Trimestrale a due facce per Uber Technologies che crolla di circa il 5% in after market (la seduta di mercoledì al Nyse si era però chiusa con un rally del 6,12%). Oltre ai risultati contrastanti, però, a deprimere il titolo della società di San Francisco (leader nel comparto delle app per il noleggio di vetture con autista) sono state le dichiarazioni della rivale Lyft, che prevede di riuscire a diventare profittevole nel terzo trimestre di quest'anno, tre mesi in anticipo rispetto a quanto stimato in precedenza. Per ora Uber ha dovuto archiviare un 2020 segnato ancora da un rosso monstre di 6,77 miliardi di dollari, per quanto in significativo miglioramento rispetto agli 8,51 miliardi del 2019. Nel solo quarto trimestre l'ebitda rettificato è stato negativo per 454 milioni di dollari, meglio però rispetto ai 514 milioni del consensus di Refinitiv. Le perdite nette sono invece state pari a 54 centesimi per azione, contro i 56 centesimi stimati dagli analisti.

Il core business di Uber col Covid-19 passa da Mobility a Delivery

In chiusura di un anno straordinario per la pandemia di coronavirus, e in particolare proprio per l'impatto della crisi del Covid-19 sul business di Uber, il gruppo californiano ha registrato nel quarto trimestre un declino del 16% annuo dei ricavi a 3,17 miliardi di dollari, ampiamente sotto ai 3,58 miliardi stimati dagli analisti. Nel core business di Mobility il dato segna però un crollo del 52% annuo, a fronte del rimbalzo del 224% registrato in Delivery, segmento che è stato uno dei protagonisti in positivo durante il lockdown e lo è ancora oggi visto che, come ricordato da Heineken, nello scorso mese di gennaio ancora meno del 30% di bar e ristoranti era operativo in Europa (e nel resto del mondo la situazione non è poi così diversa). In termini di ordinativi lordi Mobility ha chiuso il quarto trimestre con 6,79 miliardi di dollari, in crescita del 50% annuo contro il rimbalzo del 130% di Delivery a 10,05 miliardi. Segno che ormai sono diventate proprio le consegne il vero core business di Uber.

E la tendenza prosegue con Drizly, Cornershop e anche H&M

Tendenza che ovviamente l'azienda continua a cavalcare, come evidenziato dall'accordo annunciato a inizio mese per il takeover di Drizly, per una valutazione della società di Boston di 1,1 miliardi. Drizly, attraverso il sito web e l'omonima app, offre un servizio di acquisto e consegna a casa di alcolici. E il delivery è sempre meno limitato ai servizi di ristorazione: il gruppo ha acquisito la start-up Cornershop, che offre la consegna della spesa alimentare in Messico, Cile, Perù e Canada, e siglato partnership, sempre per il Canada, con il colosso svedese del retail d'abbigliamento Hennes & Mauritz (H&M) e in Giappone con Seiyu, catena di supermercati, centri commerciali e grandi magazzini.

(Raffaele Rovati)