Dai primi anni del 2000 a oggi, le start up hanno saputo imporsi tra le varie tipologie di aziende; una start up, infatti, fa la sua fortuna grazie al suo modello di business scalabile, oltre al fatto che un’azienda del genere, di solito, è in grado di migliorare la vita dei clienti, fornendo beni o servizi nuovi o migliori di quelli attualmente esistenti. 

Alcuni settori, tuttavia, offrono la possibilità di avviare una start up innovativa che avrà tutte le carte in regola per sfondare. Ci riferiamo, in particolare, ai seguenti settori:

  • high-tech
  • fashion e moda
  • viaggi e turismo
  • cinema e intrattenimento

Start up nel settore high-tech

In realtà, quando parliamo di start up, la maggior parte di esse può essere classificata come un’azienda che sfrutta l’high-tech. Uno dei requisiti per considerare una start up come tale, è infatti quello di essere innovativa. Ma c’è differenza tra una start up innovativa ed una start up che opera nel settore high-tech, che si occupa dunque di fornire servizi strettamente legati all’alta tecnologia.

Le start up abilitate alla tecnologia sono quelle che la utilizzano; non si occupano di avviare un nuovo software, social o prodotto ad alta tecnologia, ma utilizzano quest’ultima per produrre servizio o beni di differenti tipologie.

Quando parliamo di start up che operano nel settore high-tech, ci riferiamo a quelle aziende che inventano qualcosa di altamente tecnologico: l’idea che ha dato vita alla start up è legata alla tecnologia, all’ideazione di software, piattaforme, altri prodotti altamente tecnologici.

Pensiamo ad Apple o Facebook: i loro fondatori hanno realizzato qualcosa che, prima di allora, non esisteva. Per poter dare vita all’idea, poi, hanno dovuto utilizzare la tecnologia a livelli avanzati. Hanno inoltre creato un prodotto altamente tecnologico.

Questi sono dunque esempi di start up del settore high-tech. 

Quando si decide di dare vita a qualcosa di nuovo nel settore della tecnologia, però, l’operazione può risultare rischiosa, soprattutto se si tratta di applicare la tecnologia ad un’area del tutto nuova; di solito, questa applicazione richiede infatti fasi di ricerca, sviluppo, l’ideazione di un prototipo, fasi di test sul mercato.

Ma, anche se il rischio è altissimo e le possibilità di fallimento sono altrettanto alte, quando una start up high-tech riesce a funzionare, i guadagni potenziali sono davvero enormi.

Purtroppo, solo pochissime start up in questo settore riescono a sfondare, ma quando lo fanno, sono destinate a diventare dei colossi mondiali.

Start up ad alta tecnologia: caratteristiche peculiari

Quando parliamo di start up che operano nell’alta tecnologia (senza limitarsi ad utilizzarla per produrre altri tipi di servizi), di solito possiamo individuarne diverse caratteristiche che la rendono differente dalle altre aziende.

Innanzitutto, gli startupper che vogliono iniziare un’avventura nel mondo dell’high-tech devono fare i conti col tempo: dato che, come notavamo poco più in alto, una start up high-tech dovrà passare per molte fasi (da quella della ricerca, fino al test), è bene considerare che passerà del tempo prima che il prodotto definitivo arrivi sul mercato.

Tra l’altro, per far sì che un’idea altamente tecnologica funzioni, c’è bisogno delle migliori menti, ossia dei maggiori esperti in quel determinato campo.

Le start up high-tech, poi, sono in grado di restituire agli investitori un gran rientro economico dal momento in cui avranno successo; l’unico inconveniente è che non sempre questo avviene: in questo settore si registra anche un alto numero di fallimenti.

Un esempio eclatante lo ha riportato lo scorso anno ilSole24ore raccontando la storia di Mosaicoon, ex start up modello costretta a chiudere per fallimento dopo dieci anni di successo nel settore high-tech.

Start up legate al fashion e alla moda

Anche il settore della moda, quando parliamo di start up, è in fortissima crescita. Soprattutto nel nostro Paese, infatti, la moda ha un peso enorme nel mondo del business e degli investimenti. È per questo che, intorno ai settori moda e fashion, sono state avviate tantissime start up, in Italia e all’estero.

I nomi di Zalando e Privalia sono di sicuro degli ottimi esempi quando si parla di start up che hanno avuto un enorme successo nel settore legato al fashion. 

Trattandosi di un settore in espansione, ogni giorno vengono lanciate, ovunque nel mondo, delle nuove start up che hanno a che fare con la moda; ma anche con la tecnologia: come accennavamo prima, anche se non strettamente operanti nel settore dell’alta tecnologia, le start up innovative utilizzano le innovazioni tecnologiche, qualunque sia il settore in cui operano.

E, oltre a questo, com’è consueto per una start up, devono partire da un’idea che migliori la vita delle persone, oltre che da un modello di business scalabile. 

Pensiamo, ad esempio, alle start up di moda che sfruttano la realtà aumentata o l’intelligenza artificiale, o a quelle che si occupano del design utilizzando software ad alta tecnologia.

Insomma, le start up legate a questo settore si preoccupano di avviarlo all’innovazione, introducendo delle novità che rendano più semplice, più gradevole o più profittevole l’esperienza d’acquisto del cliente, sotto diversi aspetti.

