I social sono oggigiorno il mezzo più utilizzato per trovare e offrire lavoro. Tale strumento consiste in un approccio totalmente virtuale tra il datore di lavoro e con colui che riceve l'offerta. È importante conoscere i canali più utilizzati,e usarli con parsimonia. Adoperare le strategie e relazionarsi correttamente nella sfera digitale è fondamentale, sia per tutelare se stessi e sia per favorire il rapporto di fiducia che si verrà a instaurare in modalità simbiotica coi soggetti interessati.

Quindi è utili approffondire lo studio inerente ai rapporti virtuali, per attirare l'attenzione dell'interessato e per ricevere una risposta, da quest'ultimo, positiva.

Come usare i social con consapevolezza

Un contatto consapevole e diligente quindi, è regolarmente il criterio migliore per incanalarsi nell'area  computerrizata. Il datore di lavoro inevitabilmente analizza le attività svolte nei canali del soggetto prescelto, che può sentirsi di conseguenza particolamente in soggezzione, ma questo non deve assolutamente vincolare l'impegno avviato, in quanto può svantaggiare l'interessato.

D'altro canto, in base ai dati e conferme poste fino a pochi mesi fa, il 47% dei titolari di imprese professionali, hanno affermarmato la condizione di disagio che si vengono a creare qualora si invita per un colloquio una persona che sui social è completamente assente, ovvero non pratica dinamicamente il suo ruolo nel digitale, se non sporadicamente. Vicenversa  sono molti i datori di lavoro che aggradano il coinvolgimento costante di una persona.

Se invece si ha a che fare con un soggetto completamente inattivo, la considerazione che fa percepire è di essere poco limpido e chiaro, di conseguenza non trasmette fiducia.

Un altro pensiero errato è quello di supporre che i datori di lavoro visionano ogni utente solo per non garantire l'assunzione lavorativa a un dipendente, perché accade in realtà totalmente l'incontrario. Di solto, il controllo del profilo social si effettua quando il responsabile, una volta preso visione del curriculum del candidato, trova interessante il suo profilo e, quindi, utilizza i canali social per avere maggiori chiarezze e sicurezze. 

Cosa evitare

  • la pubblicazione di foto e video provocatori, quindi inappropriati.
  • la condivisone tramite storie, foto e sempre video che riprendono l'andamento della serata all' insegna di alcool o droghe.
  • commenti giudiziari verso specifiche categorie prese di mira.
  • fandonie relative ai titoli di studi posseduti o al' attività professionale.
  • limitate o inappropriate capacità comunicative.
  • la registrazione ai social con nomi non propi, quindi poco consoni o poco professionali.
  • condivisione di avvenimenti personali riguardanti la professione svolta in precedenza e le diffamazioni rivolte al precedente datore di lavoro.

Tali notei sono sempre da tenere in considerazioneTra l'altro il 48% dei capi utilizza canali social per informarsi meritevolmente anche sui propri dipendenti. Infatit il 34% ha dichiarato di aver reperito contenuti e motivazioni concrete che li hanno portati successivamente ad acquisire un atteggiamente diligente e severo, se non all' esonero del lavoratore. 

Importante è prendersi cura della reputazione che noi stessi mostriamo al pubblico: bisogna prestare attenzione a quello che si digita o pubblica ed è opportuno condividere esclusivamente quello che è affine all'ambito professionale, se si vuole mirare a trovare un lavoro.

E' importante creare una rete di contatti lavorativi. La prossima persona che aumenterà i seguaci potrebbe sentirsi ad eesmpio totalmente interessante da proporre un lavoro e rendere il soggetto in questione noto al suo superiore. Non individuare solo l'ambito di tuo interesse,  ma è importante amplificare le cnonoscenze anche online. Seguire le persone che hanno le stesse passioni, ma anche interagire con coloro che ne hanno di differenti. Potrebbe facilitare tale incastro l’iscrizione a precisi gruppi Facebook o LinkedIn classificati a specifiche categorie di esperti. 

Infine, bisogna sì condividere, ma con prudenza, curare la reputazione online non vuol dire essere coinvolto in ogni controversia, e attivarsi gran parte della giornata. Per questo motivo è importante ponderare sia la presenza digitale sia il numero di post, foto e video che si pubblicano.

Il pericolo che si andrebbe ad incombere, nel caso di una pubblicazione spasmodica e quasi ossessiva, è quello di far perdere curiosità. Individuare con precisione l'argomento di cui parlare e valutare quando è il momento o meno di esporsi. Questo è uno dei primi passi professionali che fanno apparrire la persone non troppo invadente, ma disciplinata anche nell'ambito lavorativo. 

Come i datori di lavoro usano i social media

Che i social media abbiano ormai un ruolo predominante nella quotidianità e spesso non riusciamo a farne a meno, in quanto è uno strumento telematicamente sempre a portata di mano, oramai è garantito. Infatti, ha anche lo scopo e offre l'opportunità per interfacciarsi nella sfera personale di una persona, come i gusti personali, le sue condivisioni, passioni, pensieri e sui atteggimenti nei confronti di tale piattaforma.

