Twitter, via libera alla disinformazione sulla pandemia: le decisioni di Musk

Già al centro delle polemiche per molti avvenimenti recenti, Elon Musk continua a polarizzare le opinioni: ha deciso che Twitter non interverrà più contro la disinformazione e le fake news che riguardano la pandemia Covid (e non solo).

Twitter smette di regolare la disinformazione sulla pandemia

Da quando Elon Musk si è avvicinato a Twitter, le polemiche non si sono mai interrotte. Ogni decisione del magnate di Tesla ha scatenato migliaia di commenti, e anche la novità di fine novembre non mancherà di farlo.

Tramite un sondaggio via tweet, Musk ha preso alcune decisioni sugli account bloccati negli scorsi periodi, e questo porterà alcune conseguenze sulla piattaforma. La prima, immediata: stop all'argine sulla disinformazione in tema pandemico.

Twitter sta già affrontando un momento difficile, sia internamente che esternamente: cosa accadrà dopo questo gesto così polarizzante all'utenza del social network? Sarà l'ora dell'esodo definitivo? Vediamo i fatti nel dettaglio e cerchiamo di capirlo.

Twitter nella polemica: dai licenziamenti alla rabbia di Milo Manara, fino all'esodo su Mastodon

L'operato di Elon Musk è nell'occhio del ciclone dopo che il suo arrivo a Twitter non è stato di certo tranquillo. Prima abbiamo assistito a mesi di dubbi sulla sua effettiva acquisizione, poi sono iniziate le novità, non apprezzate dal pubblico.

Innanzitutto il fenomeno dell'addio del personale. Nei licenziamenti di massa decisi da Musk è stata mandata a casa circa metà degli ex-dipendenti full-time di Twitter, oltre ad alcuni alti dirigenti e ad alcuni ingegneri. In seguito alle controversie, alcuni sembrano aver rassegnato volontariamente le dimissioni. Il nuovo proprietario, ovviamente, ha minimizzato l'accaduto.

Era solo l'inizio. Tramite vari post e interventi, Musk ha strizzato l'occhio a tutti coloro che negli ultimi anni erano stati arginati da Twitter come intervento a fake news, linguaggi inadatti, spamming o in generale disinformazione e contenuti ritenuti non idonei. Gli "ex-scontenti" sono ora soddisfatti.

Il caso più evidente è stato un sondaggio per riammettere l'account di Donald Trump (che comunque non si è detto interessato a tornare nonostante i continui inviti del proprietario). Va poi menzionata la rabbia di Milo Manara, che si è visto usare senza permesso un proprio disegno addirittura sull'account istituzionale di Elon stesso, e che adesso potrebbe procedere per vie legali.

Le polemiche sono sempre più infuriate e il social ha visto un'incredibile fuga di massa verso una nuova piattaforma simile, chiamata Mastodon. Molti utenti si sono detti impauriti della piega che "l'uccellino" potrà prendere visto il tenore delle continue dichiarazioni di Musk. E l'ultima sembra confermarne le direzioni.

Elon Musk fa un sondaggio: amnistia a molti utenti sospesi

La netta diminuzione delle attività sul social celeste è una realtà. Ai dati numerici dell'utenza e a quelli dell'esodo verso Mastodon si aggiungono le dichiarazioni di Musk stesso, che ha criticato Apple perché non fa più pubblicità su Twitter. Questa interruzione potrebbe essere motivata proprio dalla polarizzazione dell'utenza, un rischio che Apple forse non vuole correre.

Eppure, il proprietario non ferma le sue azioni controverse. Non con una decisione dirigenziale, bensì con un altro sondaggio via tweet (come con Trump) datato 23 novembre. Esso recita: "Twitter dovrebbe offrire un'amnistia generale agli account sospesi, a patto che non abbiano infranto la legge o realizzato un'enorme spam?".

Il sondaggio ha ricevuto oltre 3 milioni di voti: un numero di sicuro elevato, ma ben lontano dalla quantità di account totali sulla piattaforma (circa 237 milioni dichiarati dalla società stessa nel secondo trimestre 2022), quindi statisticamente poco accurato.

Ad Elon Musk, però, questo è bastato. Dopo aver ricevuto il 72,4% di voti "Sì", ha dichiarato che entro una settimana sarebbero iniziate le amnistie, motivando il gesto come "voce del popolo".

Le conseguenze: lo stop al controllo notizie sulla pandemia

Il giorno stesso, pur senza annunci a gran voce, una Policy mostrata nella sezione "Trasparenza" del sito è immediatamente cambiata.

Si tratta della pagina "Disinformazione sul Covid-19", che adesso mostra il seguente avviso: "A partire dal 23 novembre 2022, Twitter non applicherà più la Policy sulle informazioni fuorvianti sul Covid-19".

Prima di questa data, la Policy prevedeva che su alcuni tweet riguardanti la pandemia comparissero degli avvisi, a segnalare che le notizie potevano essere false o fuorvianti; gli account ritenuti colpevoli di frequente disinformazione venivano nel tempo arginati o rimossi.

Pare che questo non accadrà più, e per giunta molti ex-account sospesi verranno reintegrati: sotto il tweet di Musk, molti utenti che lo stanno apprezzando sono in festa, e parallelamente molti altri sono infuriati, e annunciano il proprio addio.

Twitter è il primo social ad annunciare lo stop agli interventi anti-disinformazione in tema Covid. Con questa mossa recupererà di sicuro alcuni numeri sull'utenza (perché ricompaiono vecchi account bloccati), ma rischia seriamente di incrementare l'addio verso altri social.

Molti temono un pessimo clima futuro su Twitter, in cui il social potrebbe essere poco regolato e potrebbero dominare hate speech, contenuti inadatti ed eccessiva libertà, visto che Musk si è liberato anche di tanti moderatori. Questo clima sarà realtà? Musk interromperà mai l'attuale tenore delle dichiarazioni? E Twitter crollerà infine sotto il peso dei numeri in continuo calo?

Staremo a vedere.