L'approccio economico tradizionale nei confronti dell'ambiente mondiale è in gran parte incentrato sulla generazione di un profitto. Secondo questo approccio, gli alberi sono fatti per essere abbattuti, la terra è lì che attende di essere sviluppata e gli animali vengono allevati per essere venduti o – nel caso di pesci rari, uccelli, anfibi, e altre specie animali – questi vengono trattati come ostacoli alla deforestazione e allo sviluppo del territorio. 

Non c’è dubbio che questo approccio all'ambiente abbia contribuito a una serie di problemi ambientali, tra cui il riscaldamento globale, l'inquinamento, l'estinzione di alcune specie animali, la deforestazione e la siccità.

Problematiche che, grazie anche alla particolare enfasi posta sul tema negli ultimi anni, stanno guadagnando sempre più attenzione e generato una maggiore consapevolezza di quanto sia importante agire ora, prima che sia troppo tardi (se, di fatto, non lo è già) per tutelare la salute dell’uomo e quella del mondo intero. 

Di conseguenza, sono molte le aziende che hanno cambiato il loro approccio e che stanno cercando ora di operare nel rispetto dell'ambiente, così come stanno aumentano le aziende che forniscono servizi e prodotti eco-compatibili e sostenibili. 

Ciò non si limita alle sole aziende che vendono magliette realizzata con la canapa o vasi biodegradabili prodotti con sterco di vacca: anche le grandi aziende - nonché i principali inquinatori - stanno iniziando ad agire per un bene comune: quello dell’ambiente, appunto.

Alcuni giganti della tecnologia come MicrosoftApple, infatti, hanno presentato al mondo intero i piani e le strategie adottate per raggiungere il traguardo dell’impatto zero, azzerando la carbon footprint entro i prossimi trent’anni. 

Uber, invece, ha raccolto oltre ottocento milioni di dollari da destinare alla transizione alla mobilità elettrica, che si compierà attraverso l’adozione di veicoli completamente elettrici entro i prossimi quattro anni

In risposta a ciò, sono sempre di più le startup che, abbracciando la causa, sviluppano soluzioni innovative rispettose dell’ambiente e per l’ambiente. Nel farlo, le cosiddette “green startup” affrontano ulteriori sfide dettate dalla loro tripla linea di fondo: responsabilità sociale, valore economico e impatto ambientale. 

Queste startup stanno attraendo sempre più “venture capitalist” e “investitori green”. Il concetto di “investimento green” sorge come  conseguenza del movimento di “investimento socialmente responsabile”. Gli investitori socialmente responsabili cercano di evitare di investire in società che producono prodotti come alcol, tabacco e armi da fuoco, puntando, piuttosto, a investire i loro soldi nel sostenere quelle aziende il cui servizio o prodotto, nonché la cui ideologia si basa sulla difesa e il rispetto dell'ambiente

Dopo aver visto quali sono le migliori startup italiane, quali quelle più innovative e quelle che, dopo aver vissuto diverse peripezie sono riuscite a raggiungere il successo e a divenire oggi delle grandissime aziende, in questo articolo parleremo di alcune delle migliori “startup green” del momento.

Migliori startup green, Bakeys

Secondo alcuni studi, solo negli Stati Uniti ogni anno circa quaranta milioni di utensili in plastica finiscono nella spazzatura. L'inquinamento da plastica rappresenta una minaccia immensa tanto per la natura quanto per gli animali. Distrugge l'ecosistema naturale e rilascia sostanze chimiche dannose nella terra. 

Realizzando posate commestibili, un'azienda indiana di nome Bakeys fornisce forse l'alternativa più sostenibile alla plastica monouso.

Le posate di Bakeys sono realizzate con diversi tipi di farine e ingredienti completamente naturali come sorgo, grano, riso e miglio.

Producono cucchiai, forchette e bacchette realizzati in modo tale da decomporsi naturalmente tra i tre ed i sette giorni dopo l'utilizzo se non consumati e in diversi gusti, come cumino, menta, zenzero, carota, barbabietola e zucchero.

Migliori startup green, Fuergy

Questa startup è stata fondata tre anni fa e si definisce come una "Airbnb dell'energia pulita e rinnovabile". Fuergy, infatti, mira a trasformare la condivisione di energia rinnovabile domestica in realtà, sviluppando un meccanismo che consente ai proprietari di case che generano energia solare o eolica in eccesso di vendere la loro energia extra ai loro vicini.

Il team di Fuergy ha anche sviluppato brAIn, un hardware supplementare e proprietario che utilizza algoritmi di intelligenza artificiale per "ottimizzare energia e consumi e massimizzare l'efficienza delle fonti di energia rinnovabile".

Usando “brAIn” i consumatori riducono i loro costi energetici grazie al consumo collaborativo o la condivisione di energia rinnovabile tra consumatori e imprese. La tecnologia proprietaria di Fuergy, infatti, si connette ai dispositivi dell’Internet of Things (IoT), come gli elettrodomestici intelligenti, per ottimizzare al meglio il consumo di energia

Ad esempio, una persona con energia solare in eccesso può vendere quell'energia ad altri consumatori nella propria comunità. Se si tratta di un’azienda, questa può condividere la propria energia con altre aziende attraverso Fuergy Business, una soluzione che garantirebbe un risparmio di oltre il 50% sui costi energetici.

