Per le Faang (Facebook, Apple, Amazon.com, Netflix e Google, ovvero Alphabet) si chiude una tornata di trimestrali a due facce (almeno a giudicare dalle performance a Wall Street), con i conti di Apple e di Amazon.com. Il colosso dell'e-commerce ha comunicato risultati segnati da un rosso monstre causato dalla minusvalenza sull'investimento in Rivian Automotive (come successo all'altra azionista della start-up Ford Motor, che ha segnato perdite per 3,1 miliardi nei primi tre mesi dell'esercizio). Tuttavia Amazon ha fatto peggio rispetto alle attese del mercato anche al netto di questa voce straordinaria. E il risultato è stato un crollo superiore al 9% in after market, dopo il rally del 4,65% registrato giovedì al Nasdaq in una giornata di netto recupero per il settore tecnologico, al traino del rimbalzo del 17,59% segnato da Meta Platforms (Facebook).

Dopo Ford anche Amazon.com in rosso per minusvalenza su Rivian

Amazon ha chiuso il trimestre con perdite nette per 3,84 miliardi di dollari, contro gli 8,11 miliardi di utile di un anno prima e i 14,32 miliardi dell'ultimo periodo del 2021, quando l'investimento in Rivian si era concretizzato in un regalo di Natale da quasi 12 miliardi. Da inizio anno il titolo della rivale di Tesla ha perso quasi il 70% al Nasdaq. Al netto di Rivian, i profitti sarebbero stati intorno a circa 4 miliardi, contro i 4,47 miliardi attesi. E l'utile operativo, che ovviamente non prende in considerazione gli investimenti azionari, è crollato da 8,86 a 3,67 miliardi, contro i 5,32 miliardi del consensus di FactSet. I ricavi sono comunque saliti da 108,52 a 116,44 miliardi, sopra ai 116,45 miliardi delle attese del mercato.

In rosso su Rivian ma Amazon.com fa comunque peggio delle attese

"La pandemia e la successiva guerra in Ucraina hanno portato a crescita e sfide insolite", ha ammesso il chief executive Andy Jassy. E, ovviamente, il trimestre è stato condizionato dall'impennata dei costi per il carburante e più in generale da un'inflazione record praticamente ovunque nel mondo. Il chief financial officer Brian Olsavsky, scrive MarketWatch, ha quantificato in circa 6 miliardi di dollari i costi aggiuntivi che Amazon ha dovuto sostenere nei primi tre mesi del 2022. "Circa due terzi sono sotto il nostro controllo e, con la normalizzazione della domanda, rimaniamo concentrati sul ridimensionamento della nostra struttura dei costi e sull'eliminazione delle inefficienze. La nostra previsione è che sosterremo circa 4 miliardi di dollari di questi costi incrementali nel secondo trimestre", ha sottolineato Olsavsky.

Oltre a Rivian sul trimestre di Amazon.com pesa la crescita dei costi

Durante la pandemia Amazon ha di fatto raddoppiato la sua forza lavoro (i dipendenti erano meno di 800.000 a fine 2019 e sono saliti a oltre 1,6 milioni allo scorso 31 marzo). Il gruppo di Jeff Bezos, riporta ancora MarketWatch, non prende in considerazione licenziamenti nel suo network per l'evasione degli ordini ma Olsavsky ha anticipato sforzi per ottenere più soldi dalla rete di magazzini. "Oggi, visto che non stiamo più inseguendo la capacità fisica o di personale, i nostri team sono concentrati sul miglioramento della produttività e dell'efficienza dei costi in tutta la nostra rete. Sappiamo come farlo e l'abbiamo già fatto", ha spiegato Olsavsky. "Questo potrebbe richiedere del tempo, in particolare perché siamo impegnati a gestire le continue pressioni inflazionistiche e sulla supply chain. Tuttavia vediamo progressi incoraggianti su una serie di aspetti della customer experience", ha concluso. (Raffaele Rovati)