Start up italiane, sono davvero tantissime. Ma sono in tanti a chiedersi quali sono le start up italiane migliori, quelle che vale la pena tener d’occhio (e, magari, sulle quali investire).

Nonostante l’avvio di una start up sia un’operazione rischiosa, dato l’alto tasso di fallimento delle start up innovative, nel nostro Paese abbiamo una vasta scelta di aziende giovani che stanno spopolando e promettono, nel giro di poco tempo, di espandersi per diventare delle grandi imprese.

Nella maggior parte dei casi, si tratta di aziende gestite da imprenditori giovanissimi, che grazie alla loro volontà di innovare e migliorare il mondo, sono riusciti a realizzare delle idee realmente valide.

Sarebbe impossibile parlare di tutte le migliori start up italiane che meritano di essere tenute d’occhio, dunque in questo articolo ne analizzeremo dieci.

Non si tratterà di una Top 10 che tiene conti di fatturati, quanto di un elenco di start up innovative tra quelle che stanno attualmente contribuendo a innovare e migliorare il nostro Paese.

Start up italiane di successo: Casavo

Apriamo il nostro elenco delle dieci tra le migliori start up italiane menzionando Casavo, la start up legata al mercato immobiliare e che è stata fondata nel 2017 a Milano.

Nello specifico, Casavo è una start up proptech (prevede cioè l'applicazione della tecnologia dell'informazione e dell'economia delle piattaforme ai mercati immobiliari), che sfrutta una piattaforma online per acquisire immobili residenziali come Instant Buyer: in questo modo, semplifica e velocizza i processi di vendita.

Dall’epoca della sua fondazione, la start up è riuscita non solo ad ottenere ingenti finanziamenti, ma anche ad aggiudicarsi ambiti riconoscimenti: nel 2020 LinkedIn l’ha messa al primo posto della sua classifica delle start up migliori in cui lavorare in Italia.

Il suo team è composto soltanto da giovani: il membro più anziano ha solamente 44 anni.

Start up italiane: la nuovissima Buytorent

Tra le start up nostrane legate al settore immobiliare, è doveroso citare anche un’azienda di nuovissima costituzione: stiamo parlando di Buytorent.

La nuova start up è stata ideata e lanciata da Italianway, PMI già attiva nel settore immobiliare e attualmente primo operatore di affitti brevi nel nostro Paese.

Buytorent prevede che, sulla propria piattaforma, si possa investire su un immobile a reddito, già arredato e pronto per essere affittato.

La start up consente in sostanza di investire in un immobile chiave in mano: il fondatore Guido Foraci ha infatti pensato ad una soluzione fatta su misura dei cosiddetti nomadi digitali, che hanno bisogno di un appartamento di cui fruiranno per periodi di tempo limitati.

La piattaforma consente anche di consultare la redditività degli appartamenti e quanto frutterà mensilmente una casa acquistata e data in gestione: i potenziali interessati potranno anche conoscere personalmente il gestore che ha messo l’immobile/appartamento a reddito.

Start up italiane migliori: Roboze

Continuiamo il nostro viaggio tra le migliori start up italiane parlando della storia di Roboze, la start up high-tech legata alla progettazione di soluzioni di stampa 3D.

Fondata da Alessio Lorusso (che Forbes ha inserito, nel 2018, nell’ambita classifica dei giovani Under 30 più influenti nel continente europeo), la start up utilizza superpolimeri, fibra di carbonio e compositi per migliorare ed efficientare i processi di produzione delle aziende manifatturiere.

La mission di Roboze è proprio questa: fornire aiuto e tecnologie alle aziende manifatturiere, consentendo loro di rinnovare (e innovare) i processi produttivi. Tutto questo, comunque, in ottica ecosostenibile, senza dimenticare l’ambiente, razionalizzando l’utilizzo delle risorse.

Lo scorso anno, la start up è diventata famosa per aver ricevuto una commessa da 300.000 dollari da parte dell’esercito degli Stati Uniti, che ha richiesto a Roboze dei pezzi di ricambio da poter stampare solo all’occorrenza, per evitare di stipare inutili pezzi in magazzino.

Andreban tra le migliori start up italiane

La prossima start up italiana di cui andremo a parlare è stata fondata da pochissimo, precisamente all’inizio del 2021: si tratta di Andreban, la start up fondata a Lecce da due giovanissimi startupper. Andrea Amato e Giorgio De Vito, i fondatori dell’azienda, hanno infatti 14 anni, ma una grandissima competenza nel settore high-tech; la start up si occupa infatti sia della produzione di manufatti in tre dimensioni, sia di altri servizi ultratecnologici e innovativi.

Il servizio Andreban Fly, ad esempio, consente dei rilievi realizzati tramite utilizzo di un drone; abbiamo poi Andreban Cloud, che consente di archiviare file online tramite prezzi su misura, in base all’effettiva necessità dei clienti.

Il servizio Andreban 3D Maker, infine, realizza stampe 3D. I due fondatori hanno anche un canale YouTube molto attivo, che si occupa di recensioni legate ai prodotti tecnologici.

