Start up: le Università italiane incentivano le aziende innovative?

Con questo articolo cercheremo di capire quali sono le Università italiane su cui poter contare per avviare la propria start up innovativa, anche qualora l’unica cosa che si abbia in mano sia solamente una buona idea che potrebbe cambiare il mondo.

Per rispondere subito alla domanda in apertura, la risposta è affermativa: quasi tutte le Università in Italia hanno un programma interno per agevolare la crescita delle start up innovative.

In fondo, il nostro Paese rientra a pieno titolo tra quelli che garantiscono maggiori agevolazioni alle start up; è dunque quasi scontato che anche le Università, soprattutto quelle a indirizzo tecnologico, forniscano dei programmi per lo sviluppo di idee imprenditoriali.

Il 2021, in particolare, ha visto la nascita di molti progetti per la promozione ed il sostegno, da parte delle Università, delle start up innovative avviate dai giovani studenti italiani.

Ovviamente, in questa sede, non ci sarà possibile analizzare tutti i programmi messi a disposizione della Università italiane per incentivare l’avvio e la riuscita di un progetto imprenditoriale innovativo. Analizzeremo dunque alcuni tra i progetti universitari più interessanti che incentivano le start up.

Politecnico di Bari per la creazione di start up innovative

Tra le università italiane che incentivano le start up innovative, partiamo col citare il Politecnico di Bari. Innanzitutto, è attiva l’iniziativa UniCredit Start Lab, che promuove le iniziative imprenditoriali dei giovani che hanno intenzione di avviare delle start up innovative, senza esclusione di alcun settore.

UniCredit Start Lab propone un programma di accelerazione che comprende misure in denaro, ma anche attività di formazione e mentoring.

Tra l’altro, UniCredit Start Lab possiede, all’interno del proprio programma, un piano appositamente pensato per le start up che operano in ambito FinTech, prevedendo per queste un acceleratore che fornisce servizi appositamente pensati per questo tipo di aziende innovative operanti nel settore.

La partnership col Politecnico di Torino per incentivare le start up

Ma UniCredit Start Lab non è l’unico progetto pensato dal Politecnico di Bari per le start up innovative: tra le varie partnership attualmente attive, ricordiamo anche quella con l’incubatore del Politecnico di Torino I3P

Insomma, le due università stanno attualmente collaborando per favorire l’incubazione delle nuove start up; il fine ultimo della collaborazione tra il Politecnico di Bari e I3P è infatti di sostenere non solo l’avvio, ma anche l’affermazione delle start up innovative altamente tecnologiche.

 I3P si prefigge infatti di sostenere le iniziative imprenditoriali, favorendo non solo l’occupazione giovanile, ma anche lo sviluppo economico e l’innovazione. L’incubatore fornisce anche servizi di mentoring e di networking, utilissimi ad una start up in fase di avvio.

L’incubatore I3P, infine, promuove spesso concorsi e attività riservate alle start up, al fine di favorire questa tipologia di aziende innovative, realizzando collaborazioni con altri enti.

Un esempio? La Start Cup, un concorso per start up, nel quale vengono premiate quelle col business plan più innovativo.

L’università Federico II di Napoli e il Tecno hub per start up

È invece recentissima la notizia riportata da il Sole 24 Ore, la quale annuncia l’apertura del Tecno Hub promosso da UniCredit e che verrà aperto presso l’Università Federico II di Napoli.

Il Tecno hub mira a diventare un punto di riferimento per l’avvio delle start up innovative del Sud Italia, quale polo di innovazione in cui potranno essere tutte quelle attività legate all’avvio, all’incubazione e all’accelerazione delle start up.

Oltre al Tecno hub, UniCredit ha deciso di rafforzare la propria presenta in area napoletana, al fine di concedere nuove risorse al sud e assicurare nuovi posti di lavoro.

Come leggiamo nel già citato articolo:

“sono già circa 50 i neoassunti, il 70% è donna e il 90% proviene da Università del Sud Italia”.

Il polo tecnologico napoletano di UniCredit, insomma, assicura almeno un centinaio di assunzioni presso la sede della nuova banca 100% digitale, la BuddyBank. I posti di lavoro, assicura UniCredit, saranno riservati a coloro che provengono dal Mezzogiorno d’Italia.

Quanto al Tecno Hub, si tratterà di un nuovo polo che mirerà non solo a trasmettere conoscenze innovative e tecnologiche, ma anche per fornire sostegno a start up e PMI innovative.

Anche all’interno del Tecno Hub agirà il già citato UniCredit Start Lab, con tutti i programmi di cui abbiamo già ampiamente parlato nei paragrafi precedenti.

Il Tecno Hub, che vanterà ben 300 metri quadri di estensione tra aule e laboratori di ricerca, verrà avviato entro settembre.

Dock3, il programma dell’Università Roma Tre per start up

Saliamo verso il Centro Italia, dove la protagonista che incentiva le start up italiane è l’Università di Roma Tre, grazie al proprio programma per start up, dock3 – the startup lab, programma in collaborazione col progetto della Commissione Europea “Started”.

