Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (Tsmc), colosso della produzione di chip conto terzi, ha annunciato che investirà 100 miliardi di dollari nei prossimi tre anni per venire incontro alla crescente domanda di chip. L'investimento miliardario di Tsmc, maggiore produttore pure play (nel senso che fa solo quello a differenza, per esempio, di Samsung Electronics) al mondo, è solo l'ultimo di un lungo elenco, pubblico e privato, che è la diretta conseguenza della carenza di chip che da mesi sta affliggendo tutti i settori industriali, sempre più dipendenti dall'elettronica, e in particolare quello dell'automotive (mercoledì Ford Motor aveva comunicato ancora tagli all'output per sei impianti tra Usa e Canada). Una settimana fa Intel aveva anticipato investimenti per 20 miliardi di dollari per la "costruzione di un grande stabilimento" produttivo presso la sua struttura di Ocotillo, in Arizona.

Tmsc investirà 100 miliardi. Biden ne chiede 50 al Congresso Usa

Anche i governi non stanno a guardare. Già in gennaio Peter Altmaier, ministro dell'Economia tedesco, aveva inviato una lettera alla collega di Taiwan Wang Mei-hua, chiedendo che si facesse pressione sulle aziende del settore (Tsmc, appunto) perché collaborassero nel superare l'impasse in cui era finito l'automotive. Nei giorni scorsi, poi, il ministero delle Finanze di Pechino aveva annunciato il suo investimento, non diretto ma indiretto: i produttori di chip cinesi potranno importare macchinari e materie prime esentasse fino al 2030. E mercoledì Joe Biden ha tolto il velo sul piano di rilancio degli Usa da 2.300 miliardi. Piano in gran parte focalizzato sulle infrastrutture fisiche (strade e ferrovie) ma anche su quelle digitali (broadband per tutti gli americani), sulle tecnologie sostenibili (174 miliardi di dollari solo per l'auto elettrica) e sui chip. Per rilanciare la produzione interna di semiconduttori il presidente Usa chiederà investimenti per 50 miliardi di dollari, da destinare in ricerca e sviluppo ma anche appunto nella manifattura.

Digitalizzazione accelerata dal Covid-19. Da qui la carenza di chip

Tsmc, che produce chip anche per conto di colossi Usa come Advanced Micro Devices (Amd), Apple, Broadcom, Nvidia e Qualcomm, nel maggio 2020 aveva già annunciato investimenti per 12 miliardi di dollari per un impianto in Arizona. "Stiamo entrando in un periodo di maggiore crescita poiché si prevede che i megatrend pluriennali del 5G e del computing a elevate prestazioni alimenteranno una solida domanda per le nostre tecnologie dei semiconduttori nei prossimi anni. Inoltre la pandemia di Covid-19 ha accelerato la digitalizzazione di ogni aspetto della società", ha dichiarato a Reuters l'azienda di Taiwan, che nel quarto trimestre del 2020 ha registrato un balzo dei ricavi del 22% annuo a 12,68 miliardi di dollari. Grazie al boom di vendite di pc e alla domanda complessiva di elettronica.

(Raffaele Rovati)