I veri amanti della musica (e non solo) ne riconoscono il vero valore perché l'opportunità di ascoltare musica illimitatamente e in maniera totalmente legale ancora non esisteva. Spotify è il nuovo colosso della musica in streaming e ne detiene interamente il monopolio in tutto il mondo. In questo articolo scopriamo come è nata la piattaforma regina della musica e come si è stabilizzata nel mercato.

Spotify monopolizza la musica online: è la vera novità degli anni 2000

Nato per caso, grazie ad un giusto mix di capacità, fortuna e storie divertenti, Spotify si è fatto strada  facendo il suo esordio come versione beta. Infatti, inizialmente è stato lanciato sul web come esperimento senza alle spalle nessun finanziamento serio che potesse dargli risalto e ne senza l'aiuto di nessun esperto SEO.  Per poi però intercettare l'interesse delle persone giuste che lo hanno notato e ne hanno intravisto il potenziale che di li a poco sarebbe esploso.

Spotify monopolizza la musica online: cominciamo col raccontare cos'è

Spotify è una piattaforma che permette di ascoltare musica in streaming illimitatamente e il suo modo di essere, il modo in cui è stata ideata e progettata ha cambiato radicalmente il modo di ascoltare musica, modernizzando tutto il mondo che gira attorno agli artisti, case discografiche e diritti d'autore. Wikipedia ci fornisce questa definizione:

"Spotify è un servizio musicale svedese che offre lo streaming on demand di una selezione di brani di varie case discografiche ed etichette indipendenti"

Ma soprattutto il vero cambiamento è stato per gli utenti. Sono loro infatti che hanno goduto maggiormente di questa rivoluzione. Il giornale LaStampa.it ci fornisce qualche numero: 

"Alla fine del 2020, Spotify ha 345 milioni di utenti attivi, in aumento del 27% rispetto all'anno precedente, di cui 155 milioni erano abbonati paganti (+24%)." 

Solamente in Italia nel 2020 sono stati rilevati oltre 10 milioni di utenti.

Spotify monopolizza la musica online: chi è il suo creatore?

L'idea iniziale è stata frutto di un geniale ragazzo che aveva già alle spalle una storia di successi come creatore di siti e di app. Questo giovane prodigio si chiama Daniel Ek, nato e cresciuto a Stoccolma, In Svezia, comincia a lavorare come web builder da giovanissimo e a soli 16 anni aveva già ideato numerosi siti e app di successo. Il blog roberto-serra.com ci racconta: 

"non ancora ventenne, inizia a guadagnare soldi creando siti, poi si iscrive all’università, quindi la abbandona, fonda una compagnia pubblicitaria (Advertigo) e diventa Cto di una community di moda (Stardoll) e di un servizio di vendite online molto popolare in Svezia (Tradera)."

Già in giovanissima età dunque era palese che il ragazzo avrebbe avuto successo nel mondo del web, dell'informatica e del digitale. Poco tempo dopo due colossi di market place decisero di acquistare le sue creazioni e si ritrovò con in mano il frutto (in denaro) del suo lavoro.

Spotify monopolizza la musica online: come nasce l'idea

Una volta venduto aveva bisogno di dare nuova linfa a tutte le sue idee e capacità. Si mette cosi in "società" con Martin Lorentzon, una sua vecchia conoscenza con la quale condivideva idee e progetti. Il sito ninjamarketing.it ci racconta che:

"con lui inizia l'avventura Spotify: sono entrambi innamorati di Napster, Il loro obiettivo, però, è quello di formalizzare un sistema perfettamente legale per la diffusione di musica in streaming". 

Si parte quindi da metodi di diffusione di file che già esistevano sul web cercando però di trasformarlo e riadattarlo alla musica. Il sito techeveryeye.it ci racconta:

"Daniel Ek, da buon appassionato di musica e del mitico Napster, decise di dar vita a un servizio simile ma legale, una radio per il web e per gli utenti"

Ed è proprio cosi, dalla fusione di questi interessi e delle grandi capacità tecniche di Daniel e di Martin Lorentzon che nasce Spotify, esattamente nel 2006 e tutto il mondo della musica stava per subire una rivoluzione che lo avrebbe cambiato per sempre.

Spotify monopolizza la musica online: la curiosa nascita del nome

Abbiamo parlato, in un precedente articolo di Netflix e abbiamo raccontato della nascita del nome come unione delle due parole "Net" come abbreviazione di internet e "flix" come abbreviazione della parola “flicks”, sinonimo di film. Per quanto riguarda Spotify invece la sua storia è ben diversa. Ce la racconta il sito nonsolofilm.it, che la dipinge come una storia molto simpatica e divertente:

"Daniel Ek e Martin Lorentzon, erano impegnati in una sessione di brainstorming proprio per scegliere un nome per la loro piattaforma. L’idea per trovare il nome consisteva nell’urlarsi nomi tra loro da una stanza all’altra".