Il programma prevede non solo incubazione, ma anche training rivolto a coloro che stanno studiando all’università, ma anche a chi è già laureato. E attenzione: dock3 non è rivolto solamente agli studenti e ai laureati dell’Università Roma Tre, ma è aperto ad ogni ateneo.

Come leggiamo infatti sul sito ufficiale, il programma

“Si rivolge ai 34.000 iscritti e ai circa 100.000 laureati dei 12 Dipartimenti dell’Ateneo, ma è aperto anche a studenti e professionisti esterni che possono contribuire con le proprie competenze allo sviluppo di un progetto imprenditoriale di un team di studenti di Roma Tre”.

Da quando il programma dock3 è attivo, vanta la formazione di oltre un migliaio di giovani e la fondazione di più di quaranta start up di successo.

Il programma dock3 si articola mediante differenti percorsi, tra cui dock3 Training; coloro i quali vogliono far valere la propria idea imprenditoriale con l’intento di validarla e trovare i membri del team adatti al progetto, possono inviare la propria candidatura, senza esclusione di ateneo: tutti gli atenei sono invitati a partecipare. Vengono selezionati cento partecipanti, che verranno seguiti da specifici mentori.

Tra le attività di dock3, ricordiamo inoltre il dock3 DemoDay, che viene organizzato in occasione della conclusione del dock3 Training: l’evento consente alle start up che hanno partecipato al training di mostrare il proprio progetto imprenditoriale a degli investitori, che si preoccuperanno di selezionare le idee migliori, per assegnare loro il premio da 30.000 euro totali della Regione Lazio; le start up selezionate, poi, avranno diritto ad accedere al programma di incubazione di dock3, ossia dock3Sprint.

I.D.E.A.: l’Università di Bologna e gli incentivi alle start up

Anche l’Università di Bologna rientra tra le università italiane che incentivano le start up, con il suo progetto di ampio respiro denominato I.D.E.A.: si tratta di un progetto di affiancamento e ricerca rivolto a tutto coloro che vogliono avviare non solo una start up, ma qualunque altro tipo di impresa.

Nello specifico ambito delle start up, I.D.E.A. propone vari percorsi, tra cui un percorso completo, che prende avvio a settembre e si conclude nel maggio dell’anno successivo all’iscrizione.

Il percorso che mira alla realizzazione della start up consentirà, attraverso tutta una serie di iniziative, di partire da un’idea e realizzarla, passo passo, fino ad arrivare alla fondazione della start up: dopo l’acquisizione delle competenze necessarie ad uno startupper, aver messo su il team giusto per portare l’idea al successo e aver sviluppato l’idea grazie agli incubatori, I.D.E.A. metterà in contatto la start up con gli investitori a cui presentare il proprio business plan.

L’Università di Bologna, tramite I.D.E.A., si propone inoltre di supportare la crescita degli incubatori che andranno a sostenere le start up; tra questi:

  • Almacube
  • Cesena Lab
  • Rimini Innovation Square

Polihub incentiva le start up presso il Politecnico di Milano

Saliamo infine presso il Nord Italia, dove uno dei punti di riferimento è il PoliHub Innovation Park & Startup Accelerator del Politecnico di Milano.

PoliHub si preoccupa, in primis, di incentivare il Deep Tech: in questo caso le start up interessate devono sviluppare idee e innovazioni sulla base dei nuovi progressi da parte della scienza.

Nello specifico, PoliHub propone un percorso completo che investe tutta la vita della start up, dalla fase di avvio, a quella di lancio, fino alla trasformazione in grande azienda.

Tra i programmi offerti, spicca sicuramente quello di accelerazione, che si articola in due differenti tipologie: la prima è breve, dura dalle dodici alle sedici settimane e si concentra sulle start up che non hanno ancora effettuato il proprio lancio sul mercato e che ne sono ancora lontane; la seconda tipologia di accelerazione prevede invece un programma più lungo, dai sei agli otto mesi, che invece si rivolte a quelle start up che sono pronte per il lancio sul mercato e che tratta quindi tematiche quali le market strategy e la scalabilità.

Altro programma a cura di PoliHub è Switch2Product, finalizzato alla ricerca delle imprese più innovative e promettenti, che si propone di selezionare le migliori idee al fine di permettere loro l’accesso al percorso Innovation Boost Program.

I team migliori potranno inoltre essere selezionati per un ulteriore percorso volto alla crescita della start up, della durata di quattro mesi, che si configura come programma di accelerazione.

Switch2Product è aperto agli iscritti al Politecnico di Milano, oltre che a quelli della MIP Business School (MIP MBA o EMBA) o di POLI.design; anche docenti, ricercatori e dottorandi di ricerca sono ammessi alla partecipazione. I team candidati, comunque, possono contare al loro interno anche componenti che non hanno a che fare col Politecnico di Milano, purché almeno un membro del team rientri tra le categorie sopra descritte.