Streaming troppo affollato? E Netflix punta sui videogiochi

Netflix rileva Boss Fight, la terza acquisizione nei videogiochi nell'ultimo anno. Per l'azienda californiana il gaming è l'antidoto a uno streaming ormai troppo affollato?

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Netflix rileva Boss Fight. Il pioniere dello streaming annuncia l'acquisizione dello sviluppatore texano di videogiochi, fondato da ex dipendenti di Zynga e noto a oggi per un solo titolo (Dungeon Boss, disponibile per Android di Google e iOs di Apple). Netflix non ha comunicato i dettagli economici dell'operazione che certo non deve essere stata particolarmente costosa ma conferma la strategia della società di Los Gatos. Mentre il settore dello streaming che Netflix ha di fatto creato diventa sempre più affollato ("un incubo" lo ha definito Elon Musk di Tesla) è meglio guardare altrove e Netflix guarda proprio ai videogiochi.

Netflix punta su videogiochi come antidoto a streaming affollato

Netflix ha infatti chiuso la terza acquisizione nel gaming in poco più di un anno da quando a inizio marzo 2021 annunciò il deal, del valore di circa 65 milioni di euro, sulla finlandese Next Games. In quel caso era evidente la continuità tra la produzione di contenuti cine-televisivi e i videogiochi, visto che Next Games è specializzata nello sviluppo di avventure tratte da serie tv come The Walking Dead o Stranger Things, quest'ultima uno dei maggiori successi proprio di Netflix. Finora il pubblico di Netflix (221,8 milioni gli utenti globali a fine 2021) ha potuto avere un assaggio direttamente sulla piattaforma grazie a show interattivi come il film Black Mirror: Bandersnatch o il recente Cat Burglar, cartone animato ispirato ai classici di Tex Avery in cui lo spettatore può decidere l'evolversi della storia.

Netflix chiude la terza acquisizione nei videogiochi in un anno

Come ricorda MarketWatch già la scorsa estate Netflix aveva chiarito la sua strategia. "Consideriamo i giochi come una nuova categoria di contenuti per noi, simile alla nostra espansione in film originali, animazione e unscripted tv", aveva spiegato la società. E dopo l'acquisizione di Night School Studio (società specializzata in avventure grafiche come Oxenfree) a fine settembre, in novembre Netflix aveva dimostrato di fare sul serio debuttando nel mobile gaming con cinque titoli disponibili per Android (di cui due basati proprio sulla serie Stranger Things). Nulla ancora per gli iPhone ma i rapporti con Apple, ormai diventata rivale di Netflix anche nello streaming, non sono tra i migliori. I giochi sono gratis e senza acquisti in-app (tipici del mobile gaming), basta essere abbonati a Netflix.

Streaming affollato ma in crescita. Netflix guarderà alla pubblicità?

E lo streaming? "Siamo ancora in un mercato in crescita, ovviamente è un mercato affollato. Penso che nel 2022 vedremo di più un'intensa concorrenza tra i principali player per mantenere gli abbonati coinvolti e ridurre al minimo il tasso di abbandono", ha sottolineato Seth Shafer di Kagan (S&P Global Market Intelligence), citato da MarketWatch. Non a caso anche The Walt Disney Company ha scelto di passare all'advertising, per offrire abbonamenti più economici sostenuti dalla pubblicità su Disney+. E Netflix? Finora non ha preso in considerazione l'inserimento degli spot pubblicitari. Basterà il suo impegno nei videogiochi per distinguerla dalla concorrenza? (Raffaele Rovati)