La transizione digitale sta percorrendo la sua strada a ritmi sostenuti. Tra le tante novità che sono entrate a far parte della nostra vita, occupa un posto di rilievo lo Spid, ovvero il Sistema Pubblico di Identità Digitale. 

Per i cittadini privati, per le imprese e per i lavoratori lo Spid rappresenta sempre di più una necessità: uno strumento indispensabile per poter aver accesso ad una serie di servizi, a partire da quelli delle Pubblica Amministrazione fino alla richiesta di Bonus ed incentivi. 

Ma lo sapevi che esistono più tipologie di Spid? Non c’è, infatti, soltanto quello a cui siamo abituati nel quotidiano, per intenderci lo Spid personale. Ma esiste anche un Servizio di identità digitale professionale per le aziende e i professionisti

L'Agenzia per l'Italia Digitale, con la Determina n. 318/2019, pubblicata il 6 novembre del 2019, ha emanato le linee guida per il rilascio dello Spid ad uso professionale.

In questo articolo analizzeremo lo Spid professionale: di cosa si tratta, chi può richiederlo e come si ottiene. Successivamente, faremo una panoramica generale sullo Spid, analizzando anche analogie e differenze con lo Spid personale.

Spid: una rivoluzione nelle nostre vite

Se fino a pochi anni fa il Sistema Pubblico di Identità Digitale era sconosciuto alla maggior parte dei cittadini, da qualche tempo a questa parte rappresenta uno strumento di importanza fondamentale.

A tal proposito, sul sito agendadigitale.eu si possono leggere alcuni dati molto significativi, per comprendere al meglio l’incremento dell’uso quodiano di questo strumento. Durante lo scorso anno, infatti, il suo utilizzo è cresciuto:

“[…] tanto da registrare oltre 20 milioni di identità attive, rispetto ai 5 milioni registrati a fine 2019. Un trend confermato anche dai dati del primo semestre del 2021, in cui si registrano più di 6 milioni di identità attivate”.

Infatti, oggi più che mai essere in possesso della propria identità digitale è indispensabile per poter accedere a molteplici servizi online. Ma non solo: anche nel mondo del lavoro lo Spid è molto richiesto. Si legge sempre sul sito agendadigitale.eu:

“[…] sta anzi diventando una delle modalità preferite da imprese e professionisti per accedere – in primis – ai servizi online della Pubblica Amministrazione”.

Analizziamo in cosa consiste lo Spid per uso professionale, quando è stato istituito e perché.

Spid professionale: ecco di cosa si tratta

Il 1° dicembre 2019, sono entrate in vigore le linee guida per il rilascio dello Spid ad uso professionale, pubblicate dall'Agenzia per l'Italia Digitale. In questo modo, lo Spid può essere usato anche in ambito lavorativo e non soltanto ad uso privato e personale.

Infatti, quotidianamente, lo Spid viene utilizzato, per esempio, per richiedere bonus e incentivi, oppure per iscriversi ai concorsi pubblici che lo richiedono.

All’interno delle linee guida pubblicate dall’AgId si legge che le identità digitali rilasciate per uso professionale:

“[…] sono quelle utili a provare l’appartenenza di una persona fisica all’organizzazione di una persona giuridica e/o la sua qualità di professionista”.

Quindi, è facilmente comprensibile che lo Spid professionale è dedicato ai professionisti e alle imprese.

Ma cos’ha di particolare e di diverso il Servizio Pubblico di Identità Digitale professionale? È particolare, in quanto non contiene soltanto i dati relativi alla persona fisica, ma anche quelli della persona giuridica. A tal proposito, è bene sottolineare che bisogna distinguere due tipologie:

  • Spid uso professionale della persona fisica;
  • Spid uso professionale della persona giuridica.

Così come si legge sul sito fiscoetasse.com:

“Lo spid ad uso Professionale consente di accedere a tutti i servizi della PA che richiedono espressamente un accesso con SPID Professionale, ma nel caso dello spid professionale per persone fisiche non preclude l’accesso a tutti i servizi di tipo Personale”.

Ma come si richiede lo Spid professionale? Scopriamolo!

Spid professionale. Come si richiede? Una breve guida.

Sulle linee guida pubblicate dall’Agenzia per l’Italia Digitale, troviamo spiegate, molto chiaramente, le modalità di rilascio dello Spid professionale.

Vi sono alcune differenze tra lo Spid ad uso professionale della persona fisica e lo Spid per uso professionale della persona giuridica

Iniziamo analizzando le modalità di rilascio dello Spid uso professionale della persona fisica.

