Negli ultimi anni, il metro di valutazione delle nostre connessioni internet, è diventato sempre di più, lo streaming video.
Piattaforme come Youtube, Netflix, Prime Video, TIM Vision, DAZN, Infinity, Disney +, offrono film, serie TV e video di ottima qualità e sono ormai milioni, gli utenti che usufruiscono dei loro servizi.

Ulteriore banda internet, la usiamo per le clip sui social network, per i canali delle web TV, per i giochi online, per le videochiamate.
Non c’è da stupirsi dunque, se siano frequenti i rallentamenti e le perdite di definizione.
Ci sono però diverse strategie e tecniche che possiamo utilizzare per diminuire l’entità del problema o per risolverlo del tutto.

Rallentamenti e attese snervanti durante lo streaming

I rallentamenti, avvengono quando il nostro dispositivo non riesce a scaricare in tempo, i pacchetti di dati relativi alla parte di video immediatamente successiva a quella che stiamo guardando, ovvero non riesce a farlo, prima che la riproduzione sul nostro player arrivi in quel punto.

I pacchetti di dati video, inoltre, viaggiano sulla rete in un formato compresso, per alleggerire il carico sulla stessa. Questo implica però dei tempi maggiori di elaborazione, necessari per le fasi di compressione prima, e decompressione tramite codec poi, di questi pacchetti.

Velocità minime e raccomandate per lo streaming video

Generalmente, ogni piattaforma di streaming video ha dei prerequisiti minimi di banda, che la connessione internet deve rispettare, affinché l’utente possa essere ragionevolmente sicuro di non avere problemi durante la fruizione dei video.
Questi requisiti minimi, variano a seconda delle piattaforme online, ma in linea di massima ci sono delle velocità di rete raccomandate, per ognuna delle qualità video standard che si vogliono ottenere in fase di riproduzione.

Se la nostra connessione ci fornisce stabilmente queste velocità, possiamo essere ragionevolmente sicuri che non avremo rallentamenti:

  • Per una qualità video standard SD (480p), 3 Mbit/s (Megabit al secondo)

  • Per una qualità video in alta definizione HD (720p), 7 Mbit/s

  • Per una qualità video in alta definizione Full HD (1080p), 10 Mbit/s

  • Per una qualità video in 4K Ultra HD, 25 Mbit/s


In realtà, le qualità video relative a queste risoluzioni, si riuscirebbero ad ottenere nella maggior parte dei casi, anche con velocità leggermente inferiori rispetto a quelle indicate, ma le probabilità di avere qualche disservizio o rallentamento, aumenterebbero.

Lo speedtest in ottica streaming video

La velocità di rete indicata nel contratto che sottoscriviamo con l’Internet Provider, è quella massima teoricamente raggiungibile, ovvero la velocità nominale.
Quella che all’atto pratico ci interessa di più invece, è la velocità reale della nostra rete, che è quasi sempre, anche se si presume non di molto, inferiore a quella nominale, e che possiamo misurare con uno speedtest.

Basta una ricerca su Google, per poter effettuare lo speedtest con semplicità, direttamente all’interno della pagina di ricerca, oppure collegandoci ad uno dei numerosi siti web che Google stesso ci proporrà.

Tra i risultati dello speedtest, il parametro più importante da tenere in considerazione ai fini dello streaming video, è la velocità in download espressa in Mbit/s, che rappresenta la rapidità del dispositivo dal quale effettuiamo lo speedtest, nello scaricare i dati da un determinato server (come ad esempio, quello appunto di una piattaforma di streaming video).

C’è poi la velocità in upload, ovvero la rapidità dei dati nel fare il percorso inverso, dal dispositivo ad un server (ad esempio, il percorso che fanno quando inviamo una mail).
Infine, c’è il ping (o latenza), che rappresenta il tempo necessario al dispositivo, per caricare o scaricare un pacchetto di dati verso o da un server; a differenza dei due valori precedenti, in questo caso, minore sarà il valore (espresso in ms=millisecondi), migliore sarà il risultato.

Qualora i valori dello speedtest non fossero esaltanti, soprattutto alla luce della velocità nominale della nostra connessione, potrebbe essere una buona idea contattare il servizio assistenza del proprio Internet Provider, per affrontare e risolvere insieme il problema (presupponendo e sperando che non sia necessario sporgere regolare reclamo).

Spesso capita di dover semplicemente aggiornare il firmware del nostro router, o di doverlo sostituire con uno di ultima generazione, ma possiamo anche valutare, qualora non lo avessimo già fatto, la possibilità di passare da una linea ADSL alla Fibra, considerando che solitamente le velocità di rete raggiungibili con questo upgrade, sono maggiori di almeno il triplo.

Consigli e soluzioni per migliorare lo streaming

Vediamo dei suggerimenti immediatamente applicabili per migliorare le nostre prestazioni di rete:

  • Svuotare la cache del browser web che utilizziamo per connetterci alle piattaforme streaming, o utilizzare un altro browser

  • Chiudere tutti i programmi aperti in background che in quel momento non siano necessari; ad esempio Skype, Google Drive, Dropbox, Client di posta, Torrent e così via

  • Riavviare il router; è il più classico dei suggerimenti, però spesso piuttosto efficace, in quanto con il suo riavvio, se ne eliminano i relativi file temporanei che potevano rallentarlo

  • Disattivare i plugin non necessari del nostro browser

  • Riavviare il dispositivo dal quale vogliamo connetterci alla piattaforma streaming, o utilizzarne un altro

  • Se possibile connettersi fisicamente al router attraverso un cavo di rete, preferendo così questo tipo di collegamento a quello WiFi, che invece è soggetto a maggiori interferenze e dispersioni.

