Da quando a fine ottobre Mark Zuckerberg ha annunciato il cambio di nome di Facebook in Meta Platforms, tutti i riflettori sono stati puntati sul reale oggetto dell'annuncio del fondatore del maggiore social network: il metaverso. Metaverso che è diventato tema di piani industriali, strategie d'investimento e anche protagonista a Wall Street, nonostante di fatto ancora nessuno sia in grado di dire veramente che cosa sarà questo metaverso. Tra i primi a cavalcare l'onda sono stati colossi dei chip come Nvidia e Advanced Micro Devices (Amd), ma secondo Morningstar veri vincitori saranno le aziende che questi processori li producono. E non tutti lo saranno in uguale misura.

Produttori di chip vincitori nel metaverso di Facebook. Non tutti però

Il settore dei semiconduttori negli ultimi anni ha visto una sempre più netta separazione tra chi i chip li progetta e chi ne gestisce la manifattura. Tra i colossi del settore c'è un'unica significativa eccezione: Intel. Il leader globale del settore, in controtendenza, negli ultimi tempi è tornato a investire significativamente nella produzione e, non a caso, Morningstar individua proprio in Intel una delle aziende che sarà maggiormente in grado di monetizzare il metaverso di Zuckerberg. Insieme a Intel Mornigstar indica pochissime altre realtà come Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (Tsmc) e Samsung Electronics. Altre come United Microelectronics Corporation (Umc, di Taiwan come Tsmc), la cinese Semiconductor Manufacturing International Corporation (Smic) e GlobalFoundries (ex braccio produttivo di Amd), dovranno accontentarsi degli "avanzi".

Veri vincitori nei chip per il metaverso solo Intel, Tsmc e Samsung

Come ha notato Hou Wey Fook, chief investment officer di Dbs Bank, "i vincitori del metaverso saranno davvero le società tecnologiche". E, in particolare, a beneficiarne chiaramente saranno le foundry (questo il nome dei produttori di semiconduttori) perché il metaverso avrà bisogno di molta potenza di calcolo, ha aggiunto, intervenendo al programma della Cnbc Squawk Box Asia. Tuttavia ne beneficeranno in modo disomogeneo. "Poiché molte delle attività che si svolgono in un metaverso implicano l'elaborazione in tempo reale di un'immensa quantità di dati, ciò richiederà ai chip coinvolti di utilizzare nodi di processo avanzati disponibili solo presso Tsmc, Samsung e Intel", sottolineava Morningstar in un report citato sempre dalla Cnbc. Le altre foundry potranno trarre vantaggio solo dalle parti di valore inferiore della supply chain, come i chip per la gestione dell'alimentazione o dei display.

Intanto Tsmc grazie alla crisi dei chip fa record di profitti e ricavi

Intanto Tsmc ha già beneficiato e, non poco, della crisi dei chip. Il gruppo di Hsinchu City, maggiore produttore al mondo di componentistica elettronica conto terzi, ha infatti comunicato per il quarto trimestre il nuovo record di profitti netti a 166,2 miliardi di dollari di Taiwan (5,25 miliardi di euro), in crescita del 16,4% annuo e contro i 161,6 miliardi (5,11 miliardi di euro) del consensus di Refinitiv. Performance sostenuta, come nel terzo trimestre, dal boom della domanda di elettronica che è stata anche una delle cause della crisi dei chip. Negli ultimi tre mesi del 2021 Tsmc ha registrato una crescita dei ricavi del 21,2% annuo a 438,2 miliardi (13,85 miliardi di euro). Anche in questo caso record storico. (Raffaele Rovati)