Si sente parlare, sempre più spesso e soprattutto negli ultimi tempi, di identità digitale, per poter accedere a diversi servizi online. Un tipo di identità di digitale molto diffuso e, soprattutto, molto utilizzato dalle persone è lo Spid.

Si tratta di un vero e proprio sistema di autenticazione personale che, oggi più che mai, permette l’accesso a molti servizi online: a partire dalle richieste per i vari bonus, incentivi e sostegni al reddito, fino all’utilizzo dei servizi messi a disposizione da portali molto utilizzati dai cittadini, ovvero l’Inps e l’Agenzia delle entrate.

Ma sai tutto ciò che riguarda il Sistema Pubblico di Identità Digitale?

In questo articolo andremo a parlare dello Spid, spiegando prima di tutto di cosa si tratta e quali sono le sue origini e percé, come richiederlo e, soprattutto, qual è la sua funzione.

Intanto, consiglio di visualizzare il video di La Tecnologia per tutti, in cui viene spiegato brevemente e molto chiaramente cos'è lo Spid e come si richiede nel 2021.

Spid: cos’è il Servizio Pubblico di Identità Digitale?

L’Identità digitale sta, man mano, diventando obbligatoria per poter accedere a molteplici servizi online, come, per esempio, a quelli messi a disposizione dalla Pubblica Amministrazione. Ma non solo: l'Identità digitale, viene richiesta, ormai, anche per richiedere le misure di sostegno al reddito. Ne abbiamo avuto prova soprattutto negli ultimi tempi e nel periodo di pandemia.

Su un articolo pubblicato sul sito informazionefiscale.it si legge, infatti, che:

“L’identità digitale SPID consente, tramite il proprio username e password, di effettuare prenotazioni sanitarie, iscrizioni a scuola o di accedere ai servizi online dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS”.

Infatti, un sistema molto diffuso è lo Spid! Sciogliendo il suo acronimo, ci troviamo di fronte la sigla di "Servizio Pubblico di Identità Digitale". È bene spiegare, a questo punto, di cosa si tratta.

L’identità digitale Spid è uno strumento che permette di accedere ai servizi online, permettendone l’autenticazione. 

Sul sito ufficiale spid.gov.it, si legge che:

“Con il Sistema Pubblico di Identità Digitale accedi in un click ai servizi online della Pubblica Amministrazione e dei privati aderenti, ogni volta che su un sito o un'app trovi il pulsante “Entra con SPID””.

Chiarito di cosa si tratta, è bene fare qualche cenno storico, andando a vedere quando e come nasce il Servizio Pubblico di Identità Digitale.

Spid: quando è stato istituito e perché?

Il Sistema Pubblico di Identità Digitale ha già qualche anno sulle spalle. Infatti, anche se soprattutto durante gli ultimi anni se n’è sentito parlare più frequentemente, fino a farlo diventare uno strumento indispensabile, è bene ricordare che nasce nel 2014.

Proprio nel 2014, su proposta del deputato Stefano Quintarelli, lo Spid ha avuto il suo primo provvedimento attuativo. Approda, infatti, per la prima volta in Gazzetta Ufficiale, precisamente nella numero 285/2014.

In questo primo provvedimento sono riportate tutte le caratteristiche dello Spid, oltre che il suo regolamento.

Non passo molto tempo e il 28 luglio del 2015, l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), ha emanato le quattro linee guida che bisogna seguire, attraverso la pubblicazione della Determinazione n.44.

Sul sito laleggepertutti.it, a tal proposito, si legge che:

“Giungono, per cominciare, i primi gestori accreditati, grazie ai quali gli utenti potranno poi autenticarsi. Oltre alle regole tecniche e alle modalità attuative, si chiariscono anche alcuni punti oscuri: come, per esempio, la possibilità di far convogliare nella nuova identità digitale gli account attivati presso provider preesistenti”.

Infatti, le quattro linee guida riguardano i seguenti punti:

  • L’accreditamento dei gestori;
  • L’utilizzo delle identità pregresse;
  • Le modalità attuative;
  • Le regole tecniche da seguire.

Per concludere, il regolamento ufficiale del Servizio Pubblico di Identità Digitale è arrivato il 15 settembre 2021.

La breve storia delle origini dello Spid, sostanzialmente, termina qui. È importante sottolineare soltanto che, a mano a mano, l’AgID ha iniziato ad accreditare i primi gestori dell’identità digitale - anche chiamati Identity Provider.

Spid: quali documenti servono per richiederlo?

Ormai, essedo lo Spid richiesto in molteplici ambiti, quasi tutti dobbiamo provvedere a richiedere e attivare la nostra Identità digitale. È molto più semplice di quanto si quanto si possa immaginare: serve pochissimo tempo e si richiedono pochissimi passaggi.

