Le start up innovative, soprattutto quelle legate al mondo della tecnologia, stanno vivendo un momento particolarmente fiorente; ecco perché è possibile rintracciare molte storie di start up di successo, che possono servire da esempio per i giovani startupper che hanno una buona idea per avviare la propria azienda, ma hanno anche paura di fallire.

Moltissime società di Venture Capital e tanti investitori sono oggi disposti ad investire in start up innovative in fase di avvio. Ma come si può avere la certezza che la nostra idea funzionerà? 

Purtroppo, nell’universo delle start up non si hanno certezze: ma, se analizziamo le storie delle start up di successo che, ad oggi, sono riuscite ad imporsi e a diventare delle grandi imprese, capiremo facilmente che tutte le start up partono da momenti iniziali in cui sarà necessario affrontare delle problematiche, soprattutto legate alla mancanza di fondi, o al rifiuto da parte degli investitori.

Eppure, tutte le aziende di cui andremo ad analizzare le storie di successo sono riuscite a superare un primo momento di difficoltà, per poi imporsi sul mercato.

Scopriamo dunque quali sono le aziende che, da piccole start up, si sono trasformate in grandi aziende, e lasciamoci ispirare dalle loro storie.

La classifica, ovviamente, è riferita al momento in cui si scrive questo articolo: è molto probabile che la lista, prossimamente, subirà dei cambiamenti; il mondo delle start up, infatti, è in continua evoluzione.

Start up di successo: la top 10 di Startup Ranking

Secondo la classifica stilata da startupranking.com, questa è l’attuale Top 10 delle start up a livello globale:

  1. Canva
  2. Giphy
  3. Buffer
  4. Duolingo
  5. Hotmart
  6. PicsArt
  7. Telegram
  8. Coursera
  9. IFTTT
  10. Skillshare

Per esigenze di trattazione, non potremo ovviamente analizzare le storie dell’intera Top 10, ma ci limiteremo alle cinque start up che ricoprono i primi posti nella classifica di Startup Ranking.

La classifica è stilata tenendo conto del punteggio SR: come spiega Startup Ranking sulla pagina dedicata, il punteggio SR è un valore numerico che riflette l'importanza di una start up, sia sui social che sul web. Le start up che andremo ad analizzare sono dunque quelle che hanno ottenuto un punteggio SR maggiore, in quanto hanno enormi capacità di influenza sia sul web che sui social media.

Start up di successo: la storia di Canva

Apre la Top 10 Canva, nota piattaforma di progettazione grafica, utilizzata non solo per la realizzazione di grafiche sui Social Media, ma anche per documenti, curricula, presentazioni e altre tipologie di contenuti grafici.

Il modello di business della start up è freemium: possiede infatti una versione gratuita e diverse tipologie di abbonamento per ottenere delle funzionalità aggiuntive.

Canva ha dimostrato al mondo che una start up tecnologica può avere successo anche se fondata a migliaia di chilometri dalla Silicon Valley: venne infatti ufficialmente fondata nel 2012 (anche se gli startupper fondatori avevano già iniziato a lavorarci dal 2007) in Australia, precisamente a Perth, grazie al lavoro dei giovani Melanie Perkins, Cliff Obrecht e Cameron Adams. 

Un articolo di Forbes ci ha raccontato nel dettaglio la storia della start up fin dagli inizi. In fase di avvio, i tre startupper che avevano fondato l’azienda hanno avuto serie difficoltà nella ricerca degli investitori; dopo aver ricevuto un responso negativo da più di un centinaio di loro, Melanie Perkins ha incontrato un gruppo di venture capitalist di kitesurf: pur di proporre la propria start up al gruppo di VC, la startupper ha iniziato ad allenarsi. 

Il resto della storia è costellato da successi: dopo aver ottenuto i finanziamenti, già nel suo primo anno di vita, Canva contava più di 750.000 utenti attivi.

Cosa ha fatto la fortuna di Canva?

Sicuramente la sua facilità di utilizzo: a differenza di altre piattaforme concorrenti, Canva rappresenta ciò che mancava agli utenti, ossia la possibilità di realizzare grafiche di altissima qualità anche senza dover necessariamente studiare per anni graphic design.

Storie di start up di successo: Giphy

Al secondo posto della Top 10 delle start up di successo a livello globale troviamo Giphy, un database online che permette agli utenti di cercare e condividere brevi video che si riproducono in loop senza alcun suono, come se fossero dei file GIF.

La start up Giphy venne lanciata nel da Alex Chung e Jace Cooke, i quali avevano già esperienza in ambito start up: Chung aveva infatti co-fondato la start up Fridge, acquisita da Google, mentre Cooke aveva, tre anni prima, venduto la sua start up Hot Potato a Facebook. 

Inizialmente, questo nuovo database di minivideo muti non godeva di molta popolarità: il numero di utenti che lo utilizzavano era enorme, ma all’epoca della sua introduzione, Giphy non aveva opzioni di condivisione. In ogni caso, dal proprio lancio Giphy si è evoluta rapidamente, lanciando la propria app mobile e inserendo le opzioni di condivisione sui vari social media.

