La tecnologia prosegue il suo corso. L’universo delle case automobilistiche segue, è il caso di dirlo, questo percorso a ruota, cercando di non perdere mai l’occasione per sfruttarne vantaggi e novità da riproporre sui propri prodotti, ossia e naturalmente le automobili. 

Vi è un fenomeno che sta radicalmente mutando il volto di un’intera società nel segno e nel nome della tecnologia, quale? Il riferimento è alla guida autonoma. Le automobili che si guidano in totale autonomia sono destinate a cambiare abitudini e finanche mentalità di persone e sconfinati gruppi di collettività. 

Gli anni passano e l’importanza, oltre che la presenza, della tecnologia e dei suoi progressi è sempre più palpabile, il quotidiano e la nostra stessa esistenza si nutrono costantemente proprio di tecnologia.

Dai gesti più innocui e inconsapevoli alle azioni che richiedono maggiore impegno, entriamo in contatto con la tecnologia ovunque e in qualsiasi momento, si pensi solo agli smartphone, agli elettrodomestici o alle smart Tv. È come se fossimo assediati da congegni tecnologici. 

Guido Tartarotti, in un video caricato sul suo canale YouTube, parla della guida autonoma e del prossimo futuro dell'universo automobilistico. Che ruolo avrà la tecnologia?

Tecnologia in auto, i navigatori

Per di più la società è in continua metamorfosi, e non può che plasmarsi al corso degli eventi. Il mondo è diverso, e nel giro di pochi decenni sono tramontate usanze che hanno fatto storia. Sarà difficile incontrare, salvo poche occasioni, persone che camminando per strada chiederanno indicazioni per raggiungere una meta, o anche quale possa essere il percorso ideale per recarsi in un determinato posto.

Parimenti, non si incontreranno famiglie con enormi cartine stradali spalancate sui cofani delle auto in procinto di fare mente locale sui successivi spostamenti. 

A farla da padroni nelle automobili sono oggi i celebri navigatori e i relativi sistemi tecnologici. Questi dispositivi sono ormai parte sostanziale dell'infotainment delle vetture. Una tecnologia da molti ritenuta indispensabile, insostituibile, sono davvero pochi i temerari che decidono stoicamente di farne a meno. Chi con le automobili lavora e proprio per lavoro è costretto a importanti trasferimenti nell’arco di una stessa giornata non vi può rinunciare. 

La nostra società, perciò, è già soggetta a una profonda trasformazione, e si è già messa al pari con le molteplici tecnologie odierne. Per cercare di capire dove potrà condurre il futuro occorrerà disporre di larghe vedute, ma soprattutto lavorare intrinsecamente a specifici meccanismi, persone di questo genere sono dette insider.

C’è da dire che, se da una parte si fa riferimento a vetture che si guidano in maniera autonoma, dall’altra parte vi è un intricato nodo di atteggiamenti sociali e individuali che necessariamente saranno vagliati in corso d’opera e che andranno a ripercuotersi in maniera consequenziale su quello che potrà significare vivere quotidianamente e socialmente il domani che ci attende. 

Tecnologia e automobili: il valore del deep learning e della sicurezza

Cominciamo dal principio: le automobili sono soggette a una fase di deep learning già da alcuni decenni. Sono in grado di valutare i comportamenti di chi le guida, sono capaci di memorizzare e scaricare ogni cosa sui loro database. Tali informazioni sono già messe in analisi da diversi anni.

Si pensi solo alle “primitive” raccolte per mezzo di prese OBD ai più recenti impianti di infotainment, ogni nostro errore, condotta, routine e vizio è stato memorizzato e archiviato, poi sottoposto a minuzioso studio e attenta analisi, infine processato. Un iter che è stato funzionale affinché le vetture potessero far frutto proprio di questi dati. Qui risiede il senso della fase di di deep learning.

Le automobili è come se apprendessero, e in realtà lo stanno realmente facendo, a guidare proprio da noi piloti. Una conoscenza profonda e straordinaria che dall’uomo sembra trasferirsi alla macchina, dal pilota allo sconfinato universo delle automobili, un processo graduale ma perpetuo. 

Alcuni esempi sembrano calzare a pennello: dalle falle nelle frenate ha poi preso vita l'ABS, dalle ingenuità nelle sbandate sono stati poi concepiti i sistemi di controllo, dalle distrazioni al volante sono poi sorti gli assistenti di guida, e via discorrendo fino ad arrivare alla guida autonoma.

A oggi, va detto, le automobili, con riferimento a quel  composito apparato tecnologico che viene a situarsi in una carrozzeria, contano una gamma di dispositivi di controllo e svariati congegni che sono in grado di processare miliardi di informazioni a una rapidità inimmaginabile fino a pochissimo tempo fa.

Ragion per cui una automobile oggi sul mercato è in grado di rendersi conto prima del suo pilota di un rallentamento repentino, di un calo dell’aderenza o di un pedone in procinto di attraversare la strada. In questa prospettiva agisce tempestivamente, restituendoci una sensazione di assoluta sicurezza

Tecnologia e sicurezza, binomio vincente

Per questo motivo la fiducia nelle automobili cresce a vista d’occhio, non sono più intese come un mero mezzo di trasporto, piuttosto somigliano sempre più a una vettura dotata di smisurata tecnologia, caratteristica permette ai veicoli di tutelare l’incolumità dei conducenti e delle rispettive famiglie. 

