Sempre più spesso, si sente parlare della Posta Elettronica Certificata e del Servizio Pubblico di Identità Digitale. Se fino a un po’ di anni fa, erano strumenti molto poco utilizzati, se non in ambito lavorativo e professionale, adesso si sono diffusi a macchia d’olio: per alcuni sono necessari, per altri sono indispensabili, per altri ancora rappresentano una comodità.

La Pec sta sostituendo i vecchi metodi di comunicazioni ufficiali, rendendo più comodo ed efficiente lo scambio di comunicazioni, sia in ambito lavorativo, sia in ambito privato, per la richiesta di informazioni agli enti e alle varie istituzioni.

Invece, lo Spid serve per poter accedere a molti servizi online, autenticandosi in modo agile e veloce e, soprattutto, comodo.

Ma quali sono i tratti che accomunano questi due strumenti? In questo articolo, ci focalizzeremo su questo aspetto, andando a scandagliare le differenze e le loro analogie.

Spid e Pec: due strumenti utilizzati quasi da tutti!

Lo Spid e la Pec sono due strumenti entrati a far parte della vita di quasi tutti. Strumenti indispensabili, obbligatori in alcuni settori, necessari per moltissimi altri. L’evoluzione della tecnologia e la transizione al digitale stanno sempre di più influenzando le nostre abitudini.

Ma l’uomo si è sempre abituato ai cambiamenti e quelli digitali sono pensati appositamente per velocizzare, snellire e rendere più agili lo svolgimento di alcune procedure, in particolar modo quelle burocratiche.

Ma bisogna anche pensare che non tutti sono in grado di utilizzare i dispositivi tecnologici e informatici; non tutti hanno le capacità o la possibilità di farne uso. 

Comunque, le azioni per così dire analogiche stanno sempre di più scomparendo, lasciando il posto e addirittura il trono, in alcuni casi, al digitale

È il caso dello Spid, per esempio. Strumento sempre più richiesto, soprattutto durante gli ultimi anni, per poter accedere ad una lunga serie di servizi online. È il caso della Pec, il cui possesso è reso obbligatorio, per esempio, non solo in ambito aziendale e lavorativo, ma anche per la partecipazione a molti concorsi pubblici.

Si tratta di due strumenti introdotti allo scopo di semplificare alcuni adempimenti burocratici, evitare lunghe file presso gli sportelli e velocizzare le varie operazioni. 

Analizziamo in cosa consistono, partendo proprio dall’identità digitale dello Spid.

Spid: cos’è e perché e sempre più richiesto?

È bene iniziare dicendo che il Servizio Pubblico di Identità Digitale è un tipo di identità digitale che permette l’autenticazione a molti servizi online della Pubblica Amministrazione e di molti enti privati aderenti. 

Inoltre, è necessario per poter accedere anche al sito istituzionale dell’Inps e dell’Agenzia delle entrate, che si ricorda, sono due dei portali più consultati dai cittadini.

Lo Spid si compone da un username e da una password. Ma nel caso in cui il livello di sicurezza richiesto è maggiore, bisogna inserire anche un codice temporaneo oppure avvalersi dell’utilizzo di un supporto fisico - generalmente, di una smart card.

Per richiedere ed attivare le proprie credenziali del Servizio Pubblico di Identità Digitale, bisogna rivolgersi presso uno dei gestori abilitati dall’Agenzia per l’Italia Digitale, chiamati anche Identity Provider

A seconda del gestore scelto saranno disponibili alcuni servizi, e potrebbero essere previsti costi in relazione alla scelta del metodo di riconoscimento. 

Spid: come si attiva e quali documenti servono?

Per poter attivare lo Spid è necessario, innanzitutto, accertarsi di possedere i seguenti documenti:

  • Un documento di riconoscimento;
  • Tessera Sanitaria oppure il Codice Fiscale;
  • Un indirizzo di posta elettronica e-mail;
  • Un numero di cellulare.

È bene ricordare che possono richiedere lo Spid soltanto i maggiorenni

Il secondo passo da seguire è quello della scelta del gestore e, successivamente, bisogna procedere, sul sito dell’Identity provider, all’inserimento dei propri dati anagrafici; poi, bisogna creare le proprie credenziali dell’identità digitale e, infine, scegliere il metodo di riconoscimento, così come si legge sul sito spid.gov.it:

“[…] scegliendo tra le modalità gratuite o a pagamento offerte dai gestori di identità, da conoscere prima di procedere all’attivazione”.

Ovviamente, ci sono anche alcune alternative: il soggetto richiedente può recarsi presso le pubbliche amministrazioni, le quali provvederanno a svolgere tutte le procedure necessarie al rilascio del Servizio Pubblico di Identità Digitale, gratuitamente.