Migliori startup green, Power Ledger

Power Ledger adotta, in parte, lo stesso approccio di Fuergy. L’azienda è stata fondata cinque anni fa in Australia e opera in due diversi mercati attraverso la sua applicazione proprietaria peer-to-peer. Il primo è il commercio di energia mentre l'altro è il commercio di materie prime.

La piattaforma di scambio di energia di Power Ledger aiuta i consumatori a ottimizzare il consumo energetico consentendo loro di condividere l'eventuale eccedenza con altri individui senza alcun sussidio. Ad esempio, qualcuno con dei pannelli solari può scegliere di immagazzinare e vendere l'energia in eccesso al vicino di casa attraverso la piattaforma di trading messa a punto dalla società. I consumatori possono anche prendere parte al commercio di materie prime, compresi i crediti di carbonio, utilizzando il software dell'azienda, che elimina i rischi di frode e doppio conteggio. 

Power Ledger ha avviato una serie di collaborazioni strategiche nella Silicon Valley, in Australia e in Giappone e sta anche lavorando a progetti in Nuova Zelanda e nel sud-est asiatico. L’azienda ha anche siglato un accordo con Alperian, una società energetica italiana, nel febbraio dello scorso anno per testare il trading di energia blockchain

Migliori startup green, Facedrive

Facedrive è una società canadese con sede a Richmond Hill, Ontario, appena a nord di Toronto. Opera come servizio di ride-sharing e di cibo a domicilio, proprio come Uber. Facedrive è stata fondata cinque anni fa e promette di essere un'azienda che pone “persone e pianeta al primo posto” attraverso il suo sistema di trasporto ecologico.

I conducenti che lavorano per l'azienda possono guadagnare fino al 90% delle loro tariffe e non vengono applicate commissioni sulle mance, mentre il servizio tende a premiare conducenti di auto ibride o elettriche offrendo loro una più alta percentuale di guadagno.

Facedrive è disponibile in dieci città, tra cui Toronto, Hamilton, Burlington, Ottawa e Londra e l'app dedicata alla consegna di cibo a domicilio è, secondo i dati riportati dalla stessa azienda, il primo servizio ecologico del Canada nel suo genere

Facedrive conta più di tremila cinquecento conducenti registrati e fornisce anche altri servizi tra cui soluzioni per il monitoraggio della salute, che aiuta i consumatori a tenere traccia dei propri contatti durante la pandemia di COVID-19 tramite app e tecnologia indossabile dedicata, e un e-commerce

Facedrive ha grandi piani, inclusa un'espansione nel mercato statunitense. A partire dal 16 dicembre 2020, la società aveva una capitalizzazione di mercato pari a 1,419 miliardi di dollari ed ha registrato un fatturato di 747.976 CAD per i nove periodi terminati il ​​30 settembre 2020.

Migliori startup green, O2Forest

O2Forest è una neo-startup italiana fondata da Francesco Salvi e Giulia Faleri. La sua missione è quella di “rendere il commercio un atto per creare valore sociale e ambientale”.

Questa startup, infatti, ha lanciato Vezua, il primo marketplace omnichannel globale della sostenibilità dove acquistare prodotti e servizi di realtà e professionisti locali ecosostenibili di tutto il mondo. I server della piattaforma sono alimentati al 100% da energie rinnovabili e le vendite - o gli acquisti - qui effettuati permettono al team di O2Forest di creare ecosistemi di foreste visitabili gratuitamente. 

L’azienda ha persino sviluppato un algoritmo di sostenibilità proprietario grazie al quale valutare e certificare la sostenibilità di aziende e prodotti, offrendo alle aziende la possibilità di ottenere un Rating e una certificazione sulla loro sostenibilità riconosciuta e approvata a livello internazionale dall’ente RINA.

Alcuni dei requisiti richiesti da Vezua comprendono il divieto di sfruttamento dei lavoratori e degli animali, la produzione di prodotti alimentari a km 0 e/o biologici, prodotti di abbigliamento e accessori con fibre naturali certificate e/o materiali riciclati certificati, prodotti di artigianato con materiali naturali locali e/o riciclati e prodotti tecnologici ricondizionati e/o con basso impatto energetico.

Migliori startup green, Northvolt

Northvolt è una startup svedese fondata nel 2016. L'azienda è specializzata nella produzione di batterie agli ioni di litio per veicoli elettrici. La startup è stata creata da due ex dipendenti di Tesla e l’idea di avvio è simile a quella di Fuergy. Il focus dell'azienda è sulla transizione alle fonti energetiche rinnovabili. Per questo, l'azienda è impegnata nella produzione di batterie agli ioni di litio eco-compatibili.

Le batterie di Northvolt sono state utilizzate da produttori come Siemens e BMW. La startup ha recentemente raccolto un miliardo di dollari. Presto Northvolt dovrebbe mettere in funzione l'impianto Northvolt Ett, “una gigantesca fabbrica di batterie che rappresenta la prima risposta nazionale europea alle opportunità e alle esigenze di un mondo elettrico”.