Da quando la pandemia ci ha colpiti, niente è più lo stesso.

Le nostre abitudini sono cambiate, le modalità lavorative sono state stravolte ed è inutile negarlo a questo punto, il Coronavirus ci ha tolto anche troppo.

Ci ha privati di tutte quelle piccole cose che rendevano la quotidianità un intimo piacere, piuttosto che un monotono susseguirsi.

Ci ha portato via la salute, il benessere, il tempo e tutto ciò che a noi è caro, per non parlare dell’impatto che le restrizioni imposte dal Governo hanno avuto negativamente nel nostro rapportarsi con la società.

Tra mascherine e distanze ormai nessuno sa più chi è chi, e ciò che è peggio è che le conseguenze di questo allontanamento sociale si riversa maggiormente sui nostri figli.

Sì perché se noi adulti siamo, in un modo o nell’altro, capaci di sopportare queste privazioni, i più piccoli ne risentono molto di più.

Spesso si è sentito dibattere sulla didattica a distanza (DAD), uan forma di didattica che non prevede la presenza di insegnanti e studenti in aula e che, in conformità delle norme vigenti, si avvale di strumenti online.

Sebbene i contenuti siano fruibili da tutti e offrono la possibilità di svolgere le normali attività cognitive funzionali, oltre il 65% degli studenti fatica ad adattarsi e ad apprendere notando un netto peggioramento nel proprio rendimento scolastico.

In seguito a manifestazioni, a discussioni da parte di famiglie, figure istituzionali e professionali, il Governo ha deciso di riprendere le attività didattiche in presenza da Maggio 2021.

L’idea per ripartire in sicurezza sarebbe quella di adottare il test salivare e sottoporlo a studenti e personale scolastico.

Una buona precauzione contro il Covid e un ottimo metodo di monitoraggio!

Andiamo a scoprire insieme di cosa si tratta.

Che cos'è e come utilizzarlo:

Il test salivare rappresenta un’ottima metodologia per il controllo a campione della diffusione del virus nelle scuole.

Somigliante ad un lecca-lecca e contenuto nell’apposito involucro sterile, gli studenti non devono far altro che estrarlo ed inserirlo in bocca.

Bagnandolo attraverso una semplice suzione, l’estremità con la parte assorbente riuscirà a catturare tutte le informazioni necessarie dalla saliva.

Basterà riporlo nella provetta sterile e consegnarlo.

Essendo il liquido che viene secreto dalle ghiandole salivari presenti nella cavità orale, infatti, questa è caratterizzata da elementi utili alla rilevazione di un possibile virus.

Composta dal 98% di acqua e dal restante mix di elettroliti, enzimi, cellule e muco è considerata uno dei luoghi preferiti dai batteri.

Non a caso, quante volte le nostre mamme ci hanno impedito di metterci le dita sporche in bocca?

Quanto hanno dovuto insistere nel ricordarci di lavare sempre le mani prima di mangiare?

Non facevano altro che proteggere la nostra salute, magari con un semplice ma efficace schiaffo sulla mano interessata.

Una rivoluzione nel campo della ricerca:

Allontanandoci per un momento dai ricordi d’infanzia, si può affermare che il test salivare si confermi come  la scelta più azzeccata.

Il presidente della Facoltà di Medicina dell’Unversità Statale di Milano, Gian Vincenzo Zuccotti spiega che:

“Il test è molto semplice e viene processato nei laboratori usando gli stessi reagenti e macchinari dei test molecolari classici. La differenza fondamentale è che è mini-invasivo ed è a tutti gli effetti una vera e propria rivoluzione”

ma una rivoluzione in che senso?

Sicuramente non è l’avanguardia più recente in fatto di ricerca, ma ha molti vantaggi.

Non dipendendo da operatori professionali e luoghi dedicati, consente di concentrare gli sforzi dei sanitari proprio sui giovani.

Visto che momentaneamente non possono essere soggetti a vaccinazione per mancanza di siero specifico, possono ancora essere vettori del contagio.