Abbiamo menzionato dei diversi livelli dello Spid. A seconda del sito o del servizio interessato, saranno richiesti diversi livelli di sicurezza. Lo Spid ne prevede tre:

  • 1° livello: consente l’accesso mediante l’utilizzo di username e password;
  • 2° livello: oltre alle credenziali username e password, richiede anche l’inserimento del codice temporaneo;
  • 3° livello: garantisce la massima sicurezza. Infatti, oltre alle credenziali richiede anche l’utilizzo di un supporto fisico.

Analizziamo, adesso, l’altro strumento molto diffuso: la pec.

Pec: ecco di cosa si tratta!

L’utilizzo della Pec, ovvero della Posta Elettronica Certificata è quello dell’invio e della ricezione di messaggi di posta. Ma, quindi, qual è la differenza con la posta elettronica? Così come si legge sul sito aranzulla.it:

“Le e-mail inviate con la PEC vengono considerate alla stregua di una raccomandata con ricevuta di ritorno e hanno valore legale”.

Proprio per questo motivo, è diventato uno strumento indispensabile non solo per le Pubbliche Amministrazioni, ma nel mondo lavorativo in generale, in quanto permette l’invio di comunicazioni, con valore legale, in modo pratico e veloce. Ma come viene certificato l’invio e la ricezione di una Pec? Sul sito agid.gov.it si legge che:

“[…] il gestore di posta invia al mittente una ricevuta che costituisce prova legale dell’avvenuta spedizione del messaggio e dell’eventuale documentazione allegata”.

Egualmente, il gestore della Pec provvede ad inviare al mittente del messaggio, una notifica di avvenuta oppure di mancata consegna della mail certificata.

Possedere la Pec è anche molto vantaggioso per i privati cittadini per poter, per esempio, inviare comunicazioni che richiederebbero ore di fila presso gli sportelli oltre che di costi. Infatti, inviare una Pec è gratuito. 

Pec: come si attiva e come funziona

Se poco prima abbiamo detto che inviare un messaggio Pec è gratuito, lo stesso non può dirsi della sua attivazione. Infatti, attivare la Pec presenta alcuni costi, non eccessivamente elevati. Ma anche mantenerla e, quindi, rinnovarla presenta alcune spese da affrontare.

Così come nel caso dello Spid, sono in molti i gestori erogatori di questo servizio. Per conoscere quali sono i gestori si consiglia di visualizzare l’elenco presente sul sito agid.gov.it, al seguente link.

Attivare la pec è molto semplice: basta collegarsi sul sito del gestore scelto, scegliere l’offerta che più interessa e seguire tutte le istruzioni, per procedere all’acquisto e alla sua attivazione. Sul sito aranzulla.it si legge che:

“Una volta scelta la soluzione più adatta alle tue esigenze, devi effettuare il pagamento del servizio (solitamente tramite carta di credito) e inviare la documentazione richiesta per la convalida della tua identità”.

Per quanto riguarda i costi non sono eccessivamente elevati e, oltre a variare in base al gestore scelto, cambiano in relazione ai servizi che si intende attivare e alla sua durata. Inoltre, i costi possono variare anche in base alla casella Pec che si decide di attivare, cioè dello spazio disponibile.

Sul funzionamento della pec non c’è nulla di cui preoccuparsi. Sostanzialmente, funziona come una normalissima e-mail. Si accede alla propria casella, si compone il messaggio e si inserisce il destinatario. 

Non si devono utilizzare dispositivi esterni di altro tipo, come avviene, per esempio, per la firma digitale.

Spid e Pec: in cosa si somigliano? In cosa sono diversi?

Per molte persone, l’utilizzo e la conoscenza di tutti questi nuovi strumenti, può comportare un senso di smarrimento. Spid, Pec, firma elettronica: non tutti hanno le conoscenze, le capacità e la possibilità di utilizzarle. Tant’è che, per qualcuno, c'è il rischio di confondere tutti questi nuovi strumenti che si sono affacciati con impeto nella vita di tutti i giorni.

Ma concentriamoci sui due strumenti oggetto di interesse di questo articolo: la Pec e lo Spid

È bene, fin da subito, affermare che si tratta di due servizi, utilizzati per compiere operazioni diverse tra di loro. Infatti, lo stesso cittadino può dotarsi di entrambi gli strumenti, qualora per i servizi a cui vuole accedere o per le comunicazioni richieste, servano tutti e due. 

Oppure, a seconda dei casi, può avere l’uno oppure l’altro. Quel che si sa è che in alcuni ambiti sia lo Spid che la Pec sono diventati obbligatori. Per quanto riguarda la Pec, il suo possesso è necessario, in quanto molti istituti ricevono comunicazioni inviate solo per mezzo della Posta elettronica certificata.

In comune hanno l'obiettivo di velocizzare e rendere più comodo lo svolgimento di alcune procedure burocratiche, come richieste, comunicazioni e accesso ai siti.