Il concetto di link building è oggi molto importante in ottica di ottimizzazione SEO di un contenuto digitale. Conferma m-webmaster.it:

“Link building significa letteralmente “costruzione di collegamenti” e i collegamenti da siti esterni verso il vostro sito (backlink) sono molto importanti per la SEO.”

Il concetto di link building deve essere analizzato in contemporanea su due fronti: pagina di destinazione e pagina di origine. Ovvero è importante studiare una strategia di link building sia per posizionare un proprio backlink all’interno di siti internet di terze parti, ma anche per posizionare backlink esterni all’intento della propria pagina web. Entrambe le direzioni sono importanti ai fini di valutazione della qualità del contenuto digitale da parte dei motori di ricerca.

Per entrare nel dettaglio sulle varie fasi e vari passaggi utili per l’elaborazione di un’ottima strategia di link building è necessario iniziare con l’analisi dell’anchor text, passare alla valutazione di possibili siti internet di destinazione e terminare con lo studio delle azioni concrete da intraprendere, che siano più o meno organiche. Tra queste è possibile scegliere se operare direttamente sul link tramite il dofollow o nofollow link, oppure se operare tramite il Guest Posting.

Come citare o menzionare un backlink: gli anchor text

Elemento importante da tenere in considerazione in una strategia di link building è l’anchor text, spiega ilmioposizionamento.it:

“… le anchor text sono quelle parole chiave o brevi frasi alle quali si ‘incolla’ un link.”

Queste parole, seppur facciano da facciata al link sottostante, sono anch'esse valutate dai motori di ricerca e pertanto devono essere studiate attentamente.

Ci sono diverse tipologie di anchor text tra cui: naked link ovvero il semplice url, brand ovvero che riportano il nome del sito di destinazione, branded ovvero una frase che contiene al suo interno il nome del sito di destinazione, navigazione che invita esplicitamente al click, frase intera usata come anchor text, anchor text puro ovvero una parola chiave che anticipa il contenuto digitale collegato al link.

È fondamentale l'organicità della scelta, ovvero utilizzare un testo semplice di impatto, che tenga conto delle strategie di ottimizzazione SEO e che sia coerente con l’argomento trattato. È importante non abusare degli anchor text (come per le keyword) ma anche variarne la tipologia utilizzata. Il tutto per non venire penalizzati dai motori di ricerca che rilevano le attività di link building non organiche.

Lo studio delle strategie di link building

La strategia di link building, secondo studiosamo.it, può essere progettata in tre passaggi fondamentali che partono dalla ricerca di pagine web in cui inserire il proprio backlink, per passare alla valutazione di tali siti internet e finire con la trattativa vera e propria con il proprietario del contenuto digitale di destinazione.

Nella prima fase, quindi, la ricerca delle pagine web papabili su cui posizionare un proprio backlink deve tenere conto sicuramente dell’autorità del sito internet, ma anche della pertinenza e coerenza rispetto al contenuto digitale collegato al tuo link. Conferma studiosamo.it:

“… si desidera ottenere link da siti autorevoli, ma più nello specifico, siti autorevoli che trattano argomenti strettamente correlati al nostro sito.”

È possibile effettuare una ricerca manuale attraverso la digitazione della parola chiave con cui vuoi posizionati all’interno di un motore di ricerca. Potrai analizzare di prima mano i siti più autorevoli su quell’argomento, ovvero i primi link presenti sulla "Search Engine Results Page" o SERP. Ovviamente, all’interno di questo elenco troverai soprattutto diretti concorrenti, ma anche diversi blog o riviste che saranno decisamente più propensi alla tua proposta di inserimento di backlink. Altro metodo è vagliare i gruppi di Facebook inerenti al tuo settore, dove è possibile assistere a vere e proprie contrattazioni in una sorta di mercato di link.

L'analisi della concorrenza, però può anche essere effettuata tramite degli strumenti gratuiti online. Spiega Semrush Italia nel loro video YouTube "SEMrush in 30 minuti: Link Building Toolkit": 

Puoi utilizzare il loro tool per analizzare la concorrenza in base alla keyword di tuo interesse. Per ogni sito internet coerente con la parola chiave che troverai sulla SERP, puoi esaminarne i backlink che lo hanno come destinazione. Ovvero puoi controllare la valorizzazione della pagina d'origine (che contiene il backlink) da parte dei motori di ricerca e gli anchor text a cui i link sono collegati. Nonché tutta una serie di altre informazioni utili per avere una panoramica della situazione al fine di elaborare la miglior strategia di link building possibile.

Dopo aver evidenziato le pagine web papabili, è necessario analizzarle attraverso strumenti SEO disponibili anche gratuitamente online: studiosamo.it consiglia SEOZoom, Ahref e Majestic. È possibile visualizzare la qualità e quantità di backlink presenti su tali siti internet, nonché informazioni sul traffico utenti. Con questi dati bisogna valutare l’autorevolezza delle pagine web e stilare una lista delle più qualificate.

Una volta individuati i siti web più interessanti ai tuoi scopi, tutto ciò che rimane da fare è inviare un messaggio personalizzato per proporre una collaborazione. A questo punto si aprono due strade: il tuo link verrà posizionato sulla pagina web scelta oppure ti verrà proposto di pubblicare un Guest Post. 

Black hat e white hat: due modi per fare link building

Un altro fattore da tenere in considerazione è la differenza tra dofollow e nofollow link. Per incrementare il ranking, i backlink devono essere del tipo dofollow, ovvero devono essere tacciabili ed indicizzabili dai moto di ricerca ai fini di posizionamento nella SERP. Ma, digital-coach.it:

In alcuni casi, è preferibile invece inserire l’attributo rel=nofollow al link, cioè un tag HTML che dice ai motori di ricerca di non seguire la risorsa linkata e di non considerarla ai fini del rank, pur mantenendo comunque un valore ai fini SEO… “

Tali casi sono quelli in cui il posizionamento del backlink è tale da indurre il motore di ricerca a pensare che potrebbe esserci un’attività sleale di compravendita di link. Oppure, nei casi in cui il sito internet è insufficientemente coerente rispetto al contenuto digitale in questione per scongiurare che il backlink venga confuso con attività di spam. O ancora, nel caso in cui la pagina web è poco autorevole per evitare che il ranking del tuo sito internet possa calare in quanto associato ad un altro di bassa qualità.

Da questi concetti emergono azioni di link building che possiamo definire di black hat o white hat. Nel primo caso, spiega digital-coach.it:

“Black hat vengono denominate tutte quelle attività indiscriminate di backlinking, tramite acquisto, scambio, strutturazione di più livelli di link che rimandano sempre allo stesso sito.”

Parliamo di comportamenti scorretti dal punto di vista etico per i motori di ricerca che portano a penalizzazioni. Per esempio, l’attività di link farm che prevede la pubblicazione manuale o automatica di un link in una rete o gruppo di siti internet.

Nel secondo caso, spiega digital-coach.it:

“White hat sono al contrario tutte le tattiche di ottenimento (da qui link earning) di link verso il tuo sito che mirano a guadagnare in modo corretto la tua nomea di professionalità sul web, avendo sempre come obiettivo la resa di un servizio effettivo ai propri utenti, unita alla crescita di traffico, autorevolezza e notorietà del tuo sito… “

Parliamo di comportamenti organici che sono ben visti dagli algoritmi che elaborano la SERP.