A quanto pare, durante questa inusuale tecnica, Daniel Ek capisce fischi per fiaschi come si suol dire: crede erroneamente che Martin gli abbia urlato dalla stanza accanto la parola "spotify". Subito assieme verificano se questa parola avesse già un dominio registrato e nel vedere con sorpresa che invece era una parola libera, decisero subito di acquistarla battezzando cosi ufficialmente la loro app.

Spotify monopolizza la musica online: il suo rapido successo

Furono sufficienti solo dieci anni per Spotify per sbancare e per diventare la piattaforma regina di musica in streaming di tutto il mondo. In tantissimi, studiosi e appassionati di marketing si chiedono ancora come sia stato possibile ottenere un tale successo in cosi poco tempo senza nessuna grande strategia alla base e senza un progetto di sponsorizzazione. Forse la risposta è che l'attenzione è stata concentrata su ciò di cui l'utente aveva bisogno e su ciò che voleva davvero.

Spotify monopolizza la musica online: il rimedio alla pirateria

Quando Spotify venne ideato e quindi creato, il problema della pirateria nel mondo della musica ( e anche dei film) era un tema molto battuto. Con l'avvento di internet infatti tutta la sfera dell'industria legata alla musica ha dovuto fronteggiare questo problema che con l'andare degli anni si stava cronicizzando. Marketingtorino.it racconta:

"Nel corso degli anni del 2000 contestualmente all’aumento della diffusione di internet su ampia scala, è nato il problema della pirateria musicale."

Scaricare era facile e tutti potevano avere accesso a tutte le piattaforme disponibili. Le case discografiche si erano adattate a tanti cambiamenti nel corso degli anni: si era passati dai vinili alle music cassette ai cd ma il fenomeno della pirateria li stava davvero mettendo in ginocchio. Forse Spotify è stato come un vero e proprio salvatore: per le case discografiche fare accordi con Ek è stato non solo (forse) la loro unica possibilità, ma anche l'esordio nel nuovo e produttivo mondo della musica. Per queste ultime infatti:

"collaborare con Spotify ma entrando nel capitale dell'azienda; nel 2009 ne controllava il 20%. Martin Lorentzon e Daniel El hanno saputo rinunciare a parte del profitto per agevolare la chiusura di un accordo che ha avuto portata storica sulla fruizione della musica online."

In questo video, Marco Montemagno ci racconta come Spotify è riuscito a conquistare il mondo (che è anche il titolo del video stesso).

Spotify monopolizza la musica online: la sua offerta

Quello di Spotify come abbiamo accennato è un caso davvero unico. Una strategia vera e propria dietro il progetto non c'era ma 

"si trattava di un offerta agli utenti definita "freemium" che ha comunque avuto un ottimo risvolto. Ha infatti reso il servizio gratis."

Le possibilità di accesso sono due:

  • - accesso free: con questo accesso si scarica semplicemente l'applicazione e si usufruisce subito del servizio. Si potranno infatti ascoltare illimitatamente tutti i brani disponibili sulla piattaforma che non sono pochi, anzi sono ben oltre i 35 milioni. Non sarà pero possibile avere accesso ad alcuni benefit come ad esempio la possibilità di creare delle playlist personalizzate e ci si dovrà sorbire un po' di pubblicità fra una canzone e l'altra.
  • - accesso premium: invece facendo l'acquisto di Spotify Premium, tutte queste piccole seccature non ci sono e non solo: non ci sono limitazioni di nessun genere. Con l'abbonamento di 9,99 al mese si ha musica illimitata, no spot, possibilità di cambiare canzone innumerevoli volte ( il cosiddetto "switch") e accesso ad abbonamenti famiglia o studenti.

Spotify monopolizza la musica online: ha già i suoi competitors

Ovviamente, come per tutte le cose di successo, anche Spotify ha già visto nascere e spuntare come funghi app e piattaforme online che tentano di copiare e riprodurre lo stesso sistema.

"Google Play Music, Deezer, Amazon Music Unlimited, Apple Music"

Sono solo alcune delle piattaforme che mettono a disposizione musica illimitata e che possono vantare importanti accordi con artisti di fama internazionale e case discografiche. In ogni caso il sogno di Daniel Ek si è realizzato ed è proprio quello che lui stesso ha espresso ed è citato sulla sua homepage:

"La musica è per tutti" 

e noi tutti gliene siamo davvero grati! 

Spotify monopolizza la musica online: qualche curiosità

Quando si dice che i soldi non fanno la felicità, la storia di Daniel Ek lo conferma! Lui stesso ha raccontato che dopo aver venduta e sue creazioni ai grandi colossi di market place come eBay, si ritrovò con in mano tanti soldi e nessun nuovo lavoro su cui lavorare. Ha cosi comprato un costoso appartamento e si è circondato di lusso e donne ma poco dopo tutti questi eccessi non gli hanno più suscitato quella sensazione di gratificazione che aveva provato inizialmente. 

"ha solo 23 anni, è circondato da lusso e compagnie piacevoli e scivola lentamente nella depressione."

Decida allora di lasciare tutto, vende l'auto e l'appartamento e torna nel suo vecchio quartiere e sarà questa la sua vera fortuna perché qui che incontrerà Martin Lorentzon e inizierà il suo percorso verso l'ideazione di Spotify.