavi. Il titolo scambiava in moderato declino in after market dopo avere guadagnato lo 0,33% nella sessione regolare al Nasdaq. L'azienda di Santa Clara in apparenza sarebbe il buy del settore dei chip a Wall Street grazie a molti fattori: l'indiscussa leadership nelle schede grafiche (utilizzate per i videogiochi ma anche sempre di più per il mining di criptovalute), la crescita nei data center (grazie anche agli sviluppi nei chip per intelligenza artificiale e machine learning) e la non scontata (dal punto di vista regolatorio) acquisizione da 40 miliardi di dollari di Arm. Gli investitori non dimenticano però che per decenni il dualismo nel comparto era quello di Intel e Advanced Micro Devices (Amd), che ancora giocano la loro partità nei processori per pc, senza ovviamente risparmiarsi anche nei segmenti in cui il nome emergente sarebbe proprio quello di Nvidia.

Nvidia fa record ma il buy è Intel e Amd?

Quale azione conviene comprare in questo momento si chiede Philip van Doorn di MarketWatch. Intel e Amd sono entrambe buy a Wall Street. Entrambe hanno estimatori e per diversi motivi. Intel, che resta il numero uno globale nonostante l'agguerrita concorrenza, tra l'altro è nella top ten dell'S&P 500 in quanto a crescita del free cash flow. Dal punto di vista industriale la sfida del nuovo chief executive Pat Gelsinger non è certo da poco. Puntando anche a sfruttare la crisi dei chip attualmente in corso Gelsinger ha rilanciato sulla produzione, andando in direzione esattamente opposta a quanto chiesto da investitori del calibro dell'hedge Third Point. Dalla sua ovviamente ha il vantaggio di scala: Intel può spendere molto di più in ricerca e sviluppo (3,62 miliardi nel primo trimestre, contro i 610 milioni di Amd).

Intel ha la scala, Amd i tassi di crescita

Amd però non sta certo a guardare e non diversamente da Nvidia continua a registrare record. Lo ha fatto anche nell'ultimo trimestre. Se i 3,44 miliardi di vendite dell'ultimo trimestre sono ben lontani dai 19,67 miliardi di Intel, Amd continua a crescere e lo fa proprio erodendo le quote di mercato della più grande rivale. E se Nvidia ha una posizione dominante nelle schede grafiche Amd non scherza neppure su quel fronte. Enterprise, Embedded and Semi-Custom la divisione che comprende sia i chip per data center che quelli utilizzati nelle consolle da gioco come Xbox e PlayStation ha registrato un rimbalzo delle vendite da 348 milioni a 1,35 miliardi di dollari nell'ultimo trimestre, contro gli 1,30 miliardi del consensus di FactSet. Intel e Amd quindi si rivolgono a diversi tipi di investitori o, forse, dovrebbero essere affiancate in un portafoglio bilanciato.

Prima dello split dai profitti il buy di Nvidia

Intanto Nvidia nel trimestre chiuso lo scorso 2 maggio ha segnato un rimbalzo dei ricavi dell'84% annuo a 5,66 miliardi di dollari, contro i 5,40 miliardi del consensus di FactSet. Nei precedenti due periodi il dato aveva superato rispettivamente per la prima volta i 4 e i 5 miliardi di dollari di ricavi. Nei tre mesi l'azienda di Santa Clara ha registrato profitti netti più che raddoppiati da 917 milioni, pari a 1,47 dollari per azione, a 1,91 miliardi, e 3,03 dollari. Su base rettificata l'eps è passato da 1,80 a 3,66 dollari, contro i 3,29 dollari attesi dal mercato. E il buy per il titolo è stato rafforzato dal recente annuncio di uno split azionario che potrebbe anche essere funzionale all'ingresso di Nvidia nel Dow Jones Industrial Average.

(Raffaele Rovati)