Il telelavoro finirà insieme al coronavirus? Una volta esaurita l'emergenza (si spera il prima possibile) milioni e milioni di persone per cui oggi l'ufficio è diventato il salotto di casa saranno costretti a tornare in azienda per svolgere le loro mansioni? Domanda che in molti si pongono da mesi e la cui risposta non è così ovvia. Molte società si sono già preparate a un modo diverso di gestire il personale anche nel lungo periodo, riducendo le dimensioni dei loro uffici e cancellando precedenti piani di espansione. Ford Motor, però, è andata oltre.

Anche dopo il Covid-19 telelavoro per 30.000 dipendenti di Ford

Il colosso dell'auto di Dearborn (sobborgo di Detroit) in un'email inviata a 30.000 suoi dipendenti in tutto il mondo, e citata da Ap, ha dichiarato che potranno continuare a lavorare da casa a tempo indeterminato, con orari flessibili approvati dai rispettivi responsabili. I loro programmi diventeranno un "ibrido" lavoro-ufficio: si recheranno al lavoro principalmente per riunioni di gruppo e progetti più adatti per l'interazione faccia a faccia. Nient'altro che quello smart working (che erroneamente in Italia viene spesso usato come simonimo di telelavoro) già applicato negli ultimi anni da molti big industriali: spazi personali limitati in ufficio, ambienti comuni, postazioni mobili e, ovviamente, la possibilità di lavorare da casa o da ovunque si voglia. Visto che l'ufficio del singolo lavoratore non è più confinato in una scrivania ma dentro a un computer (portatile), a uno smartphone, a un tablet.

Continua a crescere il numero degli annunci di lavoro "a distanza"

In Usa la tendenza è chiara, nonostante voci contrarie come quella di David Solomon (chief executive di Goldman Sachs) per cui lavorare da casa è "un'aberrazione". E si vede già dagli annunci di lavoro. Secondo Indeed gli annunci che menzionano il telelavoro sono più che raddoppiati dall'inizio della pandemia. E, secondo un recente rapporto del motore di ricerca rivolto al mondo del lavoro (di proprietà della giapponese Recruit), continuano a crescere anche oggi nonostante i piani di vaccinazione in corso e l'ottismo crescente per una risoluzione della crisi. "Se gli annunci sono una guida, le aziende sono sempre più aperte al lavoro a distanza, anche quando alcuni dipendenti stanno tornando in ufficio", ha sottolineato Jed Kolko, chief economist di Indeed. "La pandemia ha infranto le norme sociali e culturali per il modo in cui lavoriamo", ha sottolineato Timothy Golden, professore del Rensselaer Polytechnic Institute citato da Ap. Ci è voluta dunque una crisi globale come quella del coronavirus per costringere a una rivoluzione di cui si parlava da anni e che, nonostante gli evidenti vantaggi in termini di qualità della vita delle persone e di impatto ambientale, sembrava non piacesse a nessuno. Prima del Covid-19.

(Raffaele Rovati)