La corsa di Microsoft non sembra proprio destinata a fermarsi e Redmond continua a mettere a segno nuovi record di bilancio. Abbastanza per spingere il titolo sui massimi storici a Wall Street. Microsoft, dopo avere chiuso in rialzo dello 0,64% martedì al Nasdaq, scambiava in ulteriore crescita di circa il 2% in after market. Da inizio 2021 si è apprezzato di oltre il 42% contro il circa 24% dell'S&P 500. Mentre la capitalizzazione si consolida sopra i 2.000 miliardi di dollari Microsoft resta un buy a Wall Street? Per gli analisti la risposta è sì, visto che le prospettive di crescita non accennano a ridimensionarsi. 

Microsoft buy dopo nuovi record di ricavi e nuovi massimi al Nasdaq

In luglio Microsoft aveva archiviato il primo esercizio della sua storia con oltre 60 miliardi di dollari di profitti (superando anche i 165 miliardi di ricavi) e martedì, dopo la chiusura di Wall Street, ha comunicato risultati relativi al primo trimestre dell'anno fiscale 2022 (chiuso lo scorso 30 settembre) segnati da profitti netti rimbalzati di quasi il 48% a 25,05 miliardi di dollari. Per la prima volta il colosso Usa supera i 20 miliardi di utile in un trimestre, sfondando il precedente record assoluto di 16,46 miliardi registrato nel precedente periodo, il quarto trimestre 2021. Microsoft ha precisato che la performance è stata aiutata da 3,3 miliardi di dollari di benefici fiscali straordinari, ma l'eps rettificato di 2,27 dollari si è comunque rivelato migliore rispetto ai 2,08 dollari del consensus di FactSet.

Microsoft un buy grazie anche ai ricavi record di Intelligent Cloud

I ricavi sono invece cresciuti nei tre mesi da 37,1 a 45,3 miliardi di dollari, grazie al rimbalzo del 31% di quelli della divisione Intelligent Cloud, contro i 44,0 miliardi del consensus di FactSet. Il cloud continua a essere il principale driver della crescita di Microsoft e lo è da quando il chief executive Satya Nadella ha preso le redini del gruppo da Steve Ballmer nel 2014. Intelligent Cloud, che comprende Azure, ha segnato ricavi in crescita da 12,99 a 16,96 miliardi, contro i 16,57 miliardi del consensus di FactSet. Microsoft, a differenza delle rivali Amazon Web Services (Aws, la sussidiaria di servizi cloud di Amazon.com) e Google Cloud di Alphabet, non comunica i risultati disaggregati di Azure, ma ha dichiarato che le vendite sono rimbalzate del 50% annuo, contro il 49% stimato dagli analisti.

Preferita dagli hedge e gli analisti confermano buy su Microsoft

Anche se la sostenibilità di questa crescita rimane un punto interrogativo, il buy sembra tutt'altro che in discussione. Ubs, per esempio lo conferma per i prossimi 12 mesi, con target price di 350 dollari (Microsoft ha chiuso a 310,11 dollari martedì). Come nota Yahoo! Finance, Redmond è uno dei titoli favoriti tra gli hedge: dopo la precedente trimestrale Microsoft era terza tra i 30 titoli più popolari per i fondi speculativi. Se tuttavia gli hedge non possono essere considerati un punto di riferimento per gli investitori "normali", Microsoft continua a essere apprezzata a 360 gradi. Secondo l'investment manager Alger, l'offerta di "software in abbonamento di Microsoft e i servizi cloud hanno un profilo di crescita duraturo perché migliorano le iniziative di crescita dei clienti e li aiutano a ridurre i costi". "Gli investitori apprezzano la forte generazione di free cash flow di Microsoft e il suo ritorno di denaro agli azionisti sotto forma di dividendi e buyback", aggiunge Alger. (Raffaele Rovati)