Third Point chiede a Intel che cosa vuole fare da grande. L'hedge fund attivista di Daniel Loeb, in una lettera inviata a Omar Ishrak (e citata da Reuters), chairman del colosso Usa dei chip, ha iniziato a fare pressione perché vengano valutate le opzioni strategiche disponibili. La mossa dell'hedge newyorkese, nota Reuters, arriva dopo che Intel non ha dimostrato di dare molto ascolto alle richieste degli investitori per operare cambiamenti, in particolare trasferendo in outsource gran parte della sua capacità produttiva. Va ricordato per lo più i concorrenti di Intel da tempo si occupano solo esclusivamente del design di chip, lasciando l'aspetto manifatturiero a terzi. La storica rivale Advanced Micro Devices (Amd) lo aveva fatto già nel 2008, attraverso la creazione di GlobalFoundries

Intel combatte una battaglia persa sul fronte manifatturiero

Third Point, che avrebbe ammassato una partecipazione da 1 miliardo di dollari in Intel, punterebbe anche ad altro. Alla dismissione di asset, facendo per esempio dietrofront sull'acquisizione da 16,7 miliardi di Altera (azienda produttrice di chip programmabili) nel 2015. Il problema della produzione resta in ogni caso centrale. Intel ne ha perso la leadership a vantaggio di colossi asiatici come Taiwan Semiconductor Manufacturing e Samsung Electronics, ma continuando a combattere una battaglia ormai persa perde di vista il vero obiettivo. Per Loeb il compito più urgente è affrontare il "problema della gestione del capitale umano", poiché molti dei suoi talentuosi progettisti di chip sono fuggiti, "demoralizzati dallo status quo".

E perde quote di mercato anche nel core business dei pc

E Intel perde quote di mercato anche nel core business dei pc (unico ancora in grado di regalare soddisfazioni agli azionisti) a vantaggio proprio di Amd. Mentre sul fronte dei chip per l'intelligenza artificiale Nvidia l'ha da tempo distaccata. "Senza un cambiamento immediato in Intel, temiamo che l'accesso dell'America alla fornitura di semiconduttori all'avanguardia verrà eroso, costringendo gli Usa a fare più affidamento su un'Asia orientale geopoliticamente instabile per alimentare qualsiasi cosa, dai computer ai data center, fino alle infrastrutture critiche”, ha scritto Loeb, secondo quanto riportato da Reuters. Come reagirà il board del gruppo Usa alle richieste di Third Point? Per ora è stato il mercato a reagire, regalando martedì un rally del 4,93% a Intel al Nasdaq.

(Raffaele Rovati)