Questo lo appurrano le aziende, che hanno avuto modo tramite situazioni e vicisitudini dirette, come tali applicazioni siano tra i migliori strumenti di cui servirsi per agevolare attitudini. 

Una ricerca di Jobvite,  svolto qualche anno fa, nel 2015, quando i social si stavano appena evolvendo nella sua forma, ha verificato come le aziende si relazionano con i candidatato tramite computer, e l'indagine precisamente ha rivelato che: 

  • l'87% di loro assume personale tramite il canale LinkedIn.
  • il 55%   per selezionare i candidati usa Facebokk ( solitamente sono coloro che lavorano nelle risorse umane).
  • il 47% identifica i soggetti invece tramite gli account Twitter, infine solamente il 3% tiene in considerazione altre piattaforme social. 

Queste statistiche confermano sempre più come i social siano diventati uno strumento sempre più strategico per i datori di lavoro, passando dall'essere dei semplici canali di interazione a dei veri e propri mezzi di conoscenza dei soggetti, per valutare la loro sfera lavorativa. 

I social più utilizzati

Per l'assunzione alla prestazione e l'analisi del profilo del candidato, che verrà eventualmente insierito nella propia azienda, si contempla e utilizza i canali  Facebook, Twitter e LinkedIn

Grazie a Facebook è possibile capire come le persone in cerca di lavoro interagiscono con i brand e le aziende che ritengono interessanti e coinvolge persone di ogni età e provenienza culturale, al contrario di Instagram che è utilizzato da persone il linea di massimo giovani. Twitter, è molto diretto e chiaro, indicato da messaggi brevi e mirati.

Infine LinkedIn, una delle più grandi piattaforme con la più grande connessione professionale del mondo digitale,  e il social media più utilizzato per creare collegamenti lavorativi, cercare offerte e organizzare incontri utili alla sfera lavorativa.

Sicuramente dopo i canali appena elencati ne troviamo anche altri, che anche se meno ricercati, a volte vengono presi in considerazione dai datori di lavoro. Tra questi c'è sicuramente la comparsa di YouTube e Instagram (che bisogna considerare i metodi di approccio elencati nei primi paragrafi per giovare di una notevole ed efficace rete Interpersonale tra i due soggetti interessati).

Lavorare con i Social Network

La maggior parte delle persone accedono alla connessione social  per socializzare,conoscere persone, menzionarle nei post preferiti, massaggiare , o sinteticamente per passare un po di tempo. Ma solamente alcuni di essi riescono ad acquisire nel portafoglio gradevoli guadagni tramite l'entrate di questi canali.

La retribuzione di coloro che lavoro tramite social, nel gergo attuale chiamato fashion blogger, tramite social è garantita da aziende o da esperti professionali d'imprese, che hanno l'obiettivo di rafforzare un forte brand online. E’ un lavoro in forte crescita, ma molti non riescono ad applicarsi all'interno di questa sfera  digitale con scopo lavorativo, semplicemente perché è importante possedere conoscenze gli strumenti, nonché strategie per svolgere tali mansioni richieste.  

E' sicuramente molto più importante avere un profilo con solo 1000 seguaci, tutti interessati alle pubblicazioni che personalmente si garantiscono, piuttosto che avere una pagina da 100.000 seguiti in cui non interagiscono agli argomento esposti.

La retribuzione garantita per ogni singolo professionista digitale va dai 1500 euro per le prime due settimane, fino ad arrivare a un aumento più dilatato col tempo.

 Molte persone che iniziano a lavorare in questo e altri settori si abbattono del fatto che non trovano lavoro perché non hanno mai fatto la così detta gavetta, esperienza, o non sono abbastanza conosciuti.

In realtà l'esperienza è più facile ottenerla più di quanto si pensa, ovvero promuovendo se stessi! Come? Iniziare a creare una pagina Facebook,  un account Twitter ed un sito, curare ogni dettagli, essere partecipe attivandosi regolarmente, aumentate l’interesse da parte del pubblico che ci ganartisce una reazione propensa all'andamento del canale e caricate con cura l' immagine personale online.

Quando un’azienda sarà curiosa andrà ad analizzare il profilo del soggetto preso in causa, come si "muoverà" nel campo, se deguatamente o in modo errato, le precedenti azioni passate e le passioni coltivate. Diversamente, se si possiede una pagina Facebook con neanche 100 like, un profilo twitter che è letteralmente non attivo e un sito poco curato, indubbiamente non sarà considerato favorevolmente.

Di seguito il video youtube di Ilenia Zodiaco che riporta la sua personale esperienza nel mondo digitale e le funzioni pratiche all'interno di esso:




E' fondamentale, almeno all' iniziare non determinarsi su una sola mansione, bensì basarsi su tutta la sfera social. Le figure più spiccate in questo ambiente sono senz'altro l’Online Community Manager che ricopre la mansione della gestione per community, il Social Media Marketing Manager che realizza le campagne promozionali e alla promozione sui social, il copywriter che scrive  e dedige i testi, il Social Media Analyst che studia quali sono le campagne pubblicitarie sui social che hanno soddisfatto il miglior capitale.