Tra l’altro, molto spesso le start up legate al fashion ed al settore della moda hanno anche una peculiarità che le contraddistingue e che può fare la loro fortuna: quella di essere un’azienda all’insegna della sostenibilità.

È questo, ad esempio, lo spirito che muove veryimportantchoice.com, la start up italiana conosciuta anche come VIC, che basa i propri servizi sul noleggio di abiti ecosostenibili. Secondo quanto leggiamo dal sito ufficiale, 

“ogni volta che utilizzi VIC Ecorenting risparmi 1828 kg di CO2 per l’ambiente, che equivalgono a tenere accesa la luce di una stanza per 1 anno intero”.

Start up nel settore viaggi e turismo

Il terzo settore in cui sono moltissime le start up che sono riuscite e stanno riuscendo ad affermarsi è quello legato al turismo ed ai viaggi.

Non possiamo ovviamente negare che, purtroppo, lo scorso anno il settore turistico abbia subito una battuta d’arresto, legata alla pandemia di Covid-19: dunque, a partire dal marzo 2020, il settore dei viaggi è stato colpito da una delle peggiori crisi della storia.

Sono state tantissime le società e le aziende, start up incluse, a dover chiudere i battenti. Altre aziende, di maggiori dimensioni (pensiamo ad Airbnb) sono riuscite a sopravvivere solo grazie ad un ingente numero di licenziamenti.

Ma da una grande crisi nascono anche buone idee: numerose imprese e start up hanno percepito che il cambiamento sarebbe stato duraturo, cercando dunque idee che portassero ad un miglioramento della situazione.

In ogni caso, poi, tralasciando l’anno 2020 e la pandemia, è indubbio che il settore dei viaggi è in costate crescita, soprattutto se analizziamo il turismo correlato all’alta tecnologia: uno studio del Politecnico di Milano ha messo in evidenza come, nel 2018, il turismo digitale in Italia sia riuscito a raggiungere cifre impressionanti; si parla infatti di “14,2 miliardi di euro, il 24% del mercato Travel complessivo”.

In Italia, così come nel resto del globo, i viaggiatori tendono infatti a scegliere di effettuare le proprie prenotazioni legate ai viaggi utilizzando delle agenzie o dei servizi online. 

Una start up legata ai viaggi e al turismo, dunque, per poter prosperare ha bisogno di fornire servizi ad alta tecnologia per sviluppare itinerari e percorsi, per effettuare prenotazioni comodamente da casa, per richiedere informazioni.

Questo è lo spirito che muove ViaHero, la travel start up italiana che promette di mettere i viaggiatori in contatto con una guida turistica del luogo che vorranno visitare, permettendo così di realizzare un piano di viaggio personalizzato, avvalendosi dei consigli di un esperto. Il tutto, tramite una comoda app.

Start up, cinema e film: l’incontro tra tecnologia e intrattenimento

Altro settore che rappresenta un fiorente terreno di business per le start up innovativa è quello dell’intrattenimento legato al cinema ed ai film.

Lo possiamo anche capire dal fatto che un film, prima di arrivare nelle sale cinematografiche, ha bisogno di un percorso, dall’idea al montaggio finale; dunque, esistono oggi tantissime aziende che prendono parte alle fasi di produzione di un film e, tra queste, anche delle start up innovative che utilizzano le tecnologie.

Ma il mondo del cinema e dell’intrattenimento offre anche tantissime altre opportunità per le aziende innovative: la vita di un film non si limita infatti alla sua produzione, ma anche alla sua distribuzione, che avviene non solo mediante i cinema, ma anche utilizzando le piattaforme di streaming.

Esistono infatti delle aziende che si occupano della prenotazione/distribuzione di biglietti per spettacoli direttamente in un cinema, ma anche altre start up legate allo streaming.

Grazie a questo genere di servizi, gli utenti sono in grado di guardare un film o uno spettacolo direttamente in casa propria, comodamente ed a prezzi vantaggiosi.

Quando parliamo di streaming, pensiamo per prima cosa a piattaforme come Netflix e Amazon Prime Video, ma in Europa negli ultimi anni sono nate moltissime start up con lo scopo di rendere l'industria cinematografica un mercato più versatile e fruibile.

E come non citare, in questo caso, la nostrana Hypex? Si tratta di una start up pugliese che si propone di produrre contenuti audiovisivi interattivi; l’applicazione permette allo spettatore la possibilità di avere il controllo dei protagonisti della sua storia, decidendone le azioni e gli ambienti. 

Il tutto solamente utilizzando il proprio smartphone.

Hypex, insomma, vuole mettere lo spettatore al centro della storia da lui stesso ideata, dandogli la possibilità di scegliere quale sarà il futuro dei personaggi.

“Immaginate di immergervi totalmente in un film, a tal punto da poter controllare gli attori, le loro azioni e l'intero evolversi della storia. Con HYPEX tutto questo diventa possibile.” (fonte: Hypex)

Hypex va dunque oltre la fruizione passava dei video e dei film, e ha dato vita ad una start up che rende lo spettatore l’artefice del proprio film.