Nvidia fa l'ennesimo record di ricavi ma la trimestrale dell'azienda di Santa Clara non è priva di ombre. Delude soprattutto il segmento legato alle criptovalute: le vendite di Cryptocurrency Mining Processor (Cmp, i chip pensati per reagire alla tendenza che ha visto negli anni scorsi i "minatori" di Bitcoin fare incetta sul mercato dei processori progettati invece per i videogiochi) si sono infatti limitate a 266 milioni di dollari, contro i 400 milioni stimati in maggio dalla stessa Nvidia. Sullo sfondo, poi, c'è l'acquisizione da 40 miliardi di dollari di Arm, che si sta rivelando più complessa del previsto. In ogni caso Nvidia scambiava in progresso di oltre il 2% in after market, dopo avere perso il 2,15% mercoledì a Wall Street, a fronte però del crollo del 3,83% della rivale Advanced Micro Devices (Amd), peggiore del Nasdaq (terza peggiore performance invece dell'S&P 500).

Nvidia da record sui ricavi. Delude business in criptovalute

Nvidia rimane buy? Per 34 dei 41 analisti che coprono il titolo la risposta era sì, prima della presentazione della trimestrale. E, riporta MarketWatch, il target price medio è di oltre 204 dollari, contro i 190,40 dollari della chiusura di mercoledì. Livello raggiunto di recente: proprio settimana scorsa, per esempio, C.J. Muse, analista di Evercore, aveva alzato il prezzo obiettivo da 187,50 a 250 dollari. Alla fine, va ricordato, stiamo parlando di una società apprezzatasi a Wall Street di circa il 45% da inizio anno e che oggi vale più di quanto capitalizzano, insieme, le rivali Intel, Amd e Micron Technology. Nvidia ha battuto le stime degli analisti in termini di ricavi per nove trimestri consecutivi e i risultati pubblicati mercoledì non hanno fatto eccezione.

Ancora buy Nvidia? Per 34 analisti su 41 la risposta è sì

Nei tre mesi allo scorso 1° agosto, i ricavi sono infatti rimbalzati del 68% annuo. Certo, si tratta di un rallentamento rispetto all'84% del precedente periodo ma il nuovo record storico di 6,51 miliardi si confronta con i 6,33 miliardi del consensus di FactSet e con i 6,17-6,43 miliardi della guidance di maggio della stessa Nvidia. Il secondo trimestre di Nvidia si è chiuso con un rimbalzo dei profitti netti da 622 milioni di dollari, pari a 25 centesimi per azione, a 2,37 miliardi, e 94 centesimi. Su base rettificata l'eps è sostanzialmente raddoppiato da 55 centesimi a 1,04 dollari, contro gli 1,01 dollari del consensus di Refinitiv.

Nuovi record ma per Nvidia resta aperta la vicenda Arm

Rimane aperta, però la vicenda Arm. "Stiamo attraversando il processo normativo anche se alcuni licenziatari di Arm hanno espresso preoccupazioni e si sono opposti alla transazione e le discussioni con i regolatori stanno richiedendo più tempo di quanto inizialmente pensassimo", ha dovuto ammettere Colette Kress, chief financial officer di Nvidia. Diversi gli ostacoli per la megaoperazione che a fine giugno aveva ricevuto l'inatteso appoggio di Broadcom, dopo che colossi del calibro di Google e Microsoft e prima ancora Qualcomm avevano espresso la loro contrarietà. A inizio agosto, per altro, Bloomberg riportava che la Gran Bretagna starebbe valutando di bloccare il deal sull'azienda, che ha base a Cambridge, in Inghilterra, a causa delle preoccupazioni sui rischi per la sicurezza nazionale.

(Raffaele Rovati)