Le richieste e le attivazioni del Servizio Pubblico di Identità Digitale stanno diventando sempre più numerose. Un po’ per necessità, in quanto possedere lo Spid è importante e indispensabile per poter accedere a molti servizi online delle amministrazioni. oltre che di enti privati.

Ma soprattutto negli ultimi tempi, lo Spid è diventato necessario anche per accedere alla propria area personale sul sito dell’Inps, dell’Agenzia delle entrate, per richiedere bonus e agevolazioni statali, oltre che per controllare il proprio status. Si tratta di due portali tra i più utilizzati dai cittadini, soprattutto durante il periodo della pandemia. 

Ma lo Spid serve anche per poter richiedere misure di sostegno al reddito, come il RdC e il Rem. Pertanto, sempre più cittadini si sono attivati a richiedere la propria identità digitale. Ma quali sono i documenti necessari per procedere alla sua attivazione?

In questo articolo andremo ad analizzare proprio questo particolare fondamentale aspetto per procedere all’attivazione della propria identità digitale Spid.

Spid: di cosa si tratta e perché è importante!

Sempre più richiesto per poter accedere a molti servizi online, per potersi iscrivere ai concorsi pubblici, per richiedere bonus, agevolazioni e sostegni al reddito, lo Spid sta subendo un incremento considerevole di attivazioni. 

Sta per Sistema Pubblico di Identità Digitale e si tratta, in parole povere, di un sistema che permette all’utente di autenticarsi online, presso il servizio interessato, in modo sicuro, veloce e agile. Si legge, a tal proposito, sul sito laleggepertutti.it:

“Si tratta di una modalità sicura di individuazione della persona fisica attraverso le procedure informatiche”.

Lo Spid si compone di un username e di una password. A seconda del livello di sicurezza richiesto sui vari siti, bisogna utilizzare anche un codice temporaneo oppure un supporto fisico. Ma dei livelli dello Spid ce ne occuperemo in seguito.

È bene ragionare anche sul perché lo Spid ha subito una accelerazione molto significativa. Innanzitutto, bisogna tenere in considerazione la rivoluzione digitale in atto. La transizione digitale ha subito una spinta soprattutto durante e dopo il periodo della pandemia, in alcuni casi, anche per forza di cose. 

Richiedere alcuni servizi da casa, durante la pandemia del coronavirus, è stata una necessità e l’identità digitale ha giocato un ruolo decisivo. Sul sito quotidiano.net, leggiamo che:

“Circa due anni fa, a novembre 2019, erano 5 milioni, salite a 6 a fine febbraio 2020. Oggi sono oltre 25 milioni e 350mila (dati dell’Agenzia Italiana per il Digitale). Solo da inizio anno, c’è stato un aumento del 61,5% dei rilasci […]”.

Una fotografia che fa comprendere al meglio come i numeri di richiesta e attivazione delle identità digitale dello Spid sia cresciuta esponenzialmente. Ma quali sono i documenti necessari per poter richiedere il proprio Servizio Pubblico di Identità Digitale? Andiamo a scoprilo, qui di seguito.

Spid: quali sono i documenti che servono?

Prima di passare ad elencare quali sono i documenti necessari alla richiesta dello Spid, è bene sottolineare che l’interessato all’attivazione della propria identità digitale, prima di tutto, deve scegliere il gestore, chiamato anche Identity provider.

La scelta del gestore giusto e più adatto alle esigenze di ognuno dipende da molti fattori. Probabilmente, la motivazione principale risiede nel livello di sicurezza garantita dall’Identity provider, oppure anche se si è o meno già cliente di quel gestore per altri servizi, o ancora dai servizi messi a disposizione dal gestore o dalla modalità di riconoscimento disponibile.

In ogni caso, a prescindere dal gestore scelto, la procedura di richiesta e attivazione dello Spid è, sostanzialmente, sempre la stessa. Prima di tutto, sottolineiamo che bisogna seguire tutte le istruzioni fornite sul sito, registrarsi ed essere in possesso di questi documenti:

  • Un documento di riconoscimento: carta di identità, patente, passaporto;
  • Tessera sanitaria o codice fiscale;
  • Un indirizzo di posta elettronica e-mail;
  • Un numero di cellulare.

A proposito della Tessera Sanitaria e del Codice Fiscale, è bene fornire qualche chiarimento in più. Sul sito helpdesk.spid.gov.it si legge che questi documenti:

“[…] costituiscono ulteriori elementi a supporto del processo di verifica dell’identità che concorrono a contrastare, grazie alla verifica dell’autenticità degli stessi su basi dati nazionali non pubbliche, il furto di identità”.

Documenti Spid: ci sono differenze tra i cittadini con residenza italiana e straniera?

Per richiedere lo Spid, così come abbiamo già detto, servono determinati documenti da tenere a portata di mano. Tuttavia, i documenti che servono non sono gli stessi in tutti i casi, ma presentano alcune piccole differenze. Bisogna fare alcune distinzioni tra i cittadini con residenza italiana da quelli con residenza all’estero.

Nel caso di cittadini con la residenza in Italia, i documenti che servono sono quelli elencanti nel paragrafo precedente. Invece, per quanto riguarda i cittadini italiani residenti in uno Stato estero serviranno i seguenti documenti:

  • Un indirizzo di posta elettronica e-mail;
  • Un numero di cellulare, sia italiano sia estero;
  • Un documento di identità, tra cui carta di identità, passaporto o patente;
  • Il tesserino del codice fiscale o, in alternativa, il certificato di attribuzione.

Sul sito lentepubblica.it, si legge che:

“I residenti all’estero dovranno scegliere uno SPID che ricopra l’area geografica di interesse (Unione Europea o Mondo)”.

Analizziamo, invece, quali sono i documenti che servono per i cittadini stranieri, nel territorio italiano:

  • Un indirizzo di posta elettronica e-mail;
  • Un numero di cellulare, sia italiano che estero;
  • Un documento di identità;
  • La Tessera Sanitaria oppure il codice fiscale. In alternativa, i certificati di attribuzione.

Spid: come si attiva?

Dopo aver compreso bene quali sono i documenti necessari che bisogna possedere per poter procedere alla richiesta dello Spid, è bene spiegare come si attiva il servizio.

Il primo passo, come già detto, è quello della scelta dell’Identity Provider che più si avvicina all’esigenza dell’utente, per una ragione o per un’altra.

L’elenco dei gestori abilitati dall’AgID (Agenzia per l'Italia Digitale) è disponibile al seguente link.

Dopo di che, non bisogna far altro che seguire le indicazioni presenti sui vari siti internet dei gestori che, generalmente, sono di registrazione e di creazione delle proprie credenziali Spid. Infine, verrà chiesto all’utente di scegliere la modalità di riconoscimento.

Sostanzialmente, le modalità di riconoscimento previste da quasi tutti i gestori sono le seguenti:

  • Riconoscimento di persona: prevede, appunto, di recarsi personalmente presso l’ufficio o lo sportello dell’Identity provider e procedere all’identificazione;
  • Tramite audio-video: chi è in possesso di un dispositivo provvisto di una videocamera, basterà mostrare in un video i propri documenti di riconoscimento e leggere un codice che il gestore fornirà all’utente;
  • Tramite web cam: in questo caso, l’Identity provider riconoscerà da remoto, tramite un operatore, l’identità dell’utente;
  • Tramite firma digitale;
  • Tramite la Carta di Identità Elettronica o il Passaporto elettronico.

In base al gestore dell’identità digitale potrebbero essere disponibili altri metodi di riconoscimento. In ogni caso, è bene spendere qualche parola sui costi. È bene precisare, fin da subito, che il costo di attivazione dello Spid è gratuito per i privati cittadini. 

Però, a seconda del gestore e della modalità di riconoscimento, potrebbero essere previsti alcuni costi, in alcuni casi, solo simbolici.

Spid: come scegliere il livello di sicurezza?

Prima di procedere a scegliere quale livello di sicurezza attivare, è bene accertarsi che tipo di sicurezza è richiesta sul servizio o sul sito che ci interessa. 

I livelli di sicurezza dello Spid, come si può facilmente intuire, determinano il grado di sicurezza e di affidabilità richiesto, che le credenziali del Sistema Pubblico di Identità Digitale possono fornire.

Generalmente, la maggior parte dei siti utilizzati dai cittadini richiede il livello di sicurezza numero uno, ma alcuni siti della Pubblica Amministrazione richiedono maggiori livelli di sicurezza. 

Ma analizziamo quali sono le differenze tra i tre livelli. 

Partiamo dal 1° Livello Spid, che è quello più comunemente utilizzato. Per poter accedere su un sito, basta inserire soltanto l’username e la password. 

Il secondo livello di sicurezza, ovviamente, presenta un grado maggiore di sicurezza, rispetto al primo. Infatti, oltre all’username e la password, bisogna inserire anche un codice temporaneo, chiamato OTP.

Il terzo livello, come si può facilmente intuire, rappresenta il massimo grado di sicurezza. Infatti, è previsto anche l’utilizzo di un supporto fisico, come una smart card, che sarà fornito dall’Identity Provider. 

Il terzo livello non è comunemente utilizzato dai cittadini. Pertanto, si consiglia di richiedere ed attivare almeno lo Spid di livello due.