Tuttavia, prima di elencare quali documenti servono per richiedere lo Spid e spiegare quali sono le modalità di riconoscimento per ottenerlo è bene fare qualche doverosa precisazione.

Prima di richiedere lo Spid è necessario capire bene per quale scopo lo si intende usare. Spiegandoci meglio, è bene valutare quali servizi offrono i gestori e quali servono all’utente interessato.

Chiarito questo aspetto, bisogna innanzitutto evidenziare che possono richiedere l’identità digitale dello Spid soltanto i cittadini maggiorenni.

Quali documenti servono? È necessario tenere pronti i seguenti documenti:

  • Un documento di identità;
  • La Tessera sanitaria oppure il Codice fiscale;
  • Un numero di cellulare;
  • Un indirizzo e-mail.

Adesso, non resta altro che scegliere il gestore di identità digitale, chiamato anche Identity Provider.

Spid: come si richiede?

Per attivare il proprio Sistema Pubblico di Identità Digitale, prima di tutto, come abbiamo detto, bisogna scegliere il gestore che meglio soddisfa le proprie esigenze.

Si raccomanda di verificare che l’Identity Provider scelto sia abilitato al rilascio delle credenziali Spid. Si consiglia, pertanto, di consultare la lista dei gestori abilitati, stilata dall’Agenzia per l’Italia Digitale, al seguente link.

Successivamente, non bisogna far altro che registrarsi sul sito dell’Identity Provider, in questa maniera:

  • Inserendo i propri dati anagrafici;
  • Creando le proprie credenziali dello Servizio Pubblico di Identità Digitale;
  • Effettuando il riconoscimento, seguendo le modalità indicate sui siti dei vari gestori.

Sul sito spid.gov.it, si legge che:

“In alternativa puoi recarti presso una delle pubbliche amministrazioni che possono svolgere gratuitamente le procedure per identificarti e consentire il rilascio successivo di SPID”.

Come si effettua il riconoscimento? Vi sono quattro modi per effettuare il riconoscimento. In ogni caso, è molto semplice e su tutti i siti dei gestori sono presenti guide passo passo per richiedere e attivare l’Identità digitale. Eccoli elencati:

  • Recandosi personalmente, presso gli uffici dell’Identity Provider oppure, in alternativa, presso gli sportelli delle PA o, infine, presso le attività commerciali dei privati convenzionati con i gestori Spid;
  • Via web cam;
  • Utilizzando la Carta di Identità Elettronica (Cie) o un passaporto elettronico;
  • Utilizzando la Carta di Identità Elettronca (Cie), la Carta Nazionale dei Servizi (Cns), Tessera Sanitaria o la firma digitale.

Ovviamente, i tempi delle varie operazioni e di rilascio dell’identità digitale dipendono dai singoli gestori. 

Infine, è bene ricordare che le procedure di riconoscimento è quasi sempre gratuita per i clienti privati, ma, così come si legge su un articolo pubblico sul sito aranzulla.it:

"[...] alcuni servizi di riconoscimento più avanzati, ad esempio quello con il riconoscimento via webcam oppure quello di persona che prevede la presenza di un operatore umano, sono a pagamento".

Spid: tre livelli di sicurezza   

Per una completezza di informazioni, è bene sottolineare che lo Spid prevede tre livelli di sicurezza. A seconda del sito o del servizio a cui vogliamo accedere, verrà richiesto un livello diverso. Pertanto, è bene, prima di procedere a richiedere lo Spid, di verificare quale livello di sicurezza viene richiesto dal servizio sul quale vogliamo autenticarci.

Detto ciò, è bene analizzare quali sono questi livelli e qual è la differenza che intercorre tra di essi.

Come già detto, i livelli sono tre e si differenziano in base al grado di sicurezza e di affidabilità. Eccoli in elenco:

  • 1° livello: accesso ai servizi utilizzando username e password;
  • 2° livello: accesso ai servizi utilizzando username, password e un codice temporaneo “one time password” (OTP);
  • 3° livello: accesso ai servizi utilizzando username, password e altri sistemi di sicurezza, come per esempio una smart card, fornita dall’Identity Provider.

Spid: a cosa serve l’Identità digitale?

Una volta ottenuto lo Spid, è bene chiedersi dove si utilizza e, soprattutto, qual è la sua funzione. Ebbene, lo Spid serve, innanzitutto, per accedere ai servizi messi a disposizione delle amministrazioni, oppure, così come si legge sul sito spid.gov.it, ai servizi:

“[…] dei paesi dell’Unione Europea che hanno aderito al nodo eIDAS italiano e delle aziende che hanno scelto SPID come strumento di autenticazione per l’accesso ai propri servizi”.

Naturalmente, ci riferiamo sempre ai servizi online. La sua particolarità è che permette l’accesso ai servizi in modo più sicuro, efficiente e veloce.