Tesla continua a essere un buy a Wall Street per la maggioranza degli analisti. Buy rafforzato dai dati sulle vendite del terzo trimestre che hanno mostrato come l'azienda di Palo Alto sia più forte anche della crisi dei chip che si è abbattuta sul settore dell'automotive. Il titolo, però, è tra i preferiti a Wall Street non solo perché Tesla è pioniere nelle vetture elettriche ma per la diversificazione delle sue attività: stoccaggio di energia, robotica, intelligenza artificiale, software-as-a-service. C'è però un'incognita. Perché il business nel solare, che dovrebbe essere tra i suoi potenziali punti di forza, ancora non decolla?

Tesla rimane un buy ma il business nel solare non decolla

Non decolla a cinque anni dalla controversa acquisizione di SolarCity per 2,6 miliardi di dollari. L'azienda di Fremont era stata fondata da due cugini di Musk nel 2006 ed era riuscita in breve tempo a diventare il modello di business più popolare in Usa nell'installazione (residenziale ma anche commerciale) di pannelli solari. Successo che le era però costato un indebitamento superiore a 1,5 miliardi che alla fine aveva reso necessario l'intervento di Tesla. Le due società avevano collaborato sin dall'inizio (SolarCity era stata la prima a installare i Powerwall, i sistemi di stoccaggio "casalinghi" di Tesla). 

Promessa mancata di Musk su rivoluzionari tetti per energia solare

“L'obiettivo è realizzare tetti solari che abbiano un aspetto migliore di un tetto normale, generino elettricità, durino più a lungo, abbiano un isolamento migliore e abbiano effettivamente un costo d'installazione inferiore a un tetto normale più il costo dell'elettricità. Perché dovresti comprare qualcos'altro?", chiedeva Musk nell'ottobre 2016, ricorda la Cnbc, in occasione dell'evento di presentazione di SolarCity, poi diventata Tesla Energy. Le tegole dovevano essere la rivoluzione del solare residenziale. Tesla e SolarCity insieme per un prodotto che avrebbe alimentato la crescita dell'azienda, fornendo energia pulita ai proprietari di case. Dopo l'accordo, tuttavia, le nuove installazioni di Tesla-SolarCity sono crollate.

Tesla buy ma Musk rischia 9,4 miliardi di risarcimenti sul solare

Come per ogni prodotto innovativo, l'inizio era stato anche segnato da disavventure: alcuni tetti avevano preso fuoco. Il problema principale per Tesla, o meglio per Musk, però è oggi proprio l'acquisizione di SolarCity. Vicenda che è oggetto di una causa, con gli azionisti che chiedono risarcimenti per 9,4 miliardi allo stesso Musk, visto che più che di un'opportunità di business il takeover di SolarCity viene considerato il salvataggio, per di più di un'azienda di famiglia. Fondi previdenziali e asset manager hanno citato in giudizio Musk in un tribunale del Delaware, chiedendo di risolvere la questione in un modo molto semplice: la restituzione delle quote di Tesla che Musk aveva ottenuto in qualità di azionista di SolarCity. Quote che appunto oggi valgono 9,4 miliardi di dollari.

Oggi il business nel solare può tornare d'attualità per Tesla

Lasciando stare i tribunali, però, la domanda che pone la Cnbc è perché Tesla non sia riuscita (o non abbia voluto) rispettare la promessa fatta sulla sua rivoluzione nell'energia solare. Oggi Tesla Energy genera la maggior parte dei suoi ricavi con sistemi di accumulo di energia, batterie di backup per le abitazioni, grandi batterie per progetti su larga scala. E la gran parte dei pannelli solari che installa sono di tipo tradizionale. Che fine ha fatto dunque il tetto del futuro di cui parlava Musk? Domanda non banale, considerando che oggi le rinnovabili e la sostenibilità sono tornati d'attualità anche a Washington, dopo la parentesi della presidenza di Donald Trump. (Raffaele Rovati)