Non dire questa parola se sei al telefono con un call center: la truffa è dietro l’angolo

Se sei al telefono con un call center sospetto, non dire assolutamente questa parola per non incappare in possibili truffe: ecco di cosa si tratta.

La piaga dei call center molesti – e non – è per nulla sopita. Ancora oggi tantissimi italiani ricevono chiamate indesiderate che vanno dalla “semplice” pubblicità aggressiva a veri e propri tentativi di truffa. Se ti capita di ricevere telefonate da numeri e call center sospetti, innanzitutto dovresti evitare di rispondere. Ma se lo fai, c’è una parola che – nonostante i tanti anni trascorsi – è ancora da evitare completamente: ecco cosa non dovresti dire al telefono con un call center.

La truffa del “Sì” esiste ancora: non dirlo mai

La parola da non dire è una vera e propria trappola, poiché molto comune: si tratta di un semplice “Sì”, un banale assenso – all’apparenza innocuo – che però può esporre a truffe.

Alcuni la pronunciano semplicemente come forma di cortesia per rispondere al telefono: “Pronto, sì, chi è?”. Laddove non lo facciano, il call center può indurre a dirla con una domanda come “È lei il signor Tizio Caio?”. Un cittadino in buona fede risponderà con “Sì”.

Il problema è che, se sei stato contattato da un call center truffaldino in piena regola, quest’ultimo terminerà la chiamata al tuo “Sì”. Il loro interesse era solo registrare quella singola parola pronunciata dalla tua voce.

Nei casi più gravi di call center molesti, infatti, si mette in piedi la “Truffa del sì”. I responsabili useranno parti di audio in cui pongono domande su un cambio di contratto o di fornitura e alla fine di quelle domande incolleranno la registrazione del tuo “Sì”, facendo apparire che fosse una telefonata completa in cui hai accettato le loro proposte.

Questo accade soprattutto per i call center truffaldini più scafati, che con altri metodi sono riusciti a reperire i tuoi dati personali per compilare interi contratti. Può così capitare che ti ritrovi a casa un accordo mai sottoscritto.

A quel punto avrai un servizio che non ti serve, subirai disagi sulle forniture e dovrai sporgere denuncia e attraversare un tedioso iter per dimostrare la truffa, spendendo tempo e denaro. Meglio evitare tutto dal principio: non dire mai “Sì” a call center e chiamanti dubbi.

Cosa non dire a un call center?

La legge si sta muovendo. Il 24 marzo 2024 entrano in vigore delle modifiche al codice che regola le comunicazioni elettroniche, con sanzioni molto più pesanti per chi fa pubblicità aggressiva e indesiderata o telefona a chi si era iscritto al registro delle opposizioni.

Nonostante ciò, i tentativi di truffa e telemarketing aggressivi e fraudolenti d’ogni genere continueranno a esistere. Perciò è meglio essere pronti ed evitare di rivelare alcune informazioni.

Innanzitutto il consiglio supremo è di non rispondere al probabile spam, che oggi ci viene segnalato dallo smartphone grazie ad appositi filtri e app per bloccare le chiamate pubblicitarie. Non rispondendo si ottiene un duplice effetto positivo:

  • i rischi di subire truffe e furti di dati sono completamente azzerati

  • in futuro si riceveranno meno chiamate spam, perché i call center registreranno che nessuno ha mai risposto

Se non sei sicuro del chiamante, allora puoi rispondere, ma non dire mai “Sì”: potresti esordire con un semplice “Pronto”. Se appuri che è un call center, sappi che dovresti riattaccare subito.

Ma potrebbe capitarti di avere ancora dei dubbi e voler ascoltare le parole del chiamante. In tal caso, consulta la lista delle informazioni da non rivelare mai, assolutamente a nessuno, indipendentemente dall’identità che ti dichiara.

Non parliamo solo dei dati di pagamento, ma anche di codici fiscali, codici cliente e dati personali (sì, anche quelli banali come nome e cognome). Se si tratta di un call center sincero, infatti, dovrebbe averli già. Se invece ti dice di essere la tua banca o il tuo fornitore e ti chiede queste info, allora è al cento per cento un tentativo di truffa ai tuoi danni: agisci con furbizia ed evitalo.

Ivan Cunzolo
Ivan Cunzolo
Copywriter e SEO Web Writer freelance, classe 1993. Sono nato e vivo a Napoli, amando la mia città. Sin da piccolo ho sempre scritto senza fermarmi mai, prima sulla carta, poi al computer. Al desiderio di diventare giornalista ho unito il nascente interesse per marketing e tecnologie. Mentre iniziavo con tonnellate di articoli in progetti sul web di pura passione, mi sono laureato in Culture Digitali e della Comunicazione alla Facoltà di Sociologia dell'Università Federico II. Da 6 anni sono Copywriter e Web Writer freelance, specializzato nella scrittura SEO.
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