Il progetto è stato incentivato dalla cooperativa Arianoa, che non solo ha agito come incubatore e acceleratore della start up, ma ha anche aiutato i due giovani startupper a realizzare le prime vendite: i servizi Andreban sono infatti venduti tramite Arianoa.

Donare giocando: la start up Gamindo

La start up Gamindo fu lanciata nel 2020, dopo la fondazione ad opera degli startupper Nicolò Santin e Matteo Albrizio (inseriti nella classifica dei Top 100 under 30 del 2020 di Forbes).

L’idea alla base di Gamindo è molto particolare: la piattaforma permette infatti di effettuare donazioni per cause benefiche senza spendere un centesimo, semplicemente giocando ai videogiochi.

L’idea, nel 2019, raggiunge anche la Silicon Valley: la start up è stata infatti selezionata da Plug&Play, ed i due fondatori hanno passato tre mesi negli Stati Uniti, dove sono stati in contatto con acceleratori.

Ma come funziona esattamente Gamindo?

Chi vuole effettuare una donazione, può scegliere un gioco, iniziare a giocare e raccogliere monete virtuali, che possono poi essere donate a numerose associazioni no profit.

Tra le associazioni no profit supportate da Gamindo, WildAid, UNICEF e World Food Programme.

Da start up a PMI innovativa: Ammagamma (ex Energy Way)

Alcuni la conoscono ancora come Energy Way, ma la prossima azienda di cui parleremo è adesso nota come Ammagamma; si tratta di una ex start up fondata a Modena, oggi divenuta una PMI innovativa, che come la già citata Casavo è stata inserita nella lista di LinkedIn delle start up italiane migliori in cui lavorare nel 2020.

Nell’azienda, che si occupa di data management, viene sfruttata l’intelligenza artificiale pur mantenendo sempre uno standard che garantisca l’ecosostenibilità.

Dal 2013, anno della sua fondazione, ad oggi le cose sono molto cambiate per l’ex start up: il team da tre membri è cresciuto fino a superare le sessanta unità, ed è stata fondata anche una Data Scienza Academy interna all’impresa, che permette a giovani di affrontare un percorso per diventare Data Scientist.

AorticLab, tra le migliori start up italiane anche una MedTech

La prossima start up che andremo ad inserire nel nostro elenco delle migliori è AorticLab, azienda fondata nel 2016 da medici esperti in MedTech, e che si occupa di innovare le tecnologie in ambito cardiovascolare.

Nello specifico, la start up mira ad aiutare i pazienti affetti da stenosi valvolare aortica grave, per cercare di migliorare le loro prospettive di vita.

La start up è riuscita, negli ultimi anni, a convincere numerosi investitori, tra cui Club degli Investitori e di Italian Angels for Growth: i numerosi investimenti hanno permesso all’azienda di incrementare il proprio organico, che ad oggi conta diciotto membri e un team giovane e dinamico.

WeSchool: la start up italiana legata all’istruzione a distanza

Si tratta della piattaforma italiana consigliata per la didattica a distanza direttamente dal Ministero dell’Istruzione: parliamo di WeSchool, start up fondata dal giovane Marco De Rossi, che fa concorrenza ai prodotti per la didattica a distanza di aziende del calibro di Microsoft e Google.

La piattaforma muove dalla consapevolezza che l’istruzione italiana ha un forte bisogno di una spinta alla digitalizzazione. Oltre a fornire opzioni per la didattica a distanza, organizza corsi di formazione per docenti sulle nuove metodologie.

Il programma WeSchool Library, infine, mette a disposizione degli studenti italiani lezioni, video ed esercitazioni con finalità di divulgazione culturale.

Milkman e la start up di delivery

Tra le migliori start up italiane merita una menzione anche Milkman, start up legata al delivery e alle consegne, fondata a  Verona nel 2015 da Antonio Perini e Tommaso Baù, esperti di ottimizzazione del percorso dei veicoli e tracciamento GPS.

L’azienda, lo scorso anno, è riuscita ad attirare l’attenzione di Poste Italiane, che ha deciso di affidarle il servizio MLK Deliveries, un servizio premium di Poste Italiane che prevede la possibilità non solo di pianificare la consegna, ma di ottenere consegne il giorno stesso.

Migliori start up italiane: l’esempio di Satispay

Chiudiamo questa nostra lista di dieci tra le migliori start up italiane con Satispay, che oggi è sulla bocca di tutti in quanto ha deciso di proseguire col bonus cashback a sue spese, dopo che la misura è stata temporaneamente sospesa dal Governo italiano.

La start up nacque nel 2012 per opera degli startuppers Alberto Dalmasso, Dario Brignone e Samuele Pinta, i quali si erano resi conto che moltissimi esercenti tendevano molto spesso a rifiutare i pagamenti in contanti: hanno dunque creato una nuova soluzione, ossia un’app che consente i pagamenti elettronici senza utilizzare una carta di credito, ma semplicemente collegando l’app stessa al proprio conto corrente.

Dall’epoca della sua fondazione, Satispay si è velocemente sviluppata, tanto da rientrare a pieno titolo tra le migliori start up italiane: ad oggi, sta estendendo i propri servizi anche in Europa, tanto da contare anche una sede in Lussemburgo ed essere attualmente operativa anche in Germania.