  • Posizionare il router il più in alto possibile, il più lontano possibile da altri oggetti o ostacoli e il più al centro possibile della casa, in modo da rendere maggiormente nitido, il segnale WiFi emesso

  • Disconnettere tutti i dispositivi che in quel momento non è necessario siano connessi; ad esempio altri pc, smartphone, console di gioco, tablet, smart TV.
    Essendo la nostra banda di rete, limitata, ne consegue che più dispositivi sono connessi contemporaneamente, e meno banda avrà a disposizione ognuno di essi, e meno ne resterà libera per eventuali altri dispositivi o servizi di rete.

  • Mettere in pausa il video per qualche minuto prima di iniziarne la riproduzione; in questo modo accumuliamo una certa quantità di dati relativi al filmato che vogliamo vedere, evitando fastidiosi rallentamenti al momento di riprendere a guardarlo

  • Scaricare i video in locale; se la piattaforma che stiamo utilizzando lo permette, questa può essere una soluzione pressoché definitiva, anche se più scomoda rispetto allo streaming video

  • Evitare se possibile gli orari di punta, come dopo il lavoro o nei fine settimana, poiché l’enorme richiesta in contemporanea di banda ai provider, è facile che crei dei rallentamenti per tutti

  • Se connessi in WiFi, cercare di avvicinarsi il più possibile con il proprio dispositivo al router

  • Se la piattaforma lo permette, nelle relative impostazioni abbassare la qualità video del contenuto che stiamo guardando; una rinuncia non da poco, ma che dovrebbe permetterci di evitare rallentamenti. Alcune piattaforme streaming però, regolano in automatico la risoluzione del video e non ne permettono una gestione personalizzata

Individuare i problemi dello streaming video

Lo streaming video è un processo che richiede la presenza di una sorgente video, una rete internet per il trasporto dei dati e un apparecchio ricevente il segnale (che in questo caso è il nostro pc, il nostro smartphone/tablet o la nostra smart TV).
Se rileviamo dunque dei rallentamenti, il problema potrebbe essere relativo ad uno o più di questi tre elementi.

Per prima cosa proviamo a cambiare piattaforma: se non ci dovessero essere rallentamenti per questo secondo servizio di streaming, la problematica è probabile che riguardi la prima piattaforma.
Se invece questa prova fallisce, ovvero più piattaforme presentano rallentamenti contemporaneamente, l’intoppo deve dunque essere nella rete o nel dispositivo connesso.

Possiamo allora fare uno speedtest, per accertarci che la rete funzioni correttamente.
Se così fosse, allora riavviamo o sostituiamo il dispositivo connesso, in quanto per esclusione, deve essere quest’ultimo a rappresentare il problema.

Canali e frequenze WiFi per un ottimo streaming

Tecnicamente, la trasmissione dati senza fili è piuttosto complessa, ma possiamo agevolmente schematizzarla per capirne in linea di massima il funzionamento.

Ci sono due frequenze alle quali i router moderni possono lavorare: la 2.4 GHz e la 5 GHz (Gigahertz).
La 2.4 GHz è quella maggiormente sfruttata dai diversi router familiari, sia perché storicamente è arrivata prima sul Mercato, sia perché offre una buona copertura di segnale all’interno della casa.
La 5 GHz offre una velocità maggiore, è meno “affollata”, ma ha una copertura minore, per cui i dispositivi ad essa connessi, dovranno essere più vicini alla fonte del segnale.

Queste due frequenze, sono suddivise in diversi canali: 13 per la 2.4 GHz e 19 per la 5 GHz.
Ad ognuno di questi canali, può essere assegnata un’ampiezza di 20 o di 40 MHz (Megahertz).
Se si opta per i 40 MHz, si può lavorare a velocità doppia rispetto ai 20 MHz, ma ciò solo se i canali adiacenti a quello utilizzato, sono liberi, altrimenti si andrà in conflitto con essi.

Dalle impostazioni del nostro router possiamo intervenire in tal senso: se troviamo l’opzione “Auto 20-40 MHz”, conviene lasciarla attiva, di modo che sia il router stesso a fornirci la massima velocità, solo qualora rilevasse possibile farlo.
Se invece fosse selezionabile manualmente uno dei due valori, conviene scegliere 40 MHz, ma solo nel caso non ci siano altri segnali WiFi nei canali adiacenti (nel dubbio, lasciare impostato 20 MHz).

A questo proposito, esistono diversi software ed app, spesso gratuiti, che possono fornirci un’analisi delle reti nella nostra zona, in modo da individuare quali possano essere i canali meno affollati.
Tendenzialmente appunto, la 2.4 GHz è spesso satura di tutti i router del vicinato, per cui è probabile che sui suoi canali ci siano molte interferenze.
Se possibile, conviene dunque utilizzare la 5 GHz.