Si è ormai in una fase che ci vede già inconsciamente connessi, anche emotivamente, a questi piccoli modelli robotici automatizzati in grado di trasportare da un luogo a un altro, con minore o maggiore celerità, ma ponendosi sempre come leitmotiv la tutela e la sicurezza dei passeggeri.

In maniera consequenziale, i timori e le perplessità che inizialmente attanagliavano i pensieri delle persone sono in netto calo, e comincia a farsi strada nell’animo di ciascuno il piacere e la scoperta del viaggio

Siamo quindi inconsapevolmente già diventati legati a questi piccoli esempi robotici automatizzati che ci portano da un punto A ad un punto B - con più o meno velocità - ma avendo sempre come obiettivo la sicurezza. Di conseguenza, le preoccupazioni iniziali di molte persone stanno già diminuendo, lasciando spazio alla piacevolezza del viaggio.

Nell’immediato domani, questi scenari sono destinati a porsi come fulcro delle nostre esistenze, andandone a modificare alcuni elementi fondativi, e stimolando l’utilizzo dei momenti dedicati alla guida come un’attività che abbia dei fini produttivi sotto più punti di vista.  

L’esempio di Volkswagen

La casa automobilistica Volkswagen ha deciso di rilanciare su alcuni aspetti fondamentali quali sviluppo, software, auto elettriche, robotaxi. Il progetto prevede un investimento che parte da un complessivo di circa 150 miliardi fino al 2025, dei quali circa 73 sono già stati stanziati.

Il leader massimo dell’azienda, Herbert Diess, ha rivelato quale sarà la strategia in vista del 2030. Si tratta di un programma che ha preso il nome di New Auto, l’intento è quello di puntare al sostegno e all’evoluzione dell’automobile come veicolo cardinale della mobilità di ciascun individuo. La mobilità delle persone, stando al parere del numero uno della società, nel 2030 sarà elettrica, autonoma e piuttosto partecipata.

La tecnologia e l’importanza del software

In quest’ottica gli aspetti del software saranno sempre più importanti. Herbert Diess, dall’alto della sua posizione nel primo gruppo europeo, non ha dubbi a riguardo: il mercato automotive sarà stimato nel 2030 al di sopra dei 5.000 miliardi di dollari, si andrà cos’ a superare di ben tre volte la stima del mercato degli smartphone. 

Sempre secondo il top manager del gruppo, l’azienda di Wolfsburg si attesterà come maggiore forza nel panorama dell’elettromobilità. In più, entro il 2030, il “Golia” di Wolfsburg, avrebbe intenzione di tramutare la metà della proposta dei propri prototipi in automobili a batterie

Questa la strategia che Herbert Diess ha presentato poche settimane fa all’inaugurazione del progetto. Un decennio che avrà come obiettivo un calo del 30% dell’impatto del motore a combustibile. Questo è il programma che risponde pienamente a quanto concordato a Parigi in occasione degli accordi sul clima.

Diess ha poi ribadito che l’automobile si presenterà in tutta la sua autonomia e che tale cambiamento abbraccerà anche «la circolazione privata», i miglioramenti degli status di sicurezza ne avranno grossi benefici. In più, forse azzardando, è arrivato a dire che in auto si potrà non solo scambiare chiacchiere con amici ma persino guardare la televisione. Sembrerebbe fantascienza più che futuro. 

La sviluppo e la tecnologia nel piano New Auto 2030

Il gruppo Volkswagen ha messo in atto una nuova strategia con la quale ha intenzione di definire rinnovate priorità per provare a avvantaggiarsi dalle occasioni offerte dell’epoca automobilistica segnata da elettricità e digitale, con sostenibilità e decarbonizzazione a rappresentare i perni fondanti del nuovo piano.

Con la scadenza fissata al 2030, la società si è posta l’obiettivo di diminuire la propria carbon print di circa il 30% (sul 2018), in conformità a quelli che sono stati gli accordi concordati a Parigi.

La percentuale di vetture elettriche a batteria dovrebbe essere incrementata al 50%, giungendo nel 2040 a sfiorare il 100% dell’intero pacchetto veicoli, il quale dovrebbe essere totalmente a emissioni zero; arrivati infine al 2050, l’azienda conta poi di produrre in assoluta neutralità climatica. 

È ipotizzabile che guadagni e introiti andranno a spostarsi in maniera graduale verso i mezzi a motore elettrico, e perciò a software e servizi, rinvigoriti dalla guida autonoma. L’abituale mercato vedrà inevitabilmente una diminuzione al di là del 20% in un solo decennio; con numeri stimati intorno ai 1,2 trilioni di euro, entro il 2030, le automobili munite di software potrebbero annettere quasi un terzo al commercio di quelle consuete ed elettriche, duplicando il contesto economico della mobilità.

Il calare delle spese e l’accrescere di scala andrà a migliorare i contorni delle elettriche, la pareggio dovrebbe essere agguantato nel corso di un biennio o al massimo di un triennio. Il Gruppo ha già predisposto 73 miliardi per lo sviluppo delle prossime tecnologie dal 2021 al 2025, una percentuale che eguaglia il 50% dei finanziamenti totali, e che vuole ampliarli in elettrificazione e digitalizzazione. Permane, ovviamente, l’onere nel restringimento delle spese.