Secondo Barron's Walmart può davvero diventare un player serio del settore bancario. In un comparto che sta vivendo una vera e propria rivoluzione (all'insegna di fintech e paytech, segmenti a loro volta impegnati in una fase di consolidamento di cui l'operazione Nexi-Nets è solo la punta dell'iceberg) e in cui il numero uno globale del retail è già attivo da tempo. Walmart, però, si candida ora a un ruolo da protagonista, grazie a recenti modifiche regolatorie e a una campagna di recruiting culminata con l'assunzione di Omer Ismail, la mente dietro alla virata consumer di Goldman Sachs, e David Stark, che con Ismail collaborava proprio nell'istituto di Wall Street. I due top banker, come riportato per primo da Bloomberg, sono stati chiamati proprio a guidare una sussidiaria fintech del gigante della grande distribuzione dell'Arkansas.

Walmart strappa a Goldman due degli artefici della virata consumer

Walmart opera già nel fintech in vari modi, offrendo carte di credito, di debito e prepagate con il suo brand e consentendo ai consumatori di incassare assegni, effettuare trasferimenti di denaro e finanziare acquisti a rate. E, nota Barron's, se il gruppo decidesse di permettere ai suoi clienti di aprire conti bancari a marchio Walmart, legandoli per esempio ai programmi di cashback, potrebbe rappresentare un serio problema per i tradizionali operatori del settore. Modifiche tecnologiche e normative hanno reso questa possibilità sempre più concreta. La Federal Deposit Insurance Corporation (Fdic, l’ente Usa che garantisce i depositi bancari) è recentemente intervenuta sulle sue norme, per consentire alle imprese commerciali di ottenere licenze bancarie senza gli stessi requisiti di capitale e liquidità previsti per le società finanziarie.

Il gruppo vuole rispondere a domanda prodotti fintech dei clienti

In gennaio Walmart aveva anticipato piani per il lancio di una nuova fintech in partnership con Ribbit Capital, società di venture capital di Palo Alto che ha contribuito al successo di realtà come Robinhood (nota soprattutto per la controversa vicenda GameStop) o Affirm Holdings, che proprio in gennaio aveva fatto il suo debutto al Nasdaq. Walmart aveva sottolineato di volere riunire il suo know-how e la sua scala nel retail con l'esperienza nel fintech di Ribbit "per offrire esperienze finanziarie guidate dalla tecnologia su misura per clienti e collaboratori". Walmart, per altro, aveva notato come la mossa fosse anche il risultato della crescente domanda di prodotti finanziari proprio da parte della sua clientela. L'arruolamento di  Ismail e Stark (strappati a Goldman che di recente aveva ampliato le deleghe dei due manager) è l'ennesimo passo in questa direzione. Ismail, in particolare, aveva contribuito alla nascita di Marcus, la piattaforma consumer di Goldman e all'accordo per la creazione dell'Apple Card (operazione ripetuta con l'acquisizione delle carte di credito di General Motors).

(Raffaele Rovati)