La crescita della start up ha portato a raggiungere e superare i 100 milioni di utenti attivi quotidianamente: numero che non è affatto passato inosservato tanto da convincere Facebook, nel maggio del 2020, ad acquistare Giphy per ben 400 milioni di dollari.

Alla base del successo di Giphy c’è sicuramente un’intuizione geniale dei due fondatori, che sono riusciti a comprendere e anticipare le tendenze legate al futuro utilizzo di brevi video in loop, oggi molto utilizzati sui social.

Buffer: la storia del successo della start up legata alla gestione social

La start up Buffer, terza nella classifica stilata da Startup Ranking, trae invece origine da un bisogno degli utenti che utilizzano quotidianamente i social media: quello di programmare i propri post e condividerli agli orari giusti, ossia gli orari in cui è possibile ottenere più visualizzazioni e interazioni.

Buffer permette infatti di gestire i propri account pianificando post e storie sulla maggior parte dei social media: Facebook, Instagram, LinkedIn, Twitter, Pinterest.

L’app fu progettata da un gruppo di startupper europei che si trasferirono in America; il gruppo vede, tra i suoi fondatori, Joel Gascoigne e Leo Widrich.

Ma la storia della start up inizia nel 2010 a Birmingham, dunque in Europa, dove Gascoigne ha iniziato a sviluppare la propria idea, creando una landing page in modo da misurare i numeri dell’eventuale interesse da parte del pubblico.

Dato il successo della landing page, Gascoigne ha iniziato il progetto dell’applicazione: dopo pochi mesi, nel novembre 2010 venne rilasciata la prima versione dell’applicazione. Poco meno di un anno dopo, gli startupper hanno deciso di spostare l’impresa a San Francisco, per entrare in contatto con alcuni incubatori di start up e con investitori per accelerare, in questo modo, il processo di crescita dell’azienda.

Come nel caso di Canva, si tratta di una start up con modello di business freemium, che prevede cioè una versione di base, affiancata ad una versione premium, le cui funzionalità aggiuntive sono a pagamento.

Duolingo e il successo delle start up educative

La start up Duolingo, nella sua fase di avvio, fu ideata nel 2009 da Luis von Ahn, che aveva già in precedenza avuto un’idea di successo: quella del reCAPTCHA, ossia il sistema che consente agli host web di distinguere se un accesso ad un sito web è umano o automatico.

Luis von Ahn, professore alla Carnegie Mellon University, insieme ad alcuni studenti sviluppò l’idea della nuova app, partendo dalla sua personale esperienza; Von Ahn è infatti nato in Guatemala, ed era dunque ben consapevole dei costi da sostenere per imparare la lingua inglese.

La stessa consapevolezza la aveva il co-fondatore di Duolingo Severin Hacker, che invece è nato in Svizzera. Nelle intenzioni degli startupper, dunque, l’app avrebbe dovuto rappresentare una rivoluzione, in quanto fornisce istruzione e apprendimento di nuove lingue in maniera gratuita.

Il fatto che l’idea alla base della start up Duolingo fosse di successo, è stato dimostrato dalla semplicità con cui l’azienda è riuscita a trovare i propri finanziamenti, ricevuti da Union Square Ventures, ma anche dal famoso attore Ashton Kutcher, tramite la sua società A-Grade Investments.

Ulteriori investimenti sono poi giunti dopo il lancio della beta, che è riuscito ad accumulare ben oltre 300.000 utenti. 

Anche il business modello di business di Duolingo è freemium, in quanto la versione di base dell’app, disponibile sia per Android che per iOS, è gratuita.

La storia del successo della start up Duolingo ci mette davanti ad un’evidenza: le app legate all’apprendimento ed alla didattica rappresentano un potenziale business redditizio.

Hotmart: il successo della start up in America Latina

Anche l’ultima storia di start up di successo, da cui gli aspiranti startupper possono trarre ispirazione, riguarda una start up educativa: stiamo parlando di Hotmart, la più grande piattaforma in America Latina incentrata sull'istruzione a distanza, che aiuta i produttori di contenuti e gli affiliati a generare entrate extra; la start up vanta 7 milioni di studenti e ha realizzato vendite in 188 paesi.

La storia di Hotmart la racconta l’azienda stessa sul proprio sito ufficiale, in occasione della celebrazione del nono anno di attività dell’azienda.

I due fondatori, João Pedro Resende e Mateus Bicalho, lanciarono l’attività in via ufficiale nel 2011, ma l’idea nacque nel 2007, quando Resende, scrittore di eBook, aveva avuto difficoltà a trovare una piattaforma dove poter vendere il proprio eBook e dove trovare potenziali clienti.

Analizzando la crescita della domanda di prodotti digitali, i due startupper decisero quindi di creare insieme questa piattaforma, dato che non ne esisteva una.

Dal momento del suo lancio, Hortmart ha iniziato a espandersi dal Brasile verso altri paesi esteri.

Come ha fatto Hortmart a diventare una start up di successo in breve tempo? Il segreto è di certo la sua mission: la volontà di aiutare gli utenti “a guadagnarsi da vivere facendo ciò che amano e condividendo le proprie conoscenze”.