In questo primo caso, il gestore è tenuto a verificare l’identità della persona fisica che richiede l’identità digitale. Per poter procedere alla verifica, il soggetto richiedente può autenticarsi tramite un servizio di rete, utilizzando il suo Spid, a patto che questo sia stato rilasciato dallo stesso Idp, al quale si richiede lo Spid professionale e, inoltre, così come si legge sulle linee guida pubblicate dall'AgID:

“[…] siano di livello pari o superiore a quelle richieste. Tale limitazione non si applica nel caso in cui siano intervenuti specifici accordi di natura privata fra gli IdP.

Passiamo, adesso, ad analizzare come si richiede lo Spid per uso professionale per la persona giuridica

In quest’altro caso, invece, il gestore è tenuto a controllare l’identità del richiedente e deve anche verificare che esso abbia il titolo per poterlo richiedere.

Dove si richiede lo Spid per uso professionale? I gestori sono tanti, non resta che scegliere il più adatto alle proprie esigenze.

Spid: personale e professionale. Quali sono le differenze?

Fino a non molti anni fa, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, era uno strumento utilizzato, prettamente dai cittadini, per accedere ad una serie di servizi che, appunto, richiedevano un’identità digitale. Ma anche dalle imprese che volevano avvalersi di questo sistema.

Dal 2019, l’Agenzia per l’Italia Digitale, ha annunciato che poteva essere richiesto anche un altro tipo di Spid, ovvero quello ad uso professionale, pubblicando le istruzioni operative. Si legge, infatti, sul sito lanazione.it che:

“Il responsabile legale di un’organizzazione, che sia società, impresa, ente, può richiedere e utilizzare la propria identità digitale per accedere ai servizi online. A tale scopo è anche possibile dotare i propri dipendenti di identità digitali per uso professionale della persona giuridica”.

Una differenza molto importante che è bene sottolineare è che lo Spid professionale è costituto, inoltre, dall'"attributo-estensione Purpose, valorizzato con codice P" (così come si legge sulle linee guida).

Spid: quando nasce e che cos’è

Lo abbiamo già detto, ma repetita iuvant! Spid è l’acronimo di Servizio Pubblico di Identità Digitale. Si tratta, molto semplicemente, di una credenziale formata da un username e da una password. Possiamo affermare, quindi, che lo Spid è un vero e proprio sistema di autenticazione online, che consente l’accesso ad una serie di servizi messi a disposizione dalla Pubblica Amministrazione, dall’Inps, dall’Agenzia delle entrate, dalla scuola e così via.

Ne abbiamo sentito tanto parlare, in particolar modo, durante il periodo della pandemia, in quanto per poter richiedere molte delle misure messe in campo per sostenere il reddito, come i vari bonus e le agevolazioni, era richiesto proprio lo Spid.

Possono richiedere lo Spid solo i maggiorenni e, per farlo, devono avere a portata di mano di seguenti documenti: 

  • Un documento di identità;
  • La Tessera Sanitaria;
  • Un indirizzo e-mail;
  • Un numero di cellulare.

Quali sono le modalità di riconoscimento? È possibile richiedere lo Spid utilizzando una delle seguenti modalità: tramite il riconoscimento di persona, via web cam, utilizzando la Cie oppure la Cns. Ovviamente, è bene sempre seguire le indicazioni del gestore scelto.

Per quanto riguarda, invece, i residenti all’estero, potranno scegliere una modalità di riconoscimento dove è presente l’icona Eu e del mondo.

Non resta che scegliere il gestore che offre i servizi più adatti alle esigenze di ognuno. Pertanto, è bene sottolineare che esistono diversi livelli di sicurezza dello Spid.

Analizziamoli, brevemente.

Spid e livelli di sicurezza: ecco le differenze!

Come già detto, è bene valutare al meglio qual è il servizio più adatto alle proprie esigenze. Bisogna considerare anche il livello di sicurezza che richieste il sistema al quale dobbiamo accedere, anche perché, è bene sottolineare, che non sono richiesti sempre tutti

Ma quali e quanti sono i livelli di sicurezza? Sono tre livelli e si differenziano tra di loro, proprio in base alla sicurezza e all’affidabilità. Ovviamente, l’ultimo livello risulterà essere il più sicuro. Eccoli in elenco:

  • 1° livello di sicurezza: si può accedere utilizzando username e password;
  • 2° livello di sicurezza: si può accedere utilizzando username e password e un codice temporaneo (OTP);
  • 3° livello di sicurezza: si può accedere utilizzando username e password e altri sistemi, come la smart card, fornita dal gestore.

Quindi, è bene ribadire che è sempre bene prima accertarsi del livello di sicurezza richiesto dal servizio al quale si vuole accedere e, poi, decidere quale Spid richiedere e quale gestore scegliere. Per la scelta del gestore si consiglia di visualizzare la tabella pubblicata dall'AgId, al seguente link.