Usando questo test si libera una grande quantità di risorse che altrimenti sarebbero impiegate in personale e logistica per i tamponi destinati alla fascia adulta:

Questo vantaggio appare allo Stato attuale di notevole importanza dato che il Paese e le Regioni stanno organizzando una campagna vaccinale di lunga durata e ampia portata e, contemporaneamente, piani di riaperture progressive di tante attività sociali e produttive.”

quindi non si identifica solo come una risorsa valida al fine di preservare la salute dei ragazzi bensì come strategia funzionale al fine di snellire l’intero procedimento anti-Covid adottato in tutte le città del Paese.

Tempi di attesa e attendibilità:

Una volta effettuato il primo test salivare ( equivalente al famoso tampone naso-faringeo) è sufficiente attendere un minuto per ottenere un risultato la cui attendibilità può arrivare addirittura al 98%.

Nel malaugurato caso in cui il risultato sia positivo, ne viene effettuato subito un secondo per conferma (antigienico o molecolare) utilizzando sempre il medesimo campione salivare.

Entro il pomeriggio del giorno stesso è possibile avere già i risultati definitivi.

I test molecolari citati tra parentesi hanno la capacità di rilevare il materiale genetico del virus, cioè la presenza RNA, mentre i test antigenici si basano su un’analisi che rileva le proteine del virus presenti nella saliva ma che ha un grado di precisione più basso.

L'esperienza pilota in Lazio e Lombardia:

Il test salivare era già stato usato in precedenza tra l’ottobre e il dicembre 2020 in una “prova sul campo” che hanno deciso di definire come esperienza pilota.

In alcune scuole del Lazio e della Lombardia, dove vi erano diversi focolai, è stato possibile effettuare test salivari a campione in 5 plessi scolastici su circa 2000 alunni.

Poiché vi sono stati risultati positivi e di conseguenza tutti gli accertamenti del caso sono stati eseguiti scrupolosamente si può affermare che:

“L’ esperienza ci dice che si tratta di una strategia accettabile ai fini del controllo della diffusione virale nell’ambiente scolastico”

Un piccolo passo per la salute di molti:

L’Azienda Sanitaria ASUGI del Friuli Venezia Giulia è stata tra le prime a studiare un test salivare efficace e innovativo, frutto di mesi di lavoro e ricerca:

“... a questa piccola rivoluzione abbiamo sempre creduto e abbiamo lavorato in silenzio da tempo. Il suo pregio principale è la non invasività, importantissima per i bambini e le persone vulnerabili... ”

Questo test salivare non sostituisce il tampone in termini di diagnostica ma ha un indice di qualità superiore rispetto a quello antigenico.

L’azienda si è preoccupata di iniziare ad usarlo in maniera graduale ma afferma:

“... crediamo che rappresenti il futuro dei fai da te che semplifica la vita al cittadino e riduce il rischio di infezione degli operatori, contiene i costi e abbtte le trafile a vantaggio dell’agilità del sistema sanitario... ”

Un'organizzazione ancora incerta:

A partire dal 26 Aprile, oltre 7 milioni e mezzo di studenti ritorneranno in classe.

Se la matematica non è opinione, tale data è imminente ma l’organizzazione non sembra volersi definire ancora del tutto.

La scelta dell’esecuzione di tali test salivari, il nodo dei laboratori territoriali da destinare a tali analisi, tutti dettagli da considerare.

Nel momento in cui il Ministero approverà definitivamente i test salivari a scopo di sorveglianza,  si potrà utilizzarli per definire la presenza e il conteggio dei casi Covid, anche e sopratutto in ambito scolastico.

In ogni caso dovranno avere il riconoscimento e la marchiatura CE per essere approvati ed essere finalmente messi in commercio. 

E quando arriveranno... potremmo dire di aver visto la realizzazione di "un piccolo passo per l'uomo, un grande balzo per l'umanità!" ( cit. Neil Armstrong)