Lo Spid è necessario per poter accedere a molti servizi online, sia delle amministrazioni sia di molti privati. Il suo utilizzo si sta diffondendo a macchia di leopardo e lo testimoniano i numeri di attivazione sempre in crescita. Infatti, se consideriamo il periodo di tempo dal 2019 al 2021, i numeri dello Spid sono aumentati e non di poco!

Dal 1° ottobre 2021, l’utilizzo dello Spid è necessario per poter accedere sul sito dell’Inps e dell’Agenzia delle entrate: due portali molto utilizzati dai cittadini. 

Ma, soprattutto durante il periodo della pandemia, per una ragione o per un’altra le richieste e le attivazioni dello Spid sono aumentate; ricordiamo, infatti, che per poter richiedere bonus e agevolazioni, era necessario utilizzare l’identità digitale. 

Ma lo Spid, oltre che per accedere sui siti dell’Inps e dell’Agenzia delle entrate, serve per poter consultare anche il proprio fascicolo sanitario.

In questo articolo, andremo ad analizzare come si usa il Servizio Pubblico di Identità Digitale per poter accedere ai siti sopra indicati, a cosa serve e come visualizzare il proprio fascicolo sanitario utilizzando l’identità digitale. Naturalmente, non mancherà uno sguardo sullo Spid e su come si richiede.

Transizione digitale: miglior rapporto con la burocrazia?

Ci siamo mai chiesti il perché della transizione digitale? Il motivo è molto semplice. L’obiettivo è quello di semplificare il difficile rapporto tra le amministrazioni e i cittadini, e con tutta la burocrazia che si trova alle spalle delle varie procedure. 

Non si tratta soltanto di lunghe file agli sportelli e attese infine. La transizione a piattaforme digitali punta proprio a snellire il macchinoso gioco delle pratiche burocratiche, semplificando, attraverso l’utilizzo delle identità digitali, anche la vita delle persone. Si tratta di sistemi comodi e semplici da utilizzare, oltre che molto veloci da richiedere.

Lo Spid, in modo particolare, si sta diffondendo sempre maggiormente. Ma perché? La risposta è che, oramai, sono tantissimi i servizi che ne richiedono il possesso per poter accedere ai propri portali, autenticandosi, in modo pratico e veloce. 

Si chiama transizione proprio perché, così come si legge sul sito diariodelweb.it:

“[…] in futuro la modalità di accesso ai numerosi portali online della PA sarà univoca e non sarà più possibile fare l'accesso con le vecchie modalità”.

Spid: che cos’è?

Prima di analizzare dove è richiesto il possesso è bene spendere qualche parola e andare a vedere in cosa consiste lo Spid. 

Sciogliendo l’acronimo, lo Spid è il Sistema Pubblico di Identità Digitale e si tratta di un sistema di autenticazione online, composto da una coppia di credenziali, ovvero un username e una password, per poter accedere ai servizi delle amministrazioni, dei privati e così via.

Si tratta di un sistema di autenticazione, in quanto le credenziali dello Spid sono strettamente personali. 

Entrato in gioco già da diversi anni, il Sistema Pubblico di Identità Digitale ha l’obiettivo di semplificare le procedure "callose" della burocrazia, evitando, per esempio lunghe file presso gli sportelli pubblici. Lo Spid, infatti, consente l’accesso a molti portali per richiedere bonus, agevolazioni, controllare le proprie aree personali, comodamente da casa e, soprattutto, molto rapidamente. 

Così come si legge sul sito diariodelweb.it, lo Spid:

“[…] ha completamente rivoluzionato la modalità di accesso in modo digitale […]”.

E possiamo aggiungere anche altro: sotto molti punti di vista! Infatti, prima su ogni singolo sito, l’utente doveva ricordare codici e password diverse. Invece, con lo Spid, adesso, è disponibile una sola ed unica modalità di accesso. 

La semplificazione, infatti, si nota principalmente nelle piccole cose. 

Spid: come si richiede?

Richiedere lo Spid è molto semplice e, soprattutto, pratico. Infatti, la richiesta può essere effettuata comodamente da casa e, in base alla modalità di riconoscimento scelta, il soggetto può completare la procedura di attivazione completamente online. Ma partiamo con ordine. 

Per procedere alla richiesta e alla attivazione dello Spid, prima di tutto, bisogna decidere a quale gestore di identità digitale rivolgersi. Ce ne sono tanti e per conoscerli è possibile visualizzare l’elenco, completo delle offerte e dei servizi, al seguente link

Dopo aver scelto l’Identity provider, bisogna seguire le istruzioni fornite dai gestori sui propri siti internet. Generalmente, le operazioni da compiere sono le stesse: registrarsi, creare le proprie credenziali e scegliere la modalità di riconoscimento che si preferisce.

Le modalità di riconoscimento sono sia da remoto, tramite l’utilizzo di web cam, audio-video, utilizzando Cie e così via, oppure di persona, recandosi presso gli sportelli dei gestori.

Ovviamente, non tutti gli Identity provider mettono a disposizione i medesimi metodi di riconoscimento. Pertanto, prima di scegliere il gestore, è bene verificare anche questo aspetto. 

Bisogna anche evidenziare un aspetto molto importante. Richiedere lo Spid è gratuito per i cittadini privati, così come utilizzarlo. Non sono previsti neppure costi successivi di abbonamento. Tuttavia, in base alla modalità di riconoscimento scelta e al gestore, potrebbero essere previsti alcuni costi, in qualche caso, simbolici. Pertanto, anche in questo caso, è bene prima verificare quale metodo di riconoscimento è a pagamento e quale, invece, è gratuito.

Analizziamo quali documenti servono per completare la procedura di registrazione e attivazione della propria identità digitale Spid.

Spid: ecco quali sono i documenti necessari!

I documenti che servono per richiedere ed attivare lo Spid sono molto pochi. Sul sito quotidiano.net, si legge che servono:

“[…] un documento di identità valido come la carta d’identità, passaporto o patente, la tessera sanitaria con il codice fiscale, un indirizzo e-mail e il proprio numero di cellulare”.

Seguendo le istruzioni riportate sui siti dei vari gestori, richiedere lo Spid è molto semplice. Per quanto riguarda l’attivazione, invece, i tempi variano da un provider all’altro, ma in ogni caso si tratta di tempi di attesa molto brevi.

Spid e fascicolo sanitario elettronico: come si deve accedere?

Chiariti quali sono i punti fondamentali da tenere a mente per richiedere ed attivare lo Spid, andiamo ad analizzare come si utilizza, iniziando dalla consultazione del Fascicolo Sanitario elettronico.

Ma che cos’è? Si tratta, così come si legge sul sito support.fascicolo-sanitario.it:

“[…] è l'insieme dei dati e documenti digitali di tipo sanitario e sociosanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi, riguardanti l'assistito, riferiti anche alle prestazioni erogate al di fuori del Servizio sanitario nazionale”.

Lo Spid è molto importante anche in questo caso. È possibile consultare la propria storia sanitaria quando si vuole e ovunque ci si trovi. 

Per accedere, basta cliccare su bottone “Entra con SPID”, scegliere dalla tendina il proprio gestore e inserire le proprie credenziali.

Spid e Inps: per quali operazioni è necessario?

L’effetto della transizione digitale è arrivato fino all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale. Per poter controllare la propria situazione previdenziale, oppure procedere a richiedere bonus e agevolazioni è necessario essere in possesso di una identità digitale, tra cui lo Spid.

Infatti, a partire dal 30 settembre 2021, i vecchi Pin dell’Inps sono andati in “pensione”; quindi, per poter accedere alla propria area riservata oppure richiedere bonus e così via bisogna utilizzare un’identità digitale.

Ma per chi non fosse in grado di dotarsi dello Spid oppure di utilizzarlo? Nessun problema. Infatti, è previsto un sistema di delega digitale. Che cosa vuol dire? È possibile delegare un soggetto di fiducia, munito della propria identità digitale, per accedere per conto del delegante, sul sito dell’Inps e svolgere le operazioni necessarie.

Quanto tempo dura la delega? Per determinare la sua scadenza, è necessario indicarlo in fase di richiesta di delega. 

Spid e Agenzia delle entrate: serve l’identità digitale!

Gli addii non sono finiti. Se il “Pin” dell’Inps è stato dismesso dal 30 settembre, a partire dal 1° ottobre del 2021, non è stato più possibile accedere ai servizi dell’Agenzia delle entrate utilizzando il vecchio Pin. Infatti, anche per accedere ai servizi del portale è necessario essere in possesso di una delle identità digitali Spid, Cie o Cns. 

Lo Spid, in questo caso, serve per accedere alla propria area personale, ovvero il cassetto fiscale, dove si possono effettuare molte operazioni come consultare delle risultanze catastali, controllare i modelli precompilati Redditi PF e 730, registrare i contratti di locazione e così via.

E per quanto riguarda le imprese? Sul sito agenziaentrate.gov.it si legge che:

“I professionisti e le imprese in possesso delle credenziali Entratel, Fisconline e Sister, rilasciate dall’Agenzia, che vogliono accedere all’area riservata, potranno continuare a richiederle e utilizzarle anche dopo il 1° ottobre e fino alla data che sarà stabilita con un apposito decreto attuativo, come previsto dal Codice dell’amministrazione digitale”.

Il medesimo discorso vale anche per consultare la propria situazione personale delle cartelle esattoriali o dei pagamenti, sul sito dell’Agenzia delle entrate-riscossione.