La vera rivoluzione per il settore delle quattro ruote non è l'auto elettrica, nonostante la sempre più vicina deadline per i motori a combustili fossili (in Europa il divieto di vetture a benzina dovrebbe entrare in vigore nel 2035), ma quella intelligente. Software e guida autonoma saranno i game changer delle automobili. Ne è convinto Herbert Diess, chairman del management board di Volkswagen Group, secondo cui il passaggio all'auto elettrica può già considerarsi archiviato, mentre Wolfsburg lavora per togliere la leadership al pioniere Tesla.

Per Diess di Volkswagen rivoluzione quattro ruote sarà l'auto smart

Diess domenica è intervenuto all'Internationale Automobil-Ausstellung, la fiera dell'auto di Monaco di Baviera (di fatto primo evento internazionale per il settore dallo scoppio della crisi del Covid-19), che aprirà i battenti ufficialmente martedì 7 settembre. Il manager ha ovviamente ammesso che il passaggio all'elettrica deve essere ancora sostenuto da vendite reali ma di fatto può comunque considerarsi metabolizzato dall'industria. La vera sfida, ora, è quella dell'auto smart. "La guida autonoma cambierà il nostro settore come nient'altro prima d'ora", ha spiegato Diess, secondo cui l'elettrificazione delle vetture, in confronto è stato un passaggio "semplice". Volkswagen, come tutti i principali player delle quattro ruote, devono confrontarsi con una svolta epocale che risponde al nome di mobilità (non a caso la fiera di Monaco quest'anno si chiama Iaa Mobility).

Pilastro business quattro ruote servizi e software guida autonoma

Come nota Reuters, l'obiettivo di Diess e rendere servizi e software per la guida autonoma un pilastro chiave del futuro business del gruppo. Per questo Volkswagen lo scorso anno ha investito 2,6 miliardi di dollari nella start-up Argo Ai, rivale della Waymo di Alphabet (Google). Volkswagen prevede che entro il 2030 1.200 miliardi di euro di vendite per il settore automobilistico saranno legate ai software, circa un quarto del mercato globale della mobilità, che si prevede raddoppierà a 5.000 miliardi per tale data. "Entro il 2030 circa l'85% della nostra attività riguarderà automobili, auto private, auto a noleggio condivise e di proprietà privata. E intorno al 15% della mobilità dovrebbe essere costituito da shuttle, mobilità intesa come servizio", ha aggiunto.

E la crisi dei chip? Per Volkswagen potrebbe durare ancora anni

E la crisi dei chip? "Probabilmente rimarremo in deficit di offerta per i prossimi mesi o addirittura anni perché i semiconduttori sono molto richiesti. L'Internet of Things sta crescendo e l'aumento della capacità richiederà tempo. Sarà probabilmente un collo di bottiglia per i prossimi mesi e anni a venire", ha dichiarato Diess a Bloomberg Television. Poche ore prima, sempre da Monaco, Ola Källenius, numero uno dell'altro colosso tedesco Daimler, aveva previsto che la crisi dei chip possa durare fino al 2023. Anche se l'impatto, riporta Reuters, dovrebbe essere meno duro rispetto a quello registrato nel 2021.

(Raffaele Rovati)