PIN INPS addio: dopo la prima circolare che annunciava un primo passo verso lo switch-off dal PIN INPS allo SPID che risale al mese di luglio dello scorso anno, l’Istituto di Previdenza Sociale comunica l’impossibilità di accedere ai servizi online con il PIN a partire dal 1° settembre 2021. 

La novità, per il momento, non interesserà chi usufruisce dei servizi online INPS in qualità di cittadino, bensì gli utenti che operano in qualità di intermediario. 

Entro il mese di agosto 2021 sarà dunque opportuno dotarsi delle credenziali SPID, CIE o CNS che non solo garantiscono maggiore sicurezza, ma permettono di accedere, oltre che ai servizi online messi a disposizione da INPS, anche a molti altri servizi della Pubblica Amministrazione o di enti privati aderenti. 

Benché la transizione non interessi ancora i cittadini, anche questi ultimi dovranno fare i conti con il definitivo switch-off verso i nuovi sistemi di accesso tramite identità digitale. 

PIN INPS sostituito da Spid, CIE e CNS: perché dotarsi delle nuove identità digitali

A luglio 2020, l’INPS pubblicò la circolare n. 87 che presentava un primo passo verso la trasformazione digitale, annunciando la fase di transizione dal PIN INPS, rilasciato dall’Istituto per accedere ai diversi servizi online e telematici, alle prime identità digitali, i cui primi rilasci a cittadini e imprese sono stati avviati nel corso del 2016. 

Stiamo parlando degli strumenti di autenticazione SPID, CIE e CNS che possono essere richiesti, anche dai cittadini, seguendo diverse procedure, anche online. 

Un esempio è la richiesta dello SPID tramite l’app PosteID. Simone Bondi, o Bondeejay come è conosciuto su YouTube, spiega passo dopo passo come richiedere lo SPID proprio utilizzando l’app messa a disposizione da Poste Italiane. In pochi, semplici passaggi tramite smartphone è così possibile ottenere la propria identità digitale: 

Dei diversi metodi per richiedere le credenziali SPID, CIE e CNS ce ne occuperemo nei prossimi paragrafi. Nel frattempo, però, è bene chiarire che, nonostante la transizione che avrà inizio a partire dal mese di settembre non interessi ancora l’accesso ai servizi online dell’INPS da parte dei cittadini, il passaggio verso le nuove identità digitali sarà ultimato entro qualche tempo. 

È perciò importante dotarsi quanto prima dei nuovi strumenti di accesso, dicendo addio ai PIN INPS e, allo stesso tempo, comprendere i reali vantaggi derivanti dall'utilizzo delle nuove credenziali. 

Infatti, tramite lo SPID, per esempio, non solo è possibile accedere ai servizi online dell’INPS, come quelli per richiedere agevolazioni e bonus, ma anche ad altri servizi telematici come quello per accedere al 730 precompilato dell’Agenzia delle Entrate. 

Insomma, un’unica identità digitale per tutti i servizi, con l’obiettivo di semplificare e unificare le procedure e svolgere operazioni in totale autonomia. 

In ultimo, ma non meno importante, SPID, CIE e CNS assicurano una maggiore sicurezza, proteggendo i dati sensibili ed evitando eventuali furti d’identità. 

Dal PIN INPS allo SPID: i primi passi verso la trasformazione digitale 

Il passaggio dal PIN INPS alle nuove identità digitali come lo SPID, pur diventando definitivo a partire dal 1° settembre, è in realtà solo un secondo passo verso la trasformazione digitale da parte dell’Istituto. 

L’utilizzo del PIN INPS è stato fondamentale per cittadini e imprese. Il sistema di accesso proprietario ha fornito infatti una buona dose di autonomia agli utenti, permettendo loro di accedere ai servizi telematici, per esempio per la presentazione di domande riguardo a bonus e altri sostegni economici o per consultare i dati della propria posizione contributiva. 

In seguito al confronto con il Ministero per l’Innovazione tecnologica, l’AGID (Agenzia per l’Italia Digitale) e il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, da luglio 2020 l’INPS ha avviato la fase di transizione da PIN INPS allo SPID, credenziali già obbligatorie per CAF e Patronati per l’accesso ai servizi loro dedicati.

È stata dunque prevista una fase transitoria nella quale, a partire dal 1° ottobre 2020, l’INPS non avrebbe più rilasciato i PIN INPS, pur essendo ancora utilizzabili da parte degli utenti che ne erano già in possesso.

Inoltre i PIN INPS potevano comunque essere ancora richiesti, anche dopo il 1° ottobre, da:

minori di 18 anni; persone soggette a tutela, curatela o amministrazione di sostegno; cittadini di paesi UE oppure Extra UE senza documento d’identità rilasciato in Italia.

Adesso, con la nuova comunicazione, l’Istituto compie un nuovo passo in avanti verso la transizione che, come abbiamo detto, per il momento interesserà solo alcune categorie di utenti. Vediamo di chi si tratta. 

PIN INPS in dismissione dal 1° settembre: chi dovrà dotarsi di nuove credenziali entro agosto

La comunicazione è arrivata con la pubblicazione della circolare n. 95, il 2 luglio 2021: è giunto il momento di abbandonare il PIN INPS come sistema d’accesso ai servizi dell’Istituto e di dotarsi delle nuove credenziali SPID (Sistema Pubblico d’Identità Digitale), CIE (Carta d’Identità Elettronica) e CNS (Carta Nazionale dei Servizi). 

Ma chi è che dovrà adeguarsi quanto prima alla nuova transizione? I cittadini non saranno ancora interessati al passaggio definitivo, ma a doversi munire dei nuovi strumenti di autenticazione entro agosto 2021 saranno obbligatoriamente, come indicato dalla circolare

gli utenti che operano in qualità di intermediario, azienda, associazione di categoria, pubblica Amministrazione, professionista esercente l’attività di medico o di avvocato, ecc.

Queste categorie, entro il mese di agosto 2021, non potranno più accedere ai servizi online se non mediante SPID (almeno di livello 2), CIE e CNS. 

Inoltre, i PIN INPS rimasti in vigore nel periodo di transizione, dovranno essere dismessi entro la data del 30 settembre 2021, scadenza fissata dal Decreto Semplificazioni, contenente proprio le prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative. 

Si ricorda, infatti, che la data del 30 settembre 2021 decreta anche il termine per utilizzare le credenziali Fisconline per l’accesso ai servizi dell’Agenzia delle Entrate. L’Agenzia non rilascia nuovi PIN dal 1° marzo 2021

Nella stessa circolare si fa presente che l’INPS avvierà in seguito una campagna di comunicazione per informare gli utenti circa le modalità per dotarsi dei nuovi strumenti di autenticazione. 

Non solo PIN INPS: perché dotarsi quanto prima di SPID, CIE o CNS 

L’abbandono graduale e, almeno per Pubblica Amministrazione e professionisti, ormai definitivo del PIN INPS si verifica in un contesto di forte transizione digitale. 

Come già detto, in realtà il passaggio da credenziali proprietarie, e dunque diverse per ogni accesso ai diversi servizi online, sia della Pubblica Amministrazione che dei privati, porta con sé anche molti vantaggi per i cittadini, sia per quanto riguarda la protezione dei dati, sia per effettuare varie operazioni comodamente da casa e in totale autonomia. 

Manca davvero poco allo switch-off definitivo. A breve, sia per inviare le proprie pratiche all’INPS, così come per controllare la propria posizione contributiva o, ancora, per avere accesso al 730 precompilato, non ci sarà altra modalità per accedere ai servizi online se non con i nuovi strumenti di autentificazione digitale. 

Ecco perché, qualora non si fosse ancora in possesso di una Carta d’Identità Elettronica, è consigliabile muoversi per tempo e sfruttare i periodi di transizione messi a disposizione proprio per dotarsi delle credenziali di accesso che, molto presto, diverranno obbligatorie.

PIN INPS addio: come richiedere SPID, CIE E CNS

In previsione della transizione definitiva, non solo dal PIN INPS ai nuovi strumenti di autentificazione più sicuri, ma anche delle altre credenziali di altri enti, il consiglio è quello di munirsi di Sistema Pubblico d’Identità Digitale, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi in breve tempo, per trovarsi preparati nel momento in cui non ci sarà altro modo per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione o di altri soggetti privati aderenti. 

Ma cosa sono SPID, CIE e CNS e come si richiedono? Vediamoli punto per punto. 

La CIE, o Carta d’Identità Elettronica, è un documento di identificazione che può essere utilizzata come strumento di verifica d’identità o, appunto, come strumento per accedere ai servizi online. 

La CIE può essere richiesta al Comune di residenza, prenotando un appuntamento sull’apposito sito. A sei giorni dalla richiesta, la CIE verrà spedita direttamente al cittadino. 

Per quanto riguarda invece la CNS, Carta Nazionale dei Servizi, per poter accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione è necessario richiedere presso uno sportello abilitato della propria Regione di residenza il codice PIN e il codice PUK. Inoltre, bisogna installare sul proprio PC un lettore di smart card.

La CNS può essere richiesta non solo dai privati cittadini, ma anche dalle imprese. 

Per finire, per ottenere lo SPID è necessario scegliere tra gli identity provider abilitati sull’apposito sito (per esempio Aruba, Infocert, Namirial, Poste ecc.) e registrarsi al loro sito

Per poter avere lo SPID è però necessario essere in possesso di alcuni requisiti: 

essere maggiorenni; avere un indirizzo e-mail; avere un documento di identità valido (carta d’identità, patente o passaporto); tessera sanitaria con codice fiscale. 

Lo SPID può essere inoltre richiesto a seconda del livello di sicurezza. Lo SPID di primo livello, il cui accesso avviene mediante user e password, garantisce una moderata sicurezza e va richiesto in quei casi in cui, se l’identità digitale venisse utilizzata indebitamente, il danno per il cittadino sia di piccola entità.

Lo SPID di livello due garantisce un livello di sicurezza più alto, dal momento che prevede l’inserimento di un userID, una password e, in aggiunta, l’inserimento di un ulteriore codice. 

Infine, lo SPID di terzo livello è consigliato nel caso in cui l’utilizzo indebito dell’identità digitale potrebbe portare a danni massicci. Lo SPID di terzo livello richiede infatti, oltre user e password, un supporto fisico particolare che gestisce delle